Storie di grigliate e vegani dai #findelmondani

Da Mercedescoach

Salto sul volo interno che mi porta a casa, e sento una donna dietro di me che parla agitata al telefono: "mamma, arrivo tra un'ora, si si, sono contenta anche io di rivederti, ma senti: mi devi portare qualcosa di fresco da bere e darmelo subito appena scendo dal aereo altrimenti MORIRÒ, hai capito?, fa un caldo da esplodere e morirò se non bevo appena scendo", nel frattempo una signora seduta accanto a una delle mie bimbe le dice: "Togli immediatamente quella felpa altrimenti muori", occhi di terrore la guardano e lei aggiunge: "di caldo". E io mi sono rilassata sul sedile, ero veramente arrivata dai miei amati e megalomani

Mentre raccoglievamo legni piccoli per far partire il fuoco, organizzavamo la grigliata: chi viene, chi non viene, cosa prendo, cosa portano, e compare la domanda d'importazione europea:

"c'è qualche vegano?"

"'Ve' cosa?"

"Vegano"

"Non lo so, non conosco. Se serve per accendere il fuoco guarda nel cassetto dove ci sono i fiammiferi"

"No, sono le persone che non mangiano niente che derivi dagli animali"

"Ma dai, veramente? Qui non c'è nessuno, perché, là si?"

"Si, tipo due per ogni classe"

"Ma sono tantissimi! Che complicato. Noi per coprire il bisogno di senso di appartenenza, per odiare qualcuno e amare qualcun altro in massa, ci facciamo tifosi di qualche squadra di calcio della città ed è fatta. Vai lì bello tranquillo, liberi i tuoi amori e i tuoi odi, se vuoi proporre le tue scelte alimentari monti un kiosko all'ingresso, se ti vuoi sentire però anche etico e civile, scegli di non urlare "cornuto" a squarciagola al arbitro, e dopo per festeggiare o per consolarci, ci facciamo una grigliata e ci sentiamo molto grati di avere con che farla e buoni amici con chi condividerla"

E se per vivere così verrò mangiata dagli alieni, mi farò trovare con un bicchiere di malbec in mano, sorridente.