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Stereotipi a sproposito. (E se poi per qualcuno il Big Mac rappresentasse la cucina italiana?)

Creato il 21 novembre 2013 da Pulfabio
Stereotipi a sproposito. (E se poi per qualcuno il Big Mac rappresentasse la cucina italiana?)Un riccone indonesiano si è comprato una squadra della Serie A. Non vi preoccupate, non mi metterò certo a parlare di Inter, di Thohir o di calcio qui. E' soltanto una notizia che prendo come spunto per altre osservazioni.
E' il segno dei tempi, l'occidente è in crisi e gli investitori arrivano da zone del pianeta dove un tempo europei e americani andavano a spadroneggiare. Se trovate questa affermazione banale e noiosa, o semplicemente fuori luogo in questo blog, potete pure tranquillizzarvi, nemmeno questo è l'argomento del post.
Vengo allora al dunque.
Ho letto vari commenti ironici sulla notizia, commenti nei quali vari italiani facevano gli spiritosi attribuendo a Thohir il più classico degli stereotipi sugli immigrati cinesi: la pronuncia della L al posto della R. "FoLza InteL". "LossoneLi di quà, LossoneLi di là" e altre battutine del genere. Tra questi vi erano persino dei giornalisti, o presunti tali, suppongo.
Uno stereotipo sui cinesi, dicevo. Peccato che il personaggio in questione sia indonesiano. Certo, magari è di lontane origini cinesi, come la maggior parte dei membri dell'élite economico-finanziaria di Giacarta. Tuttavia a differenza di quel che succede negli stati limitrofi, come Malesia e Singapore, i cinesi in Indonesia non parlano le lingue e i dialetti dei loro antenati, bensì la lingua nazionale, cioè l'indonesiano, o giavanese.
Gli indonesiani la R la pronunciano come noi, anzi forse la aRRotolano anche in modo più esagerato di noi. Basta fare attenzione al modo in cui il signor Thohir pronuncia nomi come "MoRatti", "MazzaRRi" e "InteRnazionale". Tutte le R sono al posto giusto e non c'è alcuna L usurpatrice nella sua pronuncia.
Attribuire a uno che parla indonesiano i difetti di pronuncia di un madrelingua cinese è un po' come confondere il greco con l'islandese, solo perché magari avete visto due biondi che parlano quelle lingue. Se utilizzati bene gli stereotipi possono anche risultare divertenti, ma chi li tira fuori a sproposito rischia di fare delle figure di merda piuttosto memorabili.
La vicenda mi ricorda di quando un gruppo di ragazze malesiane (di etnia cinese) mi spiegò che a loro la nostra cucina, cioè quella occidentale, non piaceva molto. Che la consideravano di livello inferiore a quella cantonese o hokkien, tanto per fare qualche esempio.
 - Scusate, ma a quale cucina occidentale vi riferite?
Quasi non capirono la mia domanda. Sfuggiva loro la ragione per cui puntualizzassi.
- La vostra! Il fast food, gli hamburger e le patatine, il ketchup...insomma, Mc Donald's, Burger King, quella roba lì...
McDonald's...Burger King...quella roba lì?! A un italiano! E' vero che non sono certo il tipo di patriota che va in giro per il mondo a sbandierare il proprio orgoglio per la pizza, la Ferrari e Giorgio Armani (soprattutto per la Ferrari e Giorgio Armani, di cui davvero non me ne frega nulla), ma se provavo a pensare ai piatti di mia madre o di mia zia la storia di McDonald's mi sembrava davvero una cagata roboante.
Non sapevo se rispondere ironicamente o spiegare seriamente come stavano le cose. E non mi ricordo esattamente cosa feci. So solo che l'equivoco mi fece riflettere molto su stereotipi, convinzioni assurde e fama sbagliata. 
Anni fa magari sarebbe stato anche comprensibile scambiare un qualsiasi asiatico per un cinese, ma al giorno d'oggi certe generalizzazioni suonano molto infantili. La prossima volta che vi viene in mente di dare a un indonesiano del coreano, o del giapponese a un birmano, o di farlo con due persone qualsiasi che hanno in comune qualche caratteristica somatica, ricordatevi che state autorizzando qualcun altro a scegliere Big Mac, patatine fritte e Coca Cola per rappresentare il pasto tipico della tradizione italiana. 
Concentratevi, pensateci intensamente, cercate di visualizzare l'affronto. Poi, se la cosa non vi irrita, continuate pure a usare gli stereotipi alla cazzo di cane.
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