Magazine Cultura

SUFFOCATION – …Of The Dark Light

Creato il 19 luglio 2017 da Cicciorusso

SUFFOCATION – …Of The Dark LightI Suffocation sono una di quelle band, all’interno dello sterminato panorama death metal, che di dischi brutti non ne hanno obiettivamente mai fatti. Semmai soffrono, soprattutto da alcuni anni, di una vena creativa altalenante che fa loro produrre ora un disco con i controcazzi, ora uno un po’ più moscio, godibile ma non eccelso. Questa loro caratteristica risalta in modo arrogante nella seconda “giovinezza” della band, da Souls To Deny per intenderci. Ritengo quel platter come uno dei migliori mai composti dai Suffocation, seguito da un album omonimo non all’altezza del nome che porta: qualche bel pezzo ma niente più di questo. Blood Oath era, al pari del precedente, un compitino ben fatto, riuscito solo a metà e tranquillamente trascurabile mentre Pinnacle Of Bedlam ha riportato la band del buon Frank Mullen sul posto che gli spetta, tra le leggende a stelle e strisce del metal estremo. Vediamo allora come si inquadra questo …Of The Dark Light.

Premetto che l’estate è, per i fan del death metal, una stagione infernale e non solo dal punto di vista climatico; le uscite importanti si susseguono a mitraglia e il rischio di vedere gli ascolti arretrati impilarsi sulla scrivania è una presenza costante nelle nostre giornate. Tanto per fare un esempio, negli ultimi mesi sono usciti: l’ultimo Dying Fetus, gli Excommunion, i Suffocation, gli Origin, Decrepit Birth, Decapitated eccetera eccetera… A breve torneranno in scena pure gli Incantation quindi vi lascio immaginare che razza di periodo sto passando, ritrovandomi ad ascoltare i dischi alle dieci e mezza di sera mentre ceno dopo essere stato in palestra. It’s a long way to the top, dicevano. Questo per farvi capire che se già normalmente un disco deve impressionarmi nelle primissime battute onde evitare l’accantonamento, durante l’estate questa mia deformazione si accentua ergo, colpisci duro o vai a casa. Ed il problema con …Of The Dark Light è proprio questo, che non sferra mai l’affondo definitivo, è un disco, al pari del sopraccitato Blood Oath, moscio e a tratti inconsistente: non si imprime nella testa e non arriva mai al cuore, scivola via quasi in sordina e una volta terminato si fatica a trovare una ragione per premere nuovamente play. Come al solito ci sono qua e là momenti più o meno godibili ma veramente vogliamo accontentarci di questo? Nessuno penso si aspettasse un altro Pierced From Within, ma sarebbe bastato rimanere sulle coordinate di Pinnacle Of Bedlam e a quest’ora i Suffocation sarebbero ancora fissi nel mio lettore mp3, invece di essere stati rimossi per far spazio all’ultimo Execration.



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines