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#stayLeggendo: Marco Giacosa

Creato il 23 luglio 2018 da Frailibri

Marco Giacosa, giornalista, scrittore, narratore nato. Riesce a passare da articoli per “La Stampa”, a rubriche in cui anche l’origine e le caratteristiche di un bar, un locale, diventano l’incipit per un romanzo, fino a costruire un giallo con tanto di suspense e colpo di scena su una “schiscetta” dimenticata in metropolitana. Seguite il suo profilo Facebook, sempre pieno di riflessioni e spunti interessanti, leggete i suoi libri (fra gli altri, L’Italia dei sindaci, Add editore 2015, e Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia, Miraggi 2017).
Scopriamo insieme dove andrà in vacanza e cosa leggerà.

#stayLeggendo: Marco Giacosa
In vacanza in Sicilia, alle Eolie, che sono il mio posto del cuore. Affittare il motorino e perdersi nel vento, la libreria di Stromboli, la granita appena arrivati a Filicudi, i giornali che a Santa Maria Salina sbarcano soltanto alle 9, il bagno nella frittata – acqua solforosa e viscida, che sembra di immergerti nell’uovo – di Vulcano, gli incredibili silenzi sotto il sole nel blu, guardando dall’alto un paesaggio immobile, unico movimento il bianco della scia delle barche nel mare fermo. L’armonia, l’infinito, il senso di eternità.

Cosa porto con me?Intanto, i gialli. Li amo. D’estate li leggo con un piacere che incomincia a giugno, l’attesa dei giorni alla partenza va a coincidere con il piacere della Lista. Prendo dalla libreria e am

mucchio, poi tolgo e aggiungo, la scelta iniziale non è mai quella finale. Conta molto l’umore, anzi per dire

 meglio il mondo dove voglio finire, nei minuti che precedono la partenza: a oggi scelgo due storie dell’Alligatore, di Carlotto, e la seconda del commissario Balistreri, di Costantini, più Malvaldi, appena uscita l’ultima avventura dei quattro vecchietti di Pineta. Oggi è così: magari per agosto aggiungo un Simenon, o un Pandiani, o un De Giovanni (mi mancano Sara al tramonto e qualche Ricciardi).Nella perfida terra di Dio mi è stato consigliato da Carlo Borgogno, il libraio della Milton di Alba, ben prima che tutti ne parlassero così bene. Compro libri e li lasciò lì, in attesa del momento, che prima o poi arriva. Bauman l’ho preso in allegato con il Corriere della sera, ha la prefazione della filosofa Donatella Di Cesare (di cui voglio leggere appena posso Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione). Stiamo vivendo un periodo che entrerà nella storia, soltanto pochi però sembrano rendersene conto. Le Torri Gemelle furono uno shock, Charlie Hebdo, il Bataclan, Nizza sono state uno shock, i morti nel Mediterraneo non sono uno shock perché ci sono serissimi problemi di percezione: perché non li vediamo, perché avvengono poco a poco, perché i morti sono «neri, sporchi e cattivi», e perché ci fanno credere che sia loro la colpa di tutto. Davide Enia ce l’ho da tempo: senza troppe parole è arrivato il momento.Missiroli è una rilettura: mi piacque tantissimo, toccò molte delle mie corde, mi innamorai di quel libro e voglio vedere se due anni dopo provo le stesse cose. È nella fotografia ma lo leggerò sul Kindle.Guerra e Pace lo sto ascoltando: 49 ore di audiolibro, quando cammino, quando sono sui mezzi, quando aspetto. Mi piacciono gli audiolibri, ascolto gli audiolibri, evviva tutti i supporti! Certo, non tutti i libri sono facili da ascoltare: ad esempio con il Decamerone non ce l’ho fatta.Etica dell’acquario l’ho preso perché mi hanno incuriosito l’autrice – che non conosco: mi riferisco alla sua biografia pubblica –, la storia e il libro, cioè titolo e copertina, evviva anche i libri belli, pensati per essere belli.
Questo a oggi. Francesca, grazie per lo spazio. Magari ci riparliamo a settembre e ti dico come è andata (intanto verifichiamo se sono entrati tutti, proprio questi, in valigia). Ciao!


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