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Street food all'italiana: sabato 5 ottobre a Cesena

Da Sadica @sadicamente
Il cibo di strada è il modo più diretto per conoscere la storia di un Paese, in tutto il mondo
Gualtiero Marchesi
Cercate il cibo di strada vero, nei mercati di Palermo, nei bàcari di Venezia… Sono carezze, coccole, la vera qualità della vita
Fabio Picchi
Sarà presentato il 5 ottobre a Cesena, nell’ambito di “Saporìe - Festival del Cibo di Strada”, Street food all’italiana - ultimo lavoro di Clara e Gigi Padovani - dedicato a uno dei fenomeni scoiali e culinari più attuali e interessanti del momento.
Gli autori percorrono la penisola raccontando con parole, immagini, video e interviste (si va dal semplice trippaio a Gualtiero Marchesi) non solo tradizioni e ricette, ma anche storie e protagonisti di un mondo ricco di umanità.
Ed è un viaggio dall’Alto Adige alla Sicilia alla scoperta dei veri food maker italiani: donne e uomini che ogni giorno friggono, impastano, infornano, bollono e arrostiscono per i loro clienti, lontano dai riflettori della Tv. Veri “eroi del quotidiano” che con passione portano avanti un mestiere spesso tramandato di padre in figlio, un lavoro faticoso, duro, ma al tempo stesso pieno di soddisfazioni e di successi. Artigiani della cucina ma anche imprenditori moderni che vedono nello street food il business del futuro: economico e di qualità.
Lungo la strada ci si immerge nei sapori e negli odori delle piazzette napoletane, dei carruggi della vecchia Genova, dei mercati palermitani, veri e propri palcoscenici di questi artisti del cibo; cibo semplice e veloce, da gustare in strada, in piedi, con le mani unte o colanti di crema: il gran fritto di Cesenatico, l’oliva all’ascolana, lo gnocco fritto, la farinata, la pizza con la mortazza, il cinque e cinque di Livorno, il borlengo emiliano, il battilocchio di Napoli, il pani ca’meusa e lo sfincione, la pitta calabrese, il lampredotto, il babà…
Ma si fa anche un viaggio nel tempo, dalla puls degli antichi romani, passando per la pizza a libretto della Napoli settecentesca, fino ad arrivare agli avveniristici Street Food Mobile dei giorni nostri.
Lungo il percorso si incontrano anche Massimo Bottura dell’Osteria La Francescana di Modena, Fabio Picchi del Cibreo di Firenze, Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli, Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa e Mauro Uliassi di Senigallia; incontri sorprendenti nei quali questi maestri dell’alta cucina - grandi amanti dello street food - parlano della loro passione e rivisitano piatti di strada tradizionali.
Il libro si conclude con un capitolo dedicato a chi vuole dissetarsi on the road, dalle tabernae dell’Impero Romano al Buckeye Cook Book americano, con la prima ricetta del tè freddo. Con tanti abbinamenti per ogni ricetta, dalle birre artigianali ai vini locali alle bevande ghiacciate.
E il viaggio non si esaurisce con la lettura o in cucina, dove viene istintivo correre ad eseguire le ricette: nel libro si trovano una quarantina di Qr Code che rimandano direttamente al sito
www.streetfooditalia.it e ad altrettante video interviste realizzate dagli autori. Sono riprese dal vivo, lungo le strade dove nascono questi piccoli capolavori: un contatto diretto che permette ai lettori di immergersi ancor di più dentro i sapori e gli odori del cibo di strada.
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Saporìe - Festival del Cibo di Strada
Sabato 5 ottobre 2013, ore 18.00
Cesena (Fc), piazza della Libertà
Presentazione di Street food all’italiana. Il cibo di strada da leccarsi le dita
di Clara e Gigi Padovani
Intervengono con gli autori due protagonisti del libro: Fabio Conticello dell’Antica Focacceria San Francesco (Palermo) e Antonio Tubelli di Timpani e Tempura (Napoli).
Conduce Eugenio Signoroni, curatore della Guida Osterie d’Italia di Slow Food.
Al termine, degustazione di cibi di strada

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