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Storie sudamericane: snobbato a Palermo, fondamentale nel Palmeiras. La rivincita di Bruno Henrique

Creato il 08 marzo 2018 da Agentianonimi
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Snobbato e criticato in Italia, determinante e fondamentale dopo il ritorno in patria: è una parabola che abbiamo visto spesso negli ex Serie A che hanno fatto il loro rientro in Sudamerica, e non è ascrivibile solo allo scarso adattamento dei giocatori o alle scarse qualità di coloro che arrivano dal Sudamerica. La Serie A è un campionato esigente a livello tattico e fisico, e i tifosi del nostro campionato lo sono ancor di più: al primo errore, scattano i fischi, al 10° non parliamone: Bruno Henrique ha assaggiato tutto questo a Palermo, dove il centrocampista brasiliano non è stato mai apprezzato nonostante non avesse mai commesso errori evidenti.

Arrivato in sordina dopo una grandissima stagione col Corinthians, il club che l’ha lanciato nel calcio che conta dopo gli esordi con Iraty e Londrina e il primo prestito all’Atletico Mineiro intorno ai 22 anni, Bruno Henrique non è riuscito ad imporsi davvero nei rosanero: per lui 33 presenze e una rete, qualche fischio e qualche panchina di troppo e tante critiche per quel ritmo ”brasiliano” che non ha mai abbandonato un centrocampista che aveva fatto grandi cose nel Timão. Con la maglia del Corinthians, infatti, il giocatore nato nel 1089 ad Apuracana (stato di Paranà) aveva sommato 124 presenze e 7 reti, ma soprattutto vinto da protagonista il Brasileirao 2015 insieme ai vari Jadson, Ralf, Renato Augusto, Malcom & co. Un centrocampista che sembrava maturo per la Serie A coi suoi 26 anni, e invece ha faticato ad imporsi fino alla rottura avvenuta dopo la retrocessione dei siciliani: col Palermo in B, lasciare l’Italia è stato praticamente inevitabile per Bruno, che non vedeva l’ora di rimettersi in gioco e mostrare il suo vero valore.

Nasce così la trattativa col Palmeiras, che aveva bisogno di un giocatore capace sia di giocare davanti alla difesa da ”costruttore” di gioco, che di una mezzala di qualità: ruoli che Bruno Henrique può ricoprire in maniera indistinta, come ha fatto vedere nei mesi brasiliani. Arrivato a luglio alla corte di un Palmeiras che stava cercando di rinascere dopo la separazione da Eduardo Baptista ed ha finito col rompere anche con Cuca, l’ex Palermo si è subito imposto, chiudendo la stagione da titolarissimo con Alberto Valentim (inspiegabilmente scaricato, ora è al Botafogo) e contribuendo alla qualificazione del Verdão in Copa Libertadores. Nelle fila dell’ex Palestra Italia, Bruno Henrique è diventato un buonissimo incursore dalla mediana, mostrando doti mai viste in Italia e diventando ancor più fondamentale nella gestione-2018 targata Roger Machado: l’ex tecnico dell’Atletico Mineiro ha preferito il 28enne a giocatori di maggior qualità come Guerra, schierando il suo centrocampo con Felipe Melo frangiflutti davanti alla retroguardia e Lucas Lima mezzala insieme all’ex Palermo. Una mossa azzeccata, che ha portato buonissimi frutti già contro il Junior Barranquilla e nell’esordio in Copa Libertadores: in quel match, la connessione tra Bruno e Lima è stata fantastica, e ha portato alla doppietta di Bruno Henrique con due azioni simili e dannatamente efficaci. Due incursioni e due tiri dal limite dell’area per battere Viera, e prendersi una personale rivincita nei confronti del calcio italiano: mentre il Palermo tenta la risalita dalla Serie B, Bruno Henrique a 28 anni incanta nel Palmeiras, e spera di poter continuare ad essere determinante anche nel proseguimento della stagione.

D’altronde, vincere un trofeo sarebbe il miglior modo per farsi rimpiangere, e candidarsi (chissà) a una nuova esperienza europea nel prossimo futuro: parlano per Bruno Henrique 24 presenze e 4 gol col Palmeiras, un bottino che chiede di essere rimpinguato da qui a dicembre.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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