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Stranezze e tic di celebri scrittori (ovvero siamo tutti esseri umani)

Creato il 09 ottobre 2013 da Diletti Riletti @DilettieRiletti
george sand

Gli scrittori, come ogni artista che si rispetti, sono creativi ed eccentrici, è ben noto. Oscar Wilde portava spesso un garofano verde all’occhiello, che da lì in poi divenne simbolo di omosessualità, Edith Wharton si faceva ritrarre sempre coi suoi cagnolini e George Sand adottò, oltre al nom de plume, anche gli abiti maschili, sostenendo fossero molto più comodi (e come darle torto).

Ma su alcuni celebri scrittori circolano voci magari meno note, e ben più strane. Qui di seguito ne riporto alcune trovate spigolando in rete. Giudicate voi.

Percy Bysshe Shelley odiava così tanto i gatti che pare ne abbia legato uno ad un aquilone durnate una tempesta sperando di vederlo folgorato.

Rudyard Kipling una volta dipinse di rosso le sue palline da golf per poter giocare anche nella neve.

H.G. Wells portava sempre con sé due penne : una grande per le grandi parole –sosteneva- una piccola per le piccole.

Alfred Tennyson, durante i ricevimenti, soleva spesso imitare una persona seduta sul gabinetto.

Dorothy Parker una volta acquistò una nuova macchina da scrivere perché il nastro di quella vecchia sfuggiva e lei non sapeva come sostituirlo.

William Wordsworth tappezzò un’intera stanza con fogli di giornale.

J.M. Barrie ordinava sempre cavoletti di Bruxelles, ma non li mangiava mai. Quando gli fu chiesto perché, rispose che gli piaceva pronunciarne le parole.

William Faulkner da giovane lavorava in un ufficio postale, dove leggeva le riviste che erano spedite o le regalava agli amici. Qui la sua bizzarra lettera di dimissioni (forzate, chissà come mai…)

resignation

Charles Dickens si agitava così tanto nel vedere le sue opere in scena a teatro che a volte sveniva.

Infine Diogene girava per le strade in pieno giorno con una lanterna accesa cercando una cosa rarissima : un uomo onesto.

E quest’ultima, sinceramente, mi sembra la sola stranezza molto molto sensata


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