Magazine Diario personale

Sulla scissione (ma mi veniva da dire per tutto il giorno secessione)

Creato il 18 settembre 2019 da Cristiana

Dice che devo dire qualcosa anche io sulla scissione (per tutto il tempo mi era venuto da scrivere secessione). Post lungo munitevi di pazienza, occhiali per presbiti e fazzoletti (per piangere o salutare, scegliete voi).

Primo. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Veniamo da una tradizione di frammentazione e scissioni e tende piantate fuori dal PD in attesa (che se ne andasse Renzi), di polemiche pubbliche (avete fatto caso che tranne qualche sussurro in casa Lega nessuno ha veramente polemizzato con Salvini per la cappellata che ha fatto? State sicuri che a porte chiuse hanno parlato, perché così fa una comunità e anche se NON ci piace, la Lega è una comunità politica). Cosa penso? Sono triste perché credo in un sistema politico maggioritario, credo nell'alternanza, non mi piacciono gli inciuci, gli aghi della bilancia. Lo abbiamo gridato dalla Leopolda, io continuo a crederci anche in questo contesto politico. Ma chi è per il proporzionale dovrebbe essere contento. Leggetevi Bettini, nel grande mondo degli esperti di tattica politica per andare al governo, ha ragione lui: andare separati per colpire uniti.

Secondo. Bersani e Renzi (e probabilmente non ci riuscirà nemmeno Zingaretti il quale però ha un'innata capacità, maggiore dei suoi predecessori al tenere tutti insieme) non sono riusciti a costruire una comunità politica. Hanno usato il cencelli per tenere insieme tutti i pezzi (finché possibile), quando hanno vinto, hanno vinto tutti e 3 (idem per Veltroni l'unionista) con l'appoggio della corrente più forte del PD quella di Franceschini. Non sto dando alcun giudizio, solo riportando la realtà. Quando vinci i congressi con l'aiuto esterno questo ha un costo in termini di poltrone, quindi tutti i segretari del PD hanno pagato quel costo. Piaccia o no se si vuole guardare al PD si deve accettare questa foto. Il PD da Veltroni a Zingaretti, passando per Bersani e Renzi non è cambiato di molto soprattutto nel suo funzionamento sui territori. Di questo ho scritto lungamente negli ultimi anni sopratutto per rilevare gli "errori" del Renzi segretario.

Terzo. Leggo post di gente che se ne va con Renzi e di gente che resta con Zingaretti. Ho lasciato il PD nel 2017 dopo una lunga polemica sul caso Roma (i cui assassini oggi si sono adeguatamente distribuiti in entrambe le forze politiche), ma soprattutto per le scelte per me scellerate di Minniti, ministro dell'Interno. Renzi non era più al governo, ma era segretario e cascò anche lui nella trappola dell'inseguire Salvini, contribuendo a sturare la campagna di odio contro le ONG e gli sbarchi (oggi per fortuna su questo tema è tornato a pensarla in modo diverso). Ho avuto una breve parentesi in Più Europa (soprattutto per il lavoro di Ero Straniero e per il lavoro dei radicali romani) ma mi sono dimessa dall'assemblea (dove ero finita per caso) e dalla Direzione (idem come sopra) e non rinnoverò la tessera, perché non mi metto a combattere Tabacci in Più Europa, dopo avere fallito la battaglia contro i Baroni della politica nel PD. Già dato grazie.
Ora sono senza casa politica. Vedo bella gente andare via con Renzi e bella gente restare nel PD, vedo persone a cui non affiderei le chiavi di casa e che ammazzerebbero la madre pur di restare al potere andare via con Renzi e lo stesso ovviamente nel PD. Continuo ad immaginare che credere in un sistema politico maggioritario debba valere sempre (e non solo quando pensi di poter vincere perché in Italia non è possibile credere in sistemi elettorali diversi solo in base allo scenario politico del momento, mamma mia quanto siamo concentrati sull'adesso e mai sui pensieri lunghi, che vogliamo bene solo a noi stessi e mai veramente al Paese), in qualsiasi contesto, mi piacerebbe che qualcuno ricominciasse a lavorare ad una forza politica laburista che contenga molte voci e ne faccia la sintesi (tanto col proporzionale la sintesi dovremo farla lo stesso, tanto vale farla bene e nel tempo e come comunità e non solo per governare).

Quarto. Questo punto lo lascio vuoto. E consiglio a tutti di lasciare qualche punto vuoto nel giudicare quanto sta accadendo. Vediamo che succede.

E come dice Dario Ballini D'Amato in bocca al lupo a chi resta e in bocca al lupo a chi va. Io aggiungo: in bocca al lupo soprattutto a chi osserva che con molta probabilità è la maggioranza.

Sulla scissione (ma mi veniva da dire per tutto il giorno secessione)

Classe 1976, ingegnere meccanico, da settembre 2017 sono tornata a vivere a Roma dopo un'esperienza in FCA Netherlands (e una ventina di traslochi in giro per l'Italia) come Managing Director, per assumere la carica di Sales Director per Mazda Motor Italia, un marchio automobilistico fuori dagli schemi che crede in cose in cui nessuno crede dal motore rotativo ai motori benzina che funzionano come i diesel e inquineranno meno dei motori elettrici. Da maggio 2015 siedo nel Consiglio di Amministrazione (CDA) di ANAS, cercando di servire il Paese e di dare un piccolo contributo per colmare il gap infrastrutturale italiano. Di notte scrivo libri: Quattro ed.Il Dito e La Luna 2006, Verrai a Trovarmi d'inverno ed. Hacca, 2011, "Ho dormito con te tutta la notte", ed. Hacca 2014. Vedi tutti gli articoli di calicata

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