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Storie sudamericane: il drammatico appello del Real Potosí

Creato il 27 dicembre 2017 da Agentianonimi
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Lo stemma è praticamente lo stesso del Real Madrid, ma le somiglianze tra i blancos e i boliviani del Real Potosí di fatto si fermano qui: il blasone è totalmente differente (svariati titoli nazionali contro un misero successo nell’Apertura 2007), i successi internazionali (12 Champions contro 6 partecipazioni alla Copa Libertadores tra preliminari e gironi, e 4 alla Copa Sudamericana: tutte senza lasciare il segno) anche, e pure il portafoglio del club.

Da un lato abbiamo una società totalmente florida e capace di spendere (in caso di necessità) vagonate di milioni per un singolo giocatore, dall’altro un club in difficoltà tecnica e non solo: l’Equipo Lila, dopo il 4° posto nell’Apertura 2017, ha chiuso al 10° posto nel Clausura (25pti in 22 gare) cambiando tre allenatori e vivendo un’autentica crisi. Basti pensare che l’ex portiere paraguaiano Henry Lapczyk, ritirato a luglio, si è ritrovato ad allenare nelle ultime quattro giornate, vivendo il principio del caos: esatto, perchè il Real Potosí non ha solo i problemi di campo, ma vive anche una situazione a dir poco drammatica al di fuori del terreno di gioco.

Una situazione che era emersa per la prima volta il 22 dicembre scorso, ed è deflagrata quest’oggi col disperato appello del club ai suoi tifosi. Riassumendo in breve, il 22/12 il Real Potosí si vede infliggere una multa economica e una penalizzazione di tre punti perchè non ha pagato gli stipendi ai suoi giocatori, che hanno giustamente fatto causa per vedersi riconoscere quel pagamento: la cifra dovuta arriva a 180mila dollari, una somma considerevole per il campionato boliviano e per qualunque club che non vince trofei a ripetizione, e scatta l’ultimatum. Se l’Equipo Lila non pagherà entro 10 giorni, arriveranno altri sei punti di penalizzazione e, come extrema ratio, la perdita dell’affiliazione alla Liga de Futbol Profesional Boliviana, che significa di fatto retrocessione dal campionato al quale è attualmente iscritto il Real Potosí e/o sparizione dal calcio boliviano.

Il club, nato ufficialmente nel 1988 dopo la fusione con la squadra del Banco Minero de Bolivia (fondato nel 1941: la società si chiama infatti Club Bamin Real Potosí) e abituato a giocare le sue gare casalinghe ai 3.900m d’altitudine dell’Estadio Victor Agustin Ugarte (in onore a uno dei grandi del calcio boliviano: giocò nel San Lorenzo e fu capitano della Verde), ha fatto i salti mortali per reperire gli agognati 180mila dollari senza riuscirci, e ora è passato alle vie disperate. Prima è scattata una mail a tutti gli ex dirigenti chiedendo un contributo economico, e poi si è tentata la strada dei social network: una misura disperata che si è vista (con esiti positivi) anche in Italia, dove migliaia di cittadini hanno comprato i prodotti della Melegatti per salvarla dal rischio-fallimento e dato un fondamentale contributo, e che ora viene tentata per salvare un club di calcio.

Con un messaggio drammatico su Facebook, rivolto ai soci, ai tifosi ”opulenti” e anche al tifoso medio, il Real Potosí ha chiesto a tutti i suoi hincha di contribuire, anche con i propri risparmi e con poche centinaia di dollari, alla salvezza del club: un contributo volontario per tentare di evitare la sparizione della società e rispettare la deadline del pagamento, che è fissata per il 2 gennaio 2018. Non pagare significherebbe dare il via alla liquidazione del club e alla perdita dell’affiliazione alla LFPB, e allora ecco la mossa nata dal Consiglio d’Amministrazione convocato d’urgenza, e volta a non far sparire il club Lila: ”Siamo a pochi giorni dalla sparizione del club: nonostante gli sforzi, la dirigenza è impossibilitata a pagare un debito tanto elevato. Si tratta di una situazione da ”oggi o domani”: se sei un tifoso che ha vissuto sulla sua pelle le gioie e i dolori della squadra, e senti i suoi colori battere nel tuo cuore, è il momento di intervenire e fare qualcosa per il Real Potosí: non perdere tempo a pensare e ricorda, abbiamo solo 5 giorni. Sveglia, o il nostro club muore!”.

Un appello drammatico (con tanto di numero di conto), che speriamo venga ascoltato e porti al salvataggio del club boliviano.

Storie sudamericane: il drammatico appello del Real Potosí

L’appello del Real Potosí

(di Marco Corradi, @corradone91)

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