Magazine Diario personale

stavo pensando a te

Da Patalice
stavo pensando a teSai qual'è il mio piatto preferito?
E cosa mi piace fare la domenica pomeriggio?
Sai con cosa mi sveglio al mattino?
E che cosa mi commuove?
Sai perché mi metto le calze indipendentemente dal clima?
E a quali persone affido le mie confidenze?
Io voglio identificarti con le canzoni che fanno venire i brividi,
non con quelle che fanno scendere le lacrime.
Io voglio identificarti con i lucchetti di Moccia,
non con il gelato del venerdì sera.
Io voglio identificarti con il sorriso di fronte a WhatsApp,
non con l'ansia al suono dei messaggini.
L'amore mi piacerebbe pensarlo come realistico,
ancora possibile,
vero nella misura in cui anche per gli altri lo sia.
Ed invece lo penso come ad una sorta di benedetta follia maledetta,
che carezza le vite altrui,
ma ha pugnalato la mia senza ritegno o rispetto.
Sono la persona sbagliata,
nel luogo peggiore,
al momento meno opportuno.
stavo pensando a tePiangermi addosso.
Facile, comodo,
a tratti la cura,
spesso la maledizione.
Perché soffro le stesse pene che hanno provato altri,
ed altri sugli altri,
e che subiranno ancora altri;
sporcandosi di mancato amore,
lordandosi di colpevole invidia nei confronti di un modo nuovo
che è mondo contrario al posto sbagliato.
Chissà se un giorno avranno un senso buio e freddo.
Chissà.

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