Si comincia con un gruppo storico, per la prima volta a Firenze, il 10 ottobre: il quintetto norvegese Atomic, capace di reinterpretare lo spirito iconoclasta del jazz degli anni Sessanta; Okkyung Lee è la violoncellista sudcoreana che si è fatta apprezzare per il talento a New York; tocca poi a un’incursione in Italia, il violino di Emanuele Parrini e gli Hobby Horse. Si chiude poi con il duo tra il pianista inglese Alexander Hawkins e il batterista Louis Moholo-Moholo, che rappresenta un ponte ideale tra il futuro rappresentato dal giovane pianista e il passato, con uno dei maestri che da sempre ha puntato sulle collaborazioni, soprattutto tra gli artisti inglesi e i sudafricani esuli.