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STRANGER THINGS 2: Scavare oltre la nostalgia

Creato il 28 ottobre 2017 da Ifilms
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Scritto da Lorenzo Bianchi
Categoria: Serie tv
Pubblicato: 28 Ottobre 2017
Sean Austin   Charlie Heaton   Natalia Dyer   Caleb McLaughin   Gaten Matarazzo   Millie Bobby Brown   David Harbour   Winona Ryder   Noah Schnapp   Stranger Things   Finn Wolfhard   Netflix  

Stranger Things 2

Bentornati ad Hawkins, a tutti coloro che hanno amato la prima stagione di Stranger Things, ambientata in questa città che sta sempre più elevandosi a luogo dell’immaginario comune, quasi mitico, come fosse una Derry o una Castle Rock, per citare Stephen King. Questo grazie anche ad una seconda stagione che, arrivata a metà, conferma quanto visto nella precedente, a tratti superandolo, anche se non è il termine esatto: è qualcosa di differente, pur immerso nella medesima atmosfera.

È il 1984, ed è quasi passato un anno dalla tragica scomparsa di Will Byers (Noah Schnapp) e ora ad Hawkins sembra essere tornata la quiete, che ci permette di ritrovare tutti i protagonisti di cui ci siamo affezionati: Mike (Finn Wolfhard), Joyce (Winona Ryder), Jim Hopper (David Harbour), Eleven (Millie Bobby Brown), Dustin (Gaten Matarazzo), Lucas (Caleb McLaughlin), Nancy (Natalia Dyer) e Jonathan (Charlie Heaton). Rivederli, con la sensazione di sentirsi a casa, tra vecchi amici. Merito di una sceneggiatura scritta in maniera egregia, che ha caratterizzato così bene ogni personaggio da renderlo quasi vivo, reale. E se la carta vincente della stagione precedente era stata la ricerca dell’omaggio nostlagico agli anni ’80, con diverse citazioni più o meno esplicite, ora assistiamo ad un’evoluzione: non mancano i riferimenti, ma a vincere, adesso, è la trama. E se con la prima stagione avevamo finito una partita a Dungeons & Dragons, forse è tempo di iniziarne una a Dig Dug, gioco arcade del 1982 che muove i protagonisti alla ricerca del misterioso MadMax – omaggio a George Miller –  che ha rubato loro il primato. Ma non solo questo: tutti scavano, tutti ricercano qualcosa o qualcuno, che sia nel sottosopra, nel proprio passato, nei propri traumi. Che sia questo il vero leitmotiv della stagione? I vecchi protagonisti ci sono tutti, ma la serie ha anche volti nuovi, tra cui spicca Sean Austin, direttamente da I Goonies e dalla Terra di mezzo, portando con il suo volto un richiamo a quel cinema e a quella letteratura di culto ormai entrata di diritto nell’immaginario comune. Arrivati a metà strada, sono tanti gli scenari che restano aperti, tanti capitoli ancora da concludere e cui dare un vero senso, questioni irrisolte e misteri da svelare, il tutto mentre il giovane Will è ancora alle prese con le ripercussioni dovute a ciò che gli è accaduto un anno prima e che ora si ripresenta in forma di visioni. O è altro?

Quello che è certo è che non si resterà delusi nel vedere come i ragazzi sono cresciuti, come l’atmosfera anni ’80 non si sia mai persa e che anzi sia stata declinata e meglio amplificata da una trama più stratificata, che si articola in diversi livelli tenuti insieme da raccordi di montaggio notevoli e da una regia sapiente e fresca, grazie a cui il ritmo narrativo decolla e risulta quasi impossibile staccarsi dallo schermo. Anche questa volta.


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