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Da Scorretoblog
Il mare calmo trasudava una delicata ma agghiacciante ansia. Il cielo, ancora terso, si specchiava sul mare lì sotto contemplandone la storia e invidiandone la generosità ma anche l'arroganza. Il vento, invece, correva veloce tra i due, accarezzandoli e destandoli qualora la troppa tranquillità li avesse sopraffatti.
Ad un tratto, rombi di F-16, di Tornado ECR 50, di F-18 e di altri nomi troppo poco delicati per essere qui riportati, stuprarono definitivamente quel poco di pace (?) che restava.
Improvvisamente al mare sovvenne di tutte le volte in cui fu testimone di questa o di quella guerra; il cielo si ritrovò usurpato della propria intimità vedendosi occupare da aerei da guerra agghindati di missili per l'occasione; il vento, invece, si ritrasformò doppiogiochista perché faceva garrire entrambe le bandiere di entrambi gli schieramenti, alimentando in loro orgoglio e lacrime per il proprio pezzo di stoffa infarcito di colori inutili.
Ma tutti e tre sapevano come sarebbe andata a finire e che non sarebbe stata affatto l'ultima, di guerra, perchè l' uomo, a parer loro, di 'sapiens sapiens', non possiede un bel niente.
Fabrizio De André - La guerra di Piero