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Storia di Sant’Antonio Abate Protettore degli Animali

Creato il 13 gennaio 2020 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

Storia di Sant’Antonio Abate Protettore degli AnimaliDomenica 19 Gennaio, Arrone, p. Garibaldi tradizionale benedizione degli animali

La vita di Antonio Abate è nota soprattutto attraverso la Vita Antonii pubblicata nel 357 circa, opera agiografica scritta da Atanasio , vescovo di Alessandria, che
conobbe Antonio e fu da lui coadiuvato nella lotta contro l’arianesimo. L’opera,
tradotta in varie lingue, divenne popolare tanto in Oriente quanto in Occidente e
diede un contributo importante all’affermazione degli ideali della vita
monastica. Grande rilievo assume, nella Vita Antonii, la descrizione della lotta di
Antonio contro le tentazioni del demonio. Un significativo riferimento alla vita
di Antonio si trova nella Vita Sancti Pauli primi eremitae scritta da San
Girolamo negli anni 375-377. Vi si narra l’incontro, nel deserto della Tebaide, di
Antonio con il più anziano Paolo di Tebe. Il resoconto dei rapporti tra i due santi
(con l'episodio del corvo che porta loro un pane, affinché si sfamino, sino alla
sepoltura del vecchissimo Paolo per opera di Antonio) vennero poi ripresi anche
nei resoconti medievali della vita dei santi, in primo luogo nella celebre Legenda
Aurea di Jacopo da Varazze.
Antonio nacque a Coma in Egitto (l’odierna Qumans ) intorno al 251, figlio di
agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano prima dei vent’anni, con un
patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto di
dover seguire l’esortazione evangelica: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello
che possiedi e dallo ai poveri” . Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la
sorella a una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità.


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