Lo sappiamo: nessuno è profeta in patria, e così è per Chiarugi che mai viene citato in Italia per il fatto di essere precursore della biblioterapia. Citare gli inglesi e gli americani è più facile (la loro documentazione e la loro esperienza sono infinitamente più ricche delle nostre) e più di tendenza. Al contrario, nei loro testi che parlano della storia della biblioterapia nel Diciottesimo secolo è costante la citazione di Vincenzo Chiarugi in Italia, di Philippe Pinel in Francia e di William Tuke in Inghilterra quali pionieri assoluti della biblioterapia moderna. E' un chiaro riconoscimento storico, un giusto ringraziamento per quanti hanno saputo rivoluzionare in diversi modi la cura della malattia psichiatrica, riuscendo anche a indicare la strada che noi biblioterapisti ancor oggi stiamo percorrendo.
Lo sappiamo: nessuno è profeta in patria, e così è per Chiarugi che mai viene citato in Italia per il fatto di essere precursore della biblioterapia. Citare gli inglesi e gli americani è più facile (la loro documentazione e la loro esperienza sono infinitamente più ricche delle nostre) e più di tendenza. Al contrario, nei loro testi che parlano della storia della biblioterapia nel Diciottesimo secolo è costante la citazione di Vincenzo Chiarugi in Italia, di Philippe Pinel in Francia e di William Tuke in Inghilterra quali pionieri assoluti della biblioterapia moderna. E' un chiaro riconoscimento storico, un giusto ringraziamento per quanti hanno saputo rivoluzionare in diversi modi la cura della malattia psichiatrica, riuscendo anche a indicare la strada che noi biblioterapisti ancor oggi stiamo percorrendo.