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Suzdal

Creato il 27 ottobre 2017 da Alessio Sebastianelli @bastianatte

In realtà l'autostazione di arrivo si trova in mezzo ai campi circa 2 km a est dell'abitato, ma una volta arrivato lì il bus si trasforma in servizio urbano (per cui bisogna pagare un secondo, super-economico, biglietto) e porta fino all'incrocio con la via principale della città. La notevole importanza turistica ha fatto si che molte delle villette tradizionali in legno che compongono l'area urbana, che in realtà è parecchio sparsa, siano state trasformate in piccoli hotel e guesthouse. Io ho alloggiato al
SuzdalDa Hostel, una struttura nuova e molto carina, dai bellissimi interni, situata però un po' fuori mano nella parte settentrionale della città. L'unico inconveniente è che non c'è una reception e per prendere possesso del letto ho dovuto telefonare e aspettare che arrivasse un'operatrice, che però parlava bene inglese (ho poi scoperto che la villetta è gestita dal vicino resort per famiglie Dobroljubovo, il cui sito è solo in russo).

Come detto, la cittadina è formata da vari gruppi di edifici anche piuttosto distanti tra loro e un centro urbano vero e proprio non esiste, tuttavia sia come fulcro della vita cittadina che come punto di riferimento per i turisti si può prendere A est la piazza è invece delimitata da Paesaggi rurali, casette e piccole deliziose chiese non rappresentano però le attrazioni più importanti di Suzdal, ruolo ricoperto invece dal Cremlino e dai cinque mastodontici e spettacolari monasteri fortificati (nel XVI secolo erano ben undici), dei quali il più grande e importante si trova lungo La palma d'oro spetta senz'altro alla Cattedrale della Trasfigurazione, meravigliosamente affrescata nella totalità dei suoi interni, ma anche il massiccio campanile, diverse altre chiese minori, gli alloggi dei monaci e quello dell'archimandrita, l'antico seminario con il refettorio e la fortezza che fungeva da prigione, ora per la maggior parte trasformati in musei, meritano attenzione. Fuori dalle mura, sul lato opposto di
Torgovaya Ploshchad, una vasta spianata acciottolata delimitata a ovest dal lungo edificio con colonnato e portici del mercato e con al centro la piccola chiesa della Resurrezione, dai bellissimi soffitti affrescati, e diverse altre chiesette negli immediati dintorni.
Ulitsa Lenina, la via principale che taglia tutta l'area urbana da nord a sud passando vicino a molte delle attrazioni e sulla quale si affacciano praticamente tutti gli esercizi commerciali, i caffè e i ristoranti della città. Una cosa da fare assolutamente è girare attorno al palazzo del mercato ritrovandosi così su un terrapieno dal quale lo sguardo può spaziare splendidamente sulla sottostante ansa del fiume e sulle campagne circostanti punteggiate da gruppi di casette di legno e dalle quali spuntano decine tra campanili e cupolotti dalle forme e dai colori più disparati.
Ulitsa Lenina circa un chilometro a nord di Torgovaya Ploshchad (è in effetti il più distante da questa e il più vicino all'ostello). Il Monastero di Sant'Eutimio è infatti chiuso da una lunga e imponente cinta muraria provvista di una dozzina di torrette all'interno della quale sorgono diversi edifici di grande rilevanza storica e architettonica. Ulitsa Lenina, una breve sosta la merita anche la chiesa di Smolensk. Invece di proseguire lungo la strada principale verso la piazza però, conviene girare attorno al monastero godendosi il panorama sul fiume dai bastioni per poi scendere al ponticello pedonale che porta a una delle principali zone residenziali della cittadina e al secondo per importanza tra i monasteri.

Il complesso è però ancora attivo, come dimostra la fila di piccoli cottage di legno dai rigogliosi giardini fioriti dove abitano le monache, e perciò quello che si può visitare all'interno della recinzione è limitato ma si possono comunque osservare le candide costruzioni, alcune risalenti al XV secolo, e la Cattedrale di San Basilio, oltre che la bella chiesa di Pietro e Paolo all'esterno delle mura. Proseguendo lungo Il monastero
Il Convento dell'Intercessione, completamente bianco sia nella maestosa cinta muraria che nelle costruzioni all'interno di questa e circondato da campi e case di legno, regala vedute di rara suggestione.
Pokrovskaya Ulitsa e svoltando su Suzdalskaya Ulitsa si può riattraversare il fiume, godendosi dal ponte lo scorcio su ben tre degli antichi monasteri fortificati, e tornare verso la direttrice principale passando però nelle vicinanze di quelli rimanenti.
Rizopolozhenskij e quello della Trinità anticamente erