viaggio perenne che perde quella credibilità che una commedia più dimessa avrebbe garantito, attenuando duramente il necessario filo drammatico, colla della vicenda. Il film si risolleva nell’accorato finale, da quando si evince la duplice ultima maturazione dei due personaggi che ritrovano, parzialmente, rigore, e si affacciano al loro destino responsabilizzandosi ed assumendosi impegni reciproci. Il grillo fuori campo Freeman dice: “Edward Cole muore come gli altri, i suoi occhi erano chiusi, il suo cuore finalmente aperto”.Ed è proprio questo cambiamento la chiave di volta del film, che pecca per realizzazione tecnica e approssimazione narrativa, ma ha un cuore grande che, dopo essersi fermato, riparte alla fine.
viaggio perenne che perde quella credibilità che una commedia più dimessa avrebbe garantito, attenuando duramente il necessario filo drammatico, colla della vicenda. Il film si risolleva nell’accorato finale, da quando si evince la duplice ultima maturazione dei due personaggi che ritrovano, parzialmente, rigore, e si affacciano al loro destino responsabilizzandosi ed assumendosi impegni reciproci. Il grillo fuori campo Freeman dice: “Edward Cole muore come gli altri, i suoi occhi erano chiusi, il suo cuore finalmente aperto”.Ed è proprio questo cambiamento la chiave di volta del film, che pecca per realizzazione tecnica e approssimazione narrativa, ma ha un cuore grande che, dopo essersi fermato, riparte alla fine.