“Story of a Mad”, intervista a Mercurio Cromo e Simone Affabris

Creato il 24 aprile 2013 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

“Story of a Mad” al giro di boa: il concorso per aspiranti fumettisti targato maniComix e Verticalismi arriva a metà percorso, restano ora solo quattro numeri al termine della prima stagione.

9 storie, 54 tavole e 9 partecipanti tra sceneggiatori, autori completi e disegnatori. Questi in estrema sintesi i numeri della prima parte di “Story of a Mad”, il contest organizzato da maniComix e Verticalismi.

Dopo l’episodio pilota realizzato da maniComix, nel quale venivano delineate a grandi linee le caratteristiche del protagonista e il plot narrativo, è toccato alla community di Verticalismi far andare avanti la storia attraverso la realizzazione di singoli episodi. Una giuria di qualità ha poi scelto di mese in mese la puntata “ufficiale”, determinante per il proseguo della vicenda.

Giunti a metà percorso, i numeri del contest potrebbero apparire esigui, soprattutto alla luce della grande popolarità della quale gode il sito di Verticalismi. Tali cifre vanno però lette tenendo a mente le tempistiche, spesso stringenti, volute dagli organizzatori. Tra le peculiarità del concorso infatti, c’è quella di mettere alla prova gli artisti esordienti con un lasso di tempo relativamente breve entro il quale consegnare i lavori, dando loro quella giusta dose di pressione che caratterizza qualsiasi attività professionale.

La storia finora ha visto un ex-giornalista dare di matto in diretta nazionale – da qui lo pseudonimo Mad affibbiatogli dalla stampa – fuggendo poi in giro per il mondo. Essendo considerato un soggetto pericoloso, sulle sue tracce si mette l’agente speciale Coral Raft, la quale per una fortunata coincidenza si ritrova nello stesso posto dove Mad è fuggito: l’isola delle lumache. I due ingaggiano una breve lotta al termine della quale finiscono entrambi in acqua.

A quattro episodi dalla conclusione, i partecipanti sono chiamati a pensare non solo a stupire con la singola storia, ma anche a dare le linee guida per il finale di stagione.

INTERVISTE AGLI AUTORI

MERCURIO CROMO (Nanni Mattei)

Nanni Mattei, in arte Mercurio Cromo, benvenuto! Partiamo con una breve presentazione, chi sei, cosa fai e cosa vorresti fare?
Grazie! Mi chiamo Nanni e attualmente frequento la Scuola Romana dei Fumetti e… li disegno. Vorrei fare di quest’attività una professione. Cosa sono invece non saprei dirlo nemmeno io. Posso definirmi uno studente di fumetto, anche se il termine mi fa strano.

Hai scrittori e/o disegnatori di riferimento?
Non faccio preferenze né sono in grado di farne. Sono onnivoro. Posso passare un periodo a rileggere tutto Scott Pilgrim per poi fissarmi con Toppi, e ne verrò sempre influenzato, in ogni caso. Infatti evito di leggere troppi fumetti mentre lavoro su delle tavole perché finirei per disegnare ognuna con uno stile diverso. Ma ammetto che le produzioni nipponiche degli anni ’90 hanno un certo ascendente su di me.

Quali sono i generi che senti di più nelle tue corde?
Ho sempre preferito la fantascienza e la commedia dall‘ambientazione quotidiana. Anche se un giorno vorrei realizzare delle storie erotiche.

Scrivi e disegni le tue storie, ti senti più sceneggiatore o disegnatore? Perché?
Vorrei sentirmi autore completo, ma la verità è che mi rendo conto sempre più di avere dei grossi limiti nello scrivere le storie. Più grossi che nel disegnarle, intendo.

Puoi spiegarci il tuo metodo di lavoro? Dall’idea al fumetto completo quanti passaggi ci sono?
L’idea chiaramente sta alla base di tutto. Non incontro difficoltà nell’ideare un soggetto, viene da sé. Quando ho in mente la storia concentro l’attenzione più che sui fatti su certi scambi di battute e atmosfere che la caratterizzano. I problemi iniziano per me quando devo trasferire queste poco più che impressioni nelle vignette. Non ho un vero metodo per farlo, disegno direttamente i layout completi di testi che poi prendo come riferimento per le tavole. Come risultato, le persone mi chiedono spesso dei chiarimenti dopo aver letto un mio fumetto…

Parliamo di “Story of a Mad”. Che ne pensi del progetto in generale?
Penso sia una bella idea! Permette a chiunque di dimostrare le proprie capacità mettendo alla prova scrittura, disegno e soprattutto velocità, qualità essenziale per un fumettista. Fatto curioso: qualche mese con degli amici fa abbiamo messo su un blog che si basa su un’idea praticamente identica, Gratta Qui, che però stenta a prendere il ritmo…

Qual’è stata la maggiore difficoltà nel realizzare l’episodio 2?
Lavorare durante le vacanze di Natale! Per il resto il lavoro è stato solo piacere, nonostante i tempi fossero relativamente stretti.

