Super manager di Stato: ne abbiamo proprio bisogno ?

Creato il 23 marzo 2014 da Michelepinassi @michele_pinassi

Moretti, super manager da 850.000€ annui, ha protestato pubblicamente dichiarando che, se taglieranno veramente gli stipendi ai super-manager, in molti se ne andranno.

Francamente, oltre al senso di pena provato per esternazioni di questo tipo (ma dove vivono queste persone, su Marte ?), la domanda è: ma abbiamo proprio bisogno di questo super-manager ?

Cioè, alla luce dei risultati conseguiti (Moretti è l’AD delle Ferrovie dello Stato), ci domandiamo se è legittimo e lecito che vi siano persone che prendono cifre simili.

Sottolineo, per chiarezza, che Moretti è in buona compagnia:

  • Domenico Arcuri, Invitalia: 788.985€ annui
  • Pietro Ciucci, Anas Spa: 750.000€ annui
  • Giovanni Gorno Tempini, Cdp Spa: 1.035.000€ annui
  • Raffaele Pagnozzi, Coni servizi Spa: 336.000€ annui
  • Mauro Masi, Consap Spa: 473.768€ annui
  • Domenico Casalino, Consip Spa: 475.410€ annui
  • Massimo Garbini, Enav Spa: 502.820€ annui
  • Giuseppe Sala, Expo 2005: 428.000€ annui
  • Maurizio Prato, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato: 601.370€ annui
  • Massimo Sarmi, Poste Italiane Spa: 2.201.820 € annui
  • Cannarsa Cristiano, Sogei Spa: 415.844 € annui
  • Giuseppe Nucci, Sogin Spa: 570.500 € annui

e sicuramente ve ne saranno altri.

Ma la domanda iniziale, che poi è quella che veramente ha un senso: abbiamo bisogno di queste persone ? Di tutte queste persone ? E soprattutto, perché i loro emolumenti non sono proporzionati al risultato conseguito ?

Non voglio fare facile demagogia ma la rabbia nel sentire il ricatto “se mi tagliate lo stipendio, me ne vado !” è comprensibile: non abbiamo, in Italia, nessun altra persona capace ? Ammesso, certo, che di persone capaci si parli…

Nella foto: un momento di lavoro durante un Meetup del MoVimento 5 Stelle


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