su libri e altre finzioni

Da Ducdauge @ducdauge

La letteratura è una cosa che non mi piace. Preferisco i libri. La letteratura nasce dal bisogno di dare per forza un nome alle cose, che le classifichi e imprigioni. Non bastano i titoli, stravaganti, interessanti, originali, fuorvianti? No! La letteratura si occupa fondamentalmente di categorizzare. Mettiamola così: la letteratura non esiste. Esistono soltanto scrittori e lettori che dialogano attraverso degli oggetti che si chiamano libri. Dialogo che chiamiamo comunemente lettura e che ha tempi e spazi tutti suoi.
E come tutte le cose fuorvianti di questo mondo, la lettura non è un’azione per gente solitaria che invece di incontrare gli amici al bar se ne sta sola in un parco, o in biblioteca, o semplicemente sul divano a casa a leggere. La lettura è uno stare in compagnia, oltre che del mondo che ci si è aperto davanti gli occhi, anche di tutti coloro che in quel momento dialogano con lo stesso o con tanti altri autori. Leggere è un modo di stare in compagnia.
Perché la letteratura si preoccupa troppo spesso solo dell’autore e si dimentica del lettore, e uno scrittore senza lettori è come se parlasse al vento.

Chi sono i lettori? Non sono né una ristretta élite a cui la Verità ha deciso di rivelarsi in questo particolare modo, né chi legge almeno un numero minimo di libri l’anno.
Chi legge anche solo un libro in tutta la vita o dieci libri in un mese è soltanto una persona che ha deciso di viaggiare in maniera semplice e molto particolare. Lettore è chi ha deciso di apprezzare la multiforme manifestazione della vita anche attraverso le fragili pagine di un libro.

E poi diciamocelo pure: Leggere è anche fico!


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