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Susan Anthony, pioniera del suffragismo americano.

Creato il 15 marzo 2019 da Luoghididonne
Instancabile oratrice, ferrea organizzatrice fu una delle tre pioniere femministe americane del suffragio femminile; realizzò la prima alleanza internazionale, che svolse quattro congressi con donne di tutto il mondo. Si impegnò per i diritti delle donne divorziate e dell'equità salariale delle insegnanti. Lungimirante assieme ad Elizabeth Cady Stanton redasse la monumentale storia del suffragio per consegnare la memoria della fatica dei diritti conquistati, mai una volta per tutte, alle generazioni future di donne.

articolo di ©Patrizia Cordone marzo 2019 ©Luoghi di Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d'autore riservati.

Fin dalla culla respirò il bisogno di giustizia sociale instillatole dai suoi genitori attivi per l'antischiavismo, da allieva si accorse della scarsa qualità delle lezioni scolastiche più curate a vantaggio dei compagni maschi, da insegnante constatò la disparità salariale tra donne ed uomini. A tutto questo non si arrese e votò la sua esistenza per il miglioramento della condizione femminile con una volontà straordinaria grazie anche ai fortuiti incontri del destino con donne del suo stesso calibro. Nacque nel 1820 ad Adams, Massachusetts, in una famiglia numerosa, il cui padre era un imprenditore quacchero e la madre di religione metodista, entrambi impegnati a favore dell'antischiavismo. Dopo avere cambiato due istituti a causa dello scarso livello di istruzione impartito alle allieve la sua maturazione fu avvantaggiata dalla conoscenza di Mary Perkins, insegnante, che le trasmise l'importanza del miglioramento della condizione femminile. Nel 1839 a causa del dissesto finanziario la sua famiglia si trasferì a Hardscrabble, vicino a New York, ma dovette interrompere gli studi ed iniziò a lavorare come insegnante in una scuola, di cui successivamente fu preside. Da questa prima esperienza lavorativa rilevò le disparità retributive a danno delle donne insegnanti, al cui contrasto si impegnò con determinazione. Nel 1845 seguì il trasferimento a Rochester, dove grazie al miglioramento economico sopravvenuto la sua famiglia assunse la direzione di una fattoria. Susan Anthony perseverò il suo impegno a sostegno della causa femminile, partecipando alla Convenzione dei diritti delle donne del 1848 e firmando la Dichiarazione dei Sentimenti della convenzione di Rochester ispirata alla Seneca Falls Convention di New York, a cui sia sua madre che Mary, sua sorella, avevano partecipato. Intanto stava demotivandosi dalla causa afro-americana. Sin da giovane lei stessa fu un'attivista della American Anti-Slavery Society di New York, si distinse per la sua efficace oratoria tanto da svolgere spesso dei discorsi pubblici seppure talvolta ostacolati dalle discriminazioni sessiste. Ma tanto fervore a sostegno della causa antischiavista si affievolì conseguentemente alla propensione dell'Aass verso il riconoscimento del diritto al voto esclusivamente degli afro-americani e non invece anche per le donne, battaglie che invece erano state sostenute equamente dall'associazione fino a qualche tempo prima. Fu un punto di non ritorno, Susan Anthony si staccò e proseguì il suo impegno esclusivamente a favore dei diritti femminili.

Susan Anthony, pioniera del suffragismo americano.