Stai già lavorando al terzo numero? Come procede?
Al momento sto lavorando su altri progetti. A dire il vero mentre realizzavo l’episodio non avevo nemmeno idea di come la storia sarebbe potuta continuare. Imbarazzante… però sono curioso di vedere gli sviluppi futuri, ed è sicuro che per l’episodio 4 sarò di ritorno!

SIMONE AFFABRIS

Simone Affabris, vincitore della seconda tappa del contest “Story of a Mad”, iniziamo con una tua breve presentazione.
Sono una persona molto curiosa, ho molto interessi anche un po’ in contrasto tra loro e per questo che a volte mi perdo nei miei progetti e ne realizzo metà di quelli che vorrei. Sono nato in una splendida città che è Venezia anche se proprio per questo sono un po’ assuefatto e spero a breve di trasferirmi in una grande città in cerca di fortuna e risposte alle mie ambizioni.

Quali sono i tuoi scrittori e/ disegnatori di riferimento? Perché?
Tra i miei scrittori di romanzi preferiti vi è senza dubbio Haruki Murakami, mi piacciono i gialli di Jeffery Deaver ma anche i racconti di viaggio di Tiziano Terzani. Mi piacciono molti fumetti di molti generi da quelli americani Vertigo in particolare ma anche DC, Spawn mi piacciono soprattutto i disegni e le inquadrature. Mi piacciono molto alcuni manga seinen come Biomega, Blame, Manhole, Homunculus e Pluto oltre al noto Death Note sia per i disegni che per le trame. Prima di andare in Giappone non credevo al fatto che anche molti quarantenni sono appassionati di manga, col tempo ho scoperto che per manga non si intendono solo gli shonen ma anche storie complesse ed entusiasmanti che forse mancano ai nostri fumetti, cosa che nel tempo ha aumentato lo stereotipo che il fumetto sia qualcosa per bambini. Tra i fumetti italiani amo gli albi Bonelli come Dylan Dog, Martin Myster e Lilith ma anche altri autori storici come Sergio Toppi e Battaglia. Adoro i disegni e gli stili unici di Enki Bilal, Moebius e Juan Gimenez.

Sei un artista abbastanza eclettico, dal tuo blog leggo che ti interessi, oltre che di fumetti, anche di disegno industriale, viaggi e fotografia. Come questi “mondi” si influenzano tra di loro? Quanto ti aiuta, ad esempio, la fotografia per fare fumetti?
Si influenzano moltissimo tra loro. Specialmente quello della fotografia, strumento che uso moltissimo per copiare, prendere spunto e ispirarmi nei miei disegni. Un altro campo che a mio modo di vedere è estremamente connesso al fumetto è il cinema. Alle volte guardando alcuni film fatti da registi che secondo me sono artisti eccezionali e atemporali come Alfred Hitchcock, Tarantino, David Lynch o Cronenberg mi rendo conto che il modo e le tempistiche di azione piuttosto che i piani sequenza sono fortemente riecheggianti nel mondo del fumetto. Adoro il design, campo nel quale spero di specializzarmi nella mia vita, anche disegnare oggetti mi aiuta quando disegno fumetti.

Cosa pensi dell’iniziativa “Story of a Mad”?
Mi è piaciuta moltissimo sperò ce ne saranno altre. Quello che è più interessante è continuare quello che qualcuno ha iniziato a fare, perché ovviamente è diverso da come chi ha iniziato si immaginava sarebbe stato, e ciò che ne esce è un collage davvero unico di idee e punti di vista.

Quali sono state le principali difficoltà (se ce ne sono state) nel realizzare l’episodio 3?
Non c’era alcuna limitazione se non quella delle sei tavole e non c’erano tempistiche stressanti, quindi personalmente non ho avuto molte difficoltà. Tuttavia sicuramente avrei potuto impegnarmi di più e realizzare qualcosa di meglio; ma da quello che personalmente ho percepito più che l’opera fantastica veniva premiata la voglia di creare qualcosa di divertente.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto osservando molte case editrici e spero di realizzare a breve un portfolio per provare a presentarlo a qualcuno, se non per avere già degli incarichi quantomeno per sapere in quali dei miei tanti punti deboli devo concentrarmi maggiormente. Contemporaneamente vorrei, finita la triennale in disegno industriale, iscrivermi ad una specialistica in Svezia, Danimarca o Olanda.

Il fumetto digitale rappresenta a tuo avviso una minaccia per quello tradizionale o può essere la “nuova frontiera”?
Secondo me ogni epoca ha il suo mezzo e se in quest’epoca il mezzo è il fumetto digitale, c’è poco da fare i nostalgici, piuttosto c’è da pensare a cosa il fumetto digitale può offrire in più; come ad esempio una più ampia diffusione. Molti fumetti che ho letto personalmente non sono sicuro li avrei letti ugualmente se avessi dovuto farlo su carta stampata. La pirateria del fumetto è in questo modo sicuramente facilitata, ma con il fumetto digitale è possibile leggere volumi e volumi in uno strumento spesso mezzo centimetro, risparmiando sulla carta i costi di trasporto, a mio modo di vedere se ben sfruttato, il fumetto digitale potrebbe riprendersi molti dei consumatori che ultimamente ha perso.

Canale Deviantart: manicomixchannel.deviantart.com

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