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Storie di mare

Da Foscasensi @foscasensi

Ho pescato da una cassetta di legno, era il terzo o il quarto libro, era una domenica distratta e le bancarelle avevano già acceso le lampade per vincere la sera. L'ho pescato, all'aprirsi il dorso crepitava e sul talloncino era vergato un prezzo quasi simbolico. nessuno prima di me, era evidente, doveva aver sfogliato quell'antologia di un editore di provincia. Ma ho riconosciuto in quel libro la tua voce e le tue ossa. Il tempo in cui quel libro era ancora un mosto d'inchiostri, era una cosa confusa nel mondo delle ipotesi, nel bando di un concorso letterario. E il tempo in cui tutto questo ci eccitava. Ricordo un ufficio semibuio dove leggevamo come pirati, tra le tante storie ho compitato su questa carta quella che scegliesti per partecipare, senza che fosse ancora la più bella. ci vollero le notti, le parole inutili e i discorsi seminati per farne una creatura viva e dolorante. Del nostro lavoro quasi tutto seccò, a parte quello che non sapevamo. Rimase una storia, ci sorprese già turgida e tu mi dicevi che era una melagrana e spillavi i miei bottoni come perle e io avevo paura perché no, non si poteva, e tu dicevi che era una rosa, anzi, che ero una Rosa dei venti e continuavi e continuavi finché non ti scelsero e la storia guadagnò la copertina, ci vide separarci e con un sorriso ci schiaffeggiò. Ho ributtato il libro nella cassetta e ho succhiato le dita fino all'attaccatura dell'unghia. Ancora sa di sale, dell'odore leggero delle uova di pesce, delle conchiglie, delle sabbie marittime e del loro sporco che non va mai via.


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