Nel 1851 tramite Amelie Bloomer, femminista, avvenne l'incontro fondamentale di Elizabeth Cady Stanton, nota attivista del suffragio femminile nonché organizzatrice della Convention di Seneca falls: segnò tutto il corso della sua esistenza sia come amica che come collaboratrice di numerose battaglie. La loro sintonia fu totale in virtù di capacità complementari. Laddove Elizabeth Cady Stanton si distingueva per l'elaborazione teorica, la retorica e la strategia; Susan Anthony eccelleva per la sua ferrea disciplina e la capacità organizzativa di varie iniziative oltre che essere una dirompente oratrice di discorsi pubblici tenuti al ritmo di un centinaio all'anno viaggiando instancabilmente negli Usa ed i cui contributi volontari degli astanti costituirono la sua unica fonte di sostentamento. Di fatto Susan Anthony perfezionò una collaborazione proficua a favore delle donne, lavorando gomito a gomito nella stessa casa della famiglia di Elizabeth Cady Stanton, con il marito ed i sette figli di quest'ultima a New York dal 1861. Nel 1852, cioé l'anno successivo al loro incontro, fondarono la " New York Women's State Temperance Society", come reazione al divieto imposto a Susan Anthony, in quanto donna, di intervento durante una conferenza statale femminile pubblica, che affrontava il grave problema dell'alcolismo maschile e delle violente conseguenze familiari soprattutto a danno delle mogli. La prima assemblea si svolse ad aprile a Rochester con la partecipazione di cinquecento donne. La questione della "temperanza" del fenomeno dell'alcolismo era di primaria importanza come causa di divorzio avanzato dalle donne sposate unitamente alla loro impossibilità di intestazioni sia dei redditi che di proprietà allora "passate in consegna" ai mariti a prescindere dalla condotta coniugale. Nel 1860 grazie al suo impegno tramite la campagna di sensibilizzazione fu approvata una legge a favore dei diritti patrimoniali delle donne sposate e dell'affido dei figli in caso di divorzio da uomini violenti. Memore della sua esperienza da insegnante perseverò a rivendicare il diritto ad una migliore istruzione scolastica femminile così come all'equiparazione retributiva tra donne ed uomini, seppure maggiore impegno dedicò alla causa del suffragio femminile.

Nel 1866 co-fondò assieme ad Elizabeth Cady Stanton l' Aera, American Equal Rights Association; nel 1868 " The revolution", un periodico mirato al riconoscimento del diritto di voto alle donne, nel 1869 la Nwsa, la National Woman Suffrage Association scontrandosi puntualmente agli ostacoli frapposti da altri circa la priorità del riconoscimento al suffragio maschile afro-americano, ma entrambe si rifiutarono di posticipare le loro rivendicazioni e continuarono la loro battaglia per le donne. Ciò comportò un ostracismo crudele attivato dal blocco di finanziamenti alle loro attività, particolarmente da W. Philipps, un abolizionista e dalla formazione di un comitato anti-suffragio femminile voluto dai repubblicani del Kansas. Nel 1869 a ciò conseguì lo scioglimento dell' Aera e per il loro periodico venne in soccorso l'aiuto finanziario di Laura Curtis Bullard, un'attivista facoltosa. Grandi ostilità vennero palesate loro dall' Awsa, American Woman Suffrage Association, altra associazione suffragista femminile, che diversificava la questione femminile troppo estesamente e con scarsa incisività, tanto che nel 1890 ormai declinata fu confluita nella Nwsa avente Stanton come presidente ed Anthony come leader effettivo.

Fin dai suoi esordi la Nwsa si era impegnata all'esercizio di voto da parte delle donne invocando il quattordicesimo emendamento della Costituzione statunitense " nessuno Stato può emanare leggi che riducano i diritti dei cittadini". Nel 1872 a New York in occasione delle elezioni presidenziali assieme ad altre quattordici donne Susan Anthony si recò alle urne, convinse gli ispettori di seggio all'esercizio del loro diritto di voto, ma il 18 novembre di quell'anno fu incriminata per violazione della legge. A livello nazionale si innescò una polemica intensa, a cui non mancarono i discorsi pubblici pronunciati da lei in ventinove città della contea per sollecitare ulteriormente l'attenzione della necessità del riconoscimento del suffragio femminile. Svoltosi il 18 giugno 1873 del processo rimasero memorabili le sue affermazioni decise. Alla domanda del giudice " You voted as a woman, did you not?" lei rispose " no, sir, I voted as a Citizen of the United States". Alla pronuncia della condanna di una multa di cento dollari ed al risarcimento delle spese processuali si alzò e dichiarò davanti alla corte: " io non pagherò nemmeno un dollaro per la vostra ingiusta condanna". Così fece e non le venne mai ingiunto né il pagamento né altri ricorsi giudiziari. Sia Elizabeth Cady Stanton che lei avvertirono l'importanza di quegli anni di battaglie ardue da tramandare alla memoria delle generazione future di donne, quindi aiutate da Matilda Joslyn Gage si apprestarono alla stesura de "History of Woman Suffrage" attingendo dai numerosi documenti, lettere, articoli di giornali e scritti conservati in bauli. L'opera monumentale di oltre cinquemilasettecento pagine suddivise da sei volumi richiese quarantun anni di lavoro: i primi tre volumi riguardanti gli anni 1881-1886 furono trattati da tutt'e tre; il quarto volume da Susan Anthony relativo al periodo dal 1883 al 1900 e gli ultimi due volumi aggiornati al 1920 furono scritti da Ida Husted Harper, la biografa designata da Susan Anthony poco prima della sua stessa scomparsa.

