Magazine Sport

Storie sudamericane: Red Bull Bragantino, le “lattine” volano nel Brasileirao

Creato il 30 novembre 2019 da Agentianonimi

Il Brasileirao, dominato quest’anno dal Flamengo vincitore della Libertadores, ha perso la Chapecoense, ma non sarà sicuramente a corto di storie da raccontare. Una di queste porta a una delle neopromosse dalla Serie B del campionato brasiliano, il Bragantino. O meglio, RB Bragantino, come si chiamerà a partire da gennaio 2020: RB come Red Bull, che dopo un primo esperimento fallito ha deciso di investire in maniera differente nel calcio sudamericano, così da crearsi un bacino d’utenza anche in Brasile. Ormai la politica dell’azienda austriaca è nota: creare realtà-spalla nei paesi che sfornano talenti a ciclo continuo, e garantirsi di fatto giocatori di talento a costo zero. Il progetto, iniziato col Red Bull Salisburgo (arrivato in semifinale di Europa League, e ora ai gironi di UCL), si è poi allargato a RB Lipsia e NY Red Bulls (MLS), per poi sbarcare in Africa col Red Bull Ghana: un esperimento che ha funzionato solo in parte, ma che ha consentito a Red Bull di conoscere quel territorio e poi aprire Academy in Mali e Zambia. Da quei territori sono arrivati alcuni dei talenti maggiormente futuribili del gruppo: dal Mali ecco Samassekou, Haidara e Sekou Koita, dallo Zambia invece Patson Daka e Mwepu. E questi sono solo alcuni dei nomi presenti nella filiera Red Bull, che si avvale del Liefering per “testare” i giovani talenti nelle serie inferiori austriache, e manda scout in Giappone (Minamino) e Corea del Sud (Hwang), oltre che nelle nazioni “minori” europee (vedi alle voci Szoboszlai e Håland). Minori fortune aveva avuto la filiale “brasiliana” di Red Bull, e il verbo al passato è d’obbligo, perchè in casa RB non si conosce la parola fallimento.

RED BULL BRASIL: IL PRIMO ESPERIMENTO (FALLITO)– Il Red Bull Brasil è stato di fatto una delle prime “espansioni” del marchio Red Bull al di fuori dell’Austria. Nacque nel 2007, a soli due anni dall’acquisto e rebranding del Salisburgo (diventato, appunto, Red Bull Salisburgo con nuovo stemma e colori sociali), e venne inserito nelle serie inferiori del calcio paulista. L’obiettivo era chiaro: scalare la gerarchia del calcio brasiliano, arrivare un giorno nel Brasileirao e iniziare ad accumulare talenti da portare poi in Austria e/o nel Lipsia. Di fatto, però, non sono arrivati i risultati. Nel Paulistao, il club ha militato a lungo nella seconda divisione, arrivando solo nei tempi recenti in Serie A: il suo miglior risultato è un sesto posto, con qualche piccolo e sporadico highlight in Copa do Brasil. Nelle divisioni nazioni, invece, il Red Bull Brasil ha raggiunto al massimo la Serie D del Brasileirao, per poi tornare nel 2019 a disputare le divisioni “regionali”. L’esperimento dunque poteva definirsi fallito dal punto di vista del campo, e anche da quello formativo: solo due giocatori del RB Brasil solo arrivati a Salisburgo, il difensore centrale André Ramalho (titolare) e il terzo portiere Coronel. Troppo poco per gli investimenti di Red Bull, che negli ultimi mesi ha messo sotto pressione la sua realtà brasiliana, chiedendole una sola cosa: arrivare nel Brasileirao.

RED BULL BRAGANTINO: LA PARTNERSHIP E LA PROMOZIONE NEL BRASILEIRAO– Il Red Bull Brasil era dunque agli sgoccioli, ed ecco nascere la partnership col Bragantino. Per ottenere una filiale “reale” e funzionale in Brasile, Red Bull ha dovuto studiare metodi alternativi: lo statuto del Brasileirao impedisce di fatto ai club di avere proprietà straniere per una questione d’identità nazionale (la stessa questione per cui si privilegiano i vivai, rispetto agli stranieri “random”), e così ecco arrivare il “colpo di teatro” di RB. Nell’aprile 2019, il Bragantino comunica di aver ceduto “la gestione delle attività e delle strutture sportive” al Red Bull Brasil. Non se ne parla chiaramente, ma è un takeover: il Bragantino cessa di essere ciò che era prima, e diventa la nuova succursale brasiliana di Red Bull. Il marchio austriaco compare subito sulle maglie del club, staff e giocatori del Red Bull Brasil vengono “traslati” nel Bragantino: l’allenatore è Zago, vecchia conoscenza del calcio italiano, tra i veterani della rosa Julio Cesar (l’omonimo, ex Benfica) e l’ex Cagliari Thiago Ribeiro. Per il resto, tanti sconosciuti talenti U25 “made in Red Bull”, spostati letteralmente dal RB Brasil (e da Campinas) al Bragantino. Il club rinasce di fatto, e nel 2020 subirà la versione definitiva del rebranding delle “lattine”: cambierà nome in RB Bragantino (Red Bull Bragantino) e potrebbe anche vedere l’inserimento del marchio austriaco nel suo logo, sin qui rimasto invariato.

Red Bull non ha investito sul Bragantino per caso. Il club è sempre della regione paulista (vicinanza geografica) e disputerà l’A2 del Paulistão nel 2020, ma soprattutto è una realtà storica e consolidata: fondato nel 1928, il Braga ha vissuto i suoi anni d’oro a cavallo tra anni ’80 e anni ’90, quando ebbe come allenatori i futuri ct del Brasile Vanderlei Luxemburgo (1989-90) e Carlos Alberto Parreira (1991). Nel 1990 vinse il Campeonato Paulista e venne promosso nel Brasileirao, disputato l’anno seguente arrivando addirittura alla finalissima, persa contro il San Paolo: si qualificò alla Copa Conmebol (attuale Sudamericana), disputata nel 1992, 1993 e 1995, per poi cadere nelle serie inferiori e scivolare addirittura in Serie C nel 2005. Nel 2007 è tornato nella Serie B del Brasileirao e non l’ha più mollata, diventando una realtà apprezzata del calcio locale. Dopo la fusione col Red Bull Brasil (RB investirà 15/20mln l’anno nel club) e l’arrivo di Zago, il Bragantino ha vissuto un’annata da ricordare, e ha subito ottenuto l’obiettivo che RB chiedeva alla sua emanazione brasiliana. Il club ha dominato il Brasileirao Serie B, e quando manca una sola gara al termine, ha già conquistato la promozione nel Brasiliano. Il club allenato da Zago, che gioca con un 4-3-3 offensivo, ha ottenuto 72pti in 37 gare (21 vittorie), con 62 reti segnate (miglior attacco) e 27 subite (miglior difesa): il sogno-Red Bull è completo, e il gruppo l’anno prossimo avrà la sua squadra nel Brasileirao.

Oltre al cambio-nome (RB Bragantino) e al potenziale cambiamento dello stemma, cambieranno molte cose: Red Bull, che non ha trovato resistenze nella tifoseria, ha già iniziato a rastrellare talenti e investire grandi somme in vista del debutto del Red Bull Bragantino nella massima serie. Il primo acquisto, a mò d’indicazione programmatica, è stato quello di Alerrandro, attaccante dal radioso futuro che ha debuttato in Libertadores con l’Atletico Mineiro segnando una doppietta: la punta classe 2000, chiusa nel Galo da Ricardo Oliveira, è costata 3mln, una cifra over-rated per quelle latitudini e per una realtà che prima ragionava sui centesimi. Il prossimo obiettivo dovrebbe essere il difensore Gabriel (Botafogo), e ne arriveranno tanti altri. Red Bull punta ad arrivare nel Brasileirao da protagonista, e inseguire subito la qualificazione alle coppe (Libertadores o Sudamericana), per poi provare a vincere nel giro di tre-cinque anni. Il RB Bragantino sembra destinato a farsi strada nelle attuali gerarchie del Brasileirao, e il duo Salisburgo-Lipsia potrebbe presto trovarsi tanti talenti d’oltreoceano cresciuti “in casa”: l’obiettivo della filiale brasiliana di Red Bull (e del gruppo in generale) è sempre stato questo, d’altronde. In barba alla storia e alle tradizioni dei singoli club.

A glória do branco do título da Série B de 89 e do Paulista de 90, e a tradição da carijó do vice Brasileiro de 91 unidas em uma só camisa de edição limitada. Que a história siga nos inspirando.

As vendas começam logo após o jogo contra o CRB, na loja do Nabizão! #ÉSÓOINÍCIO pic.twitter.com/oUMoTc26b0

— Bragantino (@bragantino_real) November 29, 2019

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.

L'articolo Storie sudamericane: Red Bull Bragantino, le “lattine” volano nel Brasileirao proviene da Agenti Anonimi.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog