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Stazione Tiburtina. La "riqualificazione" dopo l'abbattimento della tangenziale è... un parcheggio!

Creato il 30 ottobre 2017 da Romafaschifo
Stazione Tiburtina. Un piccolo e peculiare confronto Roma-Milano basato su eventi realmente accaduti la settimana prossima ci aiuta a capire una cosa. Una cosa grave, profonda, seria, importante, significativa, cruciale. 
L'attuale condizione di Roma non è qualcosa di meramente "attuale". La città non è sazia di aver massacrato se stessa per anni, non è sazia di essere il luogo più agghiacciante sotto ogni punto di vista in Europa, ma sta anche infierendo su se stessa per potersi garantire un futuro di degrado, di sciatteria, di povertà, di depressione e di declino.

Anche le azioni che partiranno nei prossimi anni, anche le trasformazioni previste per il 2018 ad esempio, anche gli interventi in aree strategiche sono orientati ad un approccio alla romana: tutto deve essere sciatto e squallido, tutto deve essere concepito orientandosi a fare esattamente l'inverso di quanto si fa in tutto il resto del mondo evoluto. In questo gorgo, come abbiamo cercato di spiegare con serietà, finiranno i quattrini di Carlo Calenda che si è intenzionati di diffondere in città nei prossimi anni.

Stazione Tiburtina.

Entriamo nel concreto e parliamo della Stazione Tiburtina. E dell'abbattimento del pezzettino di sopraelevata che separa la nuova stazione disegnata da Paolo Desideri dall'area del terminal bus. Se ne parla da decenni e forse i cantieri - questi sono i tempi italiani, anche se poi scopri che in alcune aree pur essendo in Italia si riesce a fare cose con tempistiche ben diverse - partiranno tra un anno, nell'estate del 2018.

Un video pubblicato dal Presidente del Consiglio del II Municipio (dunque parliamo di gente del PD, ma poco cambia perché son tutti uguali) ci ha fatto saltare sulla sedia. Il giovane politico descrive con passione il progetto di "riqualificazione" dell'area fuori dalla Stazione in occasione dell'abbattimento della sopraelevata e fa passare nel filmato le slide. Il progetto è naturalmente rivoltante, qualcosa che sembra progettato per dei lavori del 1958 e non del 2018, una città che si conferma essere sessant'anni indietro rispetto alle altre. Il culmine si raggiunge quando il consigliere-presidente si esalta raccontando che al posto dell'attuale terminal TiBus si realizzerà un... enorme parcheggio a raso. E fa passare pure la slide. Decine e decine di posti auto saranno il panorama privilegiato di chi acquisterà le case di lusso di "Città del Sole", la realizzazione immobiliare che è nata al posto della vecchia autorimessa Atac di Via della Lega Lombarda.

Stazione Tiburtina.

La cosa ci ha fatto trasecolare sia in se (Roma progetta se stessa come una città sottosviluppata e pianifica lavori pubblici per confermare questo grave sottosviluppo e non per risolverlo) sia perché nelle stesse identiche ore nell'altra grande metropoli del paese il locale assessore all'urbanistica, Pierfrancesco Maran, pubblicava il post che vedete qui.

Della serie: guardatevi con attenzione il piazzale di fronte alla Stazione Garibaldi oggi ridotto a parcheggio perché lo cambiamo tutto e lo riqualifichiamo in accordo con FS mettendoci trasporto pubblico e in sharing. 

Stazione Tiburtina.

Ciò Tiburtina e Garibaldi sono rispettivamente le seconde stazioni principali di Roma e Milano. A Tiburtina ci sono piazzali esterni destinati al trasporto pubblico che verranno trasformati in parcheggio privato, a Garibaldi ci sono piazzali esterni destinati oggi a parcheggio privato (e di conseguenza pesantemente degradati) che verranno tramutati in aree destinate al trasporto pubblico.

I due post fanno impressione: sembrano usciti in epoca differente e in zone distantissime nello spazio tempo. In realtà sono usciti lo stesso identico giorno nelle due principali città dello stesso paese.

Un percorso opposto in maniera diametrale. Da una parte si procede in linea con quanto si fa in tutto il mondo occidentale ed evoluto. Dall'altra ci si continua a divertire nel seviziare una città piazzando parcheggi a raso laddove potrebbe andare verde, nuove edificazioni di qualità, spazi pubblici o al limite parcheggi interrati. Una seria ipoteca su qualsiasi speranza di migliorare le cose anche in futuro. Un piccolo spaccato di vita amministrativa che ci garantisce non solo che le cose non potranno migliorare, ma che incredibilmente continueranno a peggiorare. E la classe dirigente (Pd o M5s non cambia nulla!), nei suoi video su Facebook, neppure appare farlo con cattiveria: proprio non ci arriva...

Ovviamente ci auguriamo che le slide di quel video (molto diverse dalle vecchie tavole progettuali che hanno girato in questi anni) siano errate, vengano smentite o che ci siano gli spazi per modificare un progetto indegno e imbarazzante che ancora una volta umilia e devasta lo spazio pubblico.

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