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Sull’inadeguatezza di Donald Trump

Creato il 09 ottobre 2019 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
Sull’inadeguatezza di Donald Trump di Michele Marsonet.

Questa volta Donald Trump l'ha combinata davvero grossa, e manco a farlo apposta proprio in politica estera, il terreno dove ha spesso dimostrato la sua assoluta inadeguatezza a ricoprire il ruolo cui l'elettorato americano lo ha destinato tre anni orsono.
Pure negli Stati Uniti la scelta di abbandonare i curdi al loro destino e di dare semaforo verde a Erdogan sta suscitando grande clamore e reazioni furiose anche negli ambienti conservatori che, in teoria, dovrebbero essergli più vicini. Tra l'altro questo potrebbe nuocergli parecchio in vista delle prossime elezioni presidenziali.
Ciò che il tycoon ha fatto, affidandosi al solito tweet, ha dell'incredibile. Nello spazio di poche righe, dimostrando tra l'altro un'ignoranza assoluta circa ciò che sta avvenendo in Medio Oriente, Trump ha tradito in modo clamoroso proprio i curdi, vale a dire i più fedeli alleati degli Usa nell'area. Quelli, tra l'altro, cui gli americani hanno lasciato il compito di affrontare l'Isis sul terreno, limitando quasi totalmente il loro intervento all'appoggio aereo.
Moralmente è quanto meno riprovevole, anche se in politica le considerazioni morali hanno spesso un ruolo marginale. Tuttavia ci sono conseguenze pratiche di vasta portata. D'ora in poi chi si fiderà più degli americani, disposti a tradire i loro alleati da un momento all'altro?
Si può osservare che, in fondo, avevano già fatto qualcosa di simile in Vietnam, dove abbandonarono senza troppi scrupoli gli alleati di Saigon. Tuttavia il caso è diverso. I sudvietnamiti erano in rotta davanti alle forze di Hanoi. I curdi invece sono usciti vincitori di fronte ai miliziani Isis che nessuno, prima, era riuscito a battere.
E qui il tycoon ha commesso un altro errore, attribuendo agli Usa il merito di aver sconfitto lo Stato islamico. Ovviamente non è vero. Oltre ai curdi, il ruolo fondamentale nella vicenda lo ha svolto il massiccio intervento ordinato da Vladimir Putin. Sono stati i russi a martellare senza posa i fondamentalisti sino a farli ripiegare, mentre gli Usa avevano all'inizio un approccio molto più cauto.
Si tratta di un ulteriore tassello che si aggiunge ai molti e consistenti sospetti riguardanti la "timidezza" americana nei confronti dell'estremismo islamico. Forse spiegabile - ma fino a un certo punto - con gli stretti rapporti che Washington da sempre intrattiene con l'Arabia Saudita, spiegazione che però non convince del tutto lasciando una zona oscura (per usare un eufemismo) nella politica americana in quell'area.
Comunque le reazioni in campo conservatore negli Stati Uniti sono davvero veementi. Personaggi di punta del partito repubblicano, finora favorevoli a Trump, hanno affermato che le ritirate danneggiano la leadership americana (Mitch McConnell), che la decisione di Trump è affrettata e irresponsabile (Linsdey Graham), che lasciar morire i curdi è un grande errore (Nikki Haley e Marco Rubio), mentre addirittura Breitbart, il network di destra assai vicino al presidente, ha scritto che la Casa Bianca ha pugnalato i curdi alla schiena.
Si noti che stiamo parlando di politici e di ambienti più o meno organici al trumpismo, sui quali il tycoon puntava per volgere a suo favore una campagna elettorale dominata dalla procedura di impeachment voluta dai democratici. A questo punto, è difficile capire chi lo sostenga veramente.
Né si può prendere sul serio l'ultima sua sparata, quella di distruggere l'economia turca mentre le truppe di Erdogan stanno già entrando in Siria per condurre l'operazione di pulizia da lui stesso avallata. A Washington molti sostengono che questa è la conseguenza degli ultimi siluramenti effettuati da Trump. Non resterebbero insomma persone competenti in grado di contrastare le sue decisioni cervellotiche. E' molto probabile che sia così, ma in questo caso dobbiamo preoccuparci davvero tutti.


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