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#stayLeggendo: Isabella Mattazzi

Creato il 26 luglio 2018 da Frailibri

#stayLeggendo: Isabella MattazziHo conosciuto Isabella Mattazzi attraverso la sua bacheca, le interviste e le traduzioni e quello che ho potuto vedere di lei mi ha irreversibilmente affascinato. Razionale e in apparenza non troppo sentimentale, anche se sempre profonda (e sì, emozionante per chi legge), nel suo rapporto con la letteratura, con il linguaggio (Isabella è docente di letteratura francese e critica letteraria),  verace in ogni dibattito le si presenti fra i post, e sempre piacevole e interessante da leggere, qualunque sia il tema dei suoi interventi.

Mi ha raccontato le sue vacanze e le sue future letture (e la ringrazio ancora una volta per gli spunti).

Ogni estate, qualsiasi sia la meta del mio viaggio, i libri che mi porto in valigia hanno tutti un denominatore comune, un filo potentissimo che li lega gli uni agli altri. È un filo che non ha niente che vedere con la lingua in cui sono scritti, con i temi che trattano, con il fatto che siano libri di poesia, saggistica o narrativa, ma che ha a che fare con qualcosa di ancora più profondo della scrittura, qualcosa che riguarda me e nessun altro lettore. I libri che mi porto in vacanza sono i libri scritti dai miei amici. I libri degli affetti. Quei libri che durante l’inverno non riesco mai a leggere perché sommersa da testi che devo leggere per mestiere, dai libri che mi servono per lavorare, che devo presentare, studiare, analizzare, recensire…  Nei miei inverni sempre di corsa le cose scritte dalle persone a cui voglio semplicemente bene scivolano sempre in là, aspettano per settimane o mesi la fine del semestre, la consegna della traduzione, del saggio, del libro, le vacanze appunto.I libri delle mia vacanze quindi sono i libri degli affetti, sono libri scritti da persone per cui voglio prendermi del tempo.Quest’anno i libri degli affetti sono sette, due in francese (anzi tre, ma uno lo leggo in traduzione) e quattro italiani:

Pauline Delabroy-Allard, Ça raconte Sarah, Minuit. In questo libro c’è il viaggio di Pauline in Italia di due anni fa, tra Milano, Trieste, l’isola d’Elba sulle tracce di uno scrittore di cui non dirò il nome. In questo libro c’è casa mia, ci sono io, ci sono i miei gatti, gli amici… è la prima volta che mi ritrovo a essere un personaggio di romanzo e sono molto curiosa.Lisa Balavoine, Éparse, Lattès. La vita “sparsa” di Lisa, gli anni Novanta, la musica, il cinema, la politica francese, ancora una volta una casa (la sua) che conosco, gli amici, i figli, un’aria di famiglia che sicuramente mi prenderà all’improvviso tra una pagina e l’altra.Rosella Postorino, Le assaggiatrici, Feltrinelli. Di questo romanzo è inutile che racconti la storia perché è stato ed è uno dei libri più importanti dell’anno. Posso solo dire che mi ha fatto una sensazione strana leggere di una amica cara su tutti i giornali, leggere le interviste, le recensioni, i dibattiti mentre io che le voglio bene ancora non posso dire nulla del libro. È andata così, ho lavorato troppo questo inverno, lei lo sa e credo mi abbia perdonata. Lo porto in valigia per me, ma anche per mio figlio, è una storia di cui voglio parlarne con lui.Emanuele Coccia, La vita delle piante. Metafisica della mescolanza, Il Mulino, e Daniele Petruccioli, Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi, La lepre edizioni. Questi sono saggi di due amici con cui divido la passione per la traduzione (Daniele) e la passione per la ricerca tout-court (Emanuele, che anche se è un filosofo lavora su cose molto vicine alle mie). So bene che si tratta di due testi su cui in realtà lavorerò molto, li porto in vacanza, ma non metto apposta il portatile in valigia per autosabotare la mia parte troppo calvinista.Maryam Madjidi, Io non sono un albero, Bompiani. Non l’ha scritto una amica, ma me lo ha consigliato una amica che di questo libro sta curando il lancio e che me lo ha fatto trovare pochi giorni fa nella buca delle lettere. Conoscendola, so che i romanzi che mi manda non sono scelti a caso, e quindi l’ho messo in valigia. Non ne so nulla se non che ha un titolo bellissimo, vedremo.Poi c’è un ultimo libro che in realtà ho già letto, Paolo Zanotti, L’originale di Giorgia e altri racconti, Pendragon. Lo porto con me perché questi racconti sono un piccolo miracolo e non potevano mancare nel tempo degli affetti.


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