Ovviamente per quanto fosse immane la redazione dell'opera grandiosa della storia del suffragismo non distrasse né l'una né l'altra dal proposito reale del riconoscimento del diritto al voto, tanto che nel 1878 elaborarono il testo dell'emendamento all'uopo destinato al Congresso statunitense e la cui ratifica alla Costituzione americana avvenne però soltanto nel 1920, ben molti anni successivi alla scomparsa di entrambe. Intanto nel 1891 si stabilì da Mary Stafford Anthony, sua sorella, a Rochester pur continuando la sua militanza suffragista anche per i progetti locali della cittadina, dove risedette, con la creazione della " Women's Educational and Industrial Union " e svolgendo un ruolo importante per l'incremento dei fondi destinati alle studentesse dell'università di Rochester.

Progettati anzitempo per la necessità di interazione con altre realtà suffragiste Susan Anthony intraprese molti viaggi in Europa a partire dal 1893. Furono dei soggiorni fecondi di conoscenze e di incontri utili come premesse alla creazione dell' Icw, International convention of women, a cui collaborarono Rachel Foster Avery e May Wright Sewall, due colleghi più giovani della Nwsa. Nel 1888 a Washington avvenne il debutto ufficiale della nuova organizzazione, a cui parteciparono cinquantatre donne di nove paesi in rappresentanza di varie associazioni, di leghe sindacali e missionarie. I lavori di quella prima sessione furono presieduti da Susan Anthony. All'atto della sua fondazione l'evento fu di tale importanza, che il presidente statunitense e sua moglie organizzarono un ricevimento per le ospiti straniere presso la Casa bianca. Nel 1893 il secondo congresso dell' Icw si svolse a Chicago in concomitanza della World's Columbian Exposition, che ospitò molti congressi dei più svariati argomenti dalla religione alla scienza, con i delegati provenienti da una ventina di paesi e con una partecipazione stimata di centocinquantamila persone. Per la causa del suffragio femminile a livello internazionale era un'occasione ghiotta ed imperdibile. Ebbene le donne dell' Icw e della Nwsa capitanate da lei pianificarono a puntino la partecipazione delle suffragette di entrambe le organizzazioni a questo evento mondiale, perfettamente consapevoli dell'eco da diffondere all'opinione pubblica. Innanzitutto lo spazio a loro destinato fu progettato da una donna Sophia Hayden Bennett, la struttura non a caso fu denominata " Woman's Building". La preparazione avvenne ovviamente in sordina con Susan Anthony intenta a tessere le fila delle pubbliche relazioni tra le donne dell'élite politica, cioè sia le mogli che le figlie di giudici, di senatori e di altri rappresentanti della Corte suprema, raccogliendo le loro firme affinché fosse accolta la partecipazione dell' Icw al'esposizione mondiale di Chicago. Tanto si adoperò, che con sua grande soddisfazione il Congresso statunitense decise la partecipazione delle suffragette a questo evento internazionale, rendendola nota all'ultimo momento, proprio come lei aveva voluto per evitare il montare di una campagna pubblica denigratoria. Fu un successo: si svolsero ottantun sessioni, presso le quali in gran parte si discusse proprio il suffragio femminile, imponendolo come priorità politica a tutti i delegati maschi stranieri partecipanti a vario titolo. Nel 1899 a Londra si svolse il terzo congresso internazionale dell' Icw, per il quale la regina Vittoria organizzò un ricevimento al castello di Windsor; lo stesso avvenne nel 1904 a Berlino per il quarto congresso, allorquando Augusta Victoria, l'imperatrice austriaca, ricevette le dirigenti nel suo palazzo, va da sé, che Susan Anthony fosse presente in qualità di presidente dell'associazione internazionale, seppure meno attiva con l'avanzare dell'età tanto che preferì cedere l'incarico della presidenza della Nwsa, l'organizzazione statunitense, a Carrie Chapman Catt. Gli ultimi anni della sua esistenza furono contrassegnati dal dinamismo, che l'aveva sempre caratterizzata, viaggiando ancora, completando il quarto volume della Storia del suffragio femminile, presiedendo sei assemblee della Nwsa e partecipando a quattro udienze del Congresso statunitense. Ma il diritto al voto era stato raggiunto in pochi stati come l'Utah, il Colorado, il Wyoming e l'Idaho, nonostante fosse ambita la sua frequentazione a molti politici e festeggiata per il suo ottantesimo compleanno alla Casa bianca su invito del presidente. Durante la sua vita assistette alla vittoria dei diritti legali per le donne sposate in molti stati ed alla lenta, ma inesorabile erosione delle discriminazioni sia per l'accesso alle professioni che al diritto di studio universitario. Al suo ultimo compleanno celebrato poche settimane prima aveva pronunciato il suo ultimo discorso ricordando le colleghe di innumerevoli battaglie: " Vorrei poterle nominare tutte coloro, che si sono dedicate completamente alla causa del suffraggio femminile e dire loro: il fallimento è impossibile!". " Failure is impossible" divenne rapidamente la parola d'ordine del movimento delle donne. Con questa certezza nel 1906 a Rochester scomparve fiduciosa del sogno, che si realizzò anni dopo: nel 1920 fu approvato l'emendamento del suffragio femminile, alla sua memoria denominato Anthony, alla Costituzione statunitense. Dopo la ratifica la Nwsa si trasformò in " League of Women Voters " ancora oggi esistente.

La memoria di Susan Anthony é preservatissima. Tutti i suoi documenti sono custoditi presso gli archivi ed i fondi della biblioteca della Harvard University, del Radcliffe Institute, della Rutgers University, della Library of Congress e dello Smith College. Le sue abitazioni ad Adams, nel Massachusetts, dove nacque e della sua infanzia a Battenville, New York sono protette dal Registro nazionale dei luoghi storici; la casa di Rochester, dove visse i suoi ultimi anni, é un monumento nazionale con la denominazione National Susan B. Anthony Museum and House.

Susan Anthony, pioniera del suffragismo americano.

Il 15 febbraio, la data della sua nascita, é una giornata celebrata dai seguenti stati: California, Florida, New York, West Virginia, Wisconsin e Massachusetts. Sempre questa data nel 1921 venne inaugurato il complesso scultoreo raffigurante lei, Elizabeth Cady Stanton e Lucy Mott realizzato da Adelaide Johnson con marmo di Carrara e consegnato dal National's women party, alla cui parteciparono oltre settanta organizzazioni femministe, inizialmente fu collocato nella cripta e nel 1997 alla rotonda del Capitol di Washington; nel 1969 Anne Koedt e Shulamith Firestone, femministe radicali di New York, si organizzarono in piccole cellule chiamandola la propria " Stanton -Anthony Brigade"; dal 1970 annualmente la sede neyworkese della National Organization for Women, un'organizzazione femminista statunitense, assegna il premio Susan B. Anthony alle attiviste impegnate per il miglioramento delle condizioni di vita di donne e di ragazze a New York; nel 1973 è stata inserita nella National Women's Hall of Fame; nel 1999 sul parco del lago Van Cleef a Seneca Falls, New York, é stata inaugurata la scultura di T. Aub per commemorare l'incontro del 12 maggio 1851, quando Susan Anthony fu presentata da Amelie Bloomer ad Elizabeth Cady Stanton, raffigurate a grandezza naturale in bronzo, proprio del luogo reale della loro conoscenza ed infine sempre nel 1999 é stato realizzato " Not for Ourselves Alone: The Story of Elizabeth Cady Stanton & Susan B. Anthony ", il documentario di K. Burns ed altre-i.

Per concludere non può non essere riportato il suo monito pronunciato nel 1894, affinché si abbia cura dei diritti conquistati e della memoria delle battaglie, che li hanno preceduti, perché una conquista non é né acquisita né per sempre: " Un giorno noi dovremmo essere ascoltate e quando avremo il nostro emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, tutti penseranno che è sempre stato così, proprio come esattamente molte giovani pensano che tutti i privilegi, tutta la libertà, che la donna ora possiede sono sempre esistite. Non hanno idea del difficile lavoro di conquista di ogni singolo centimetri di terreno e con quanto lavoro faticoso da parte di un microscopico gruppo di donne di generazioni passate ".

articolo di ©Patrizia Cordone marzo 2019 ©Luoghi di Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d'autore riservati.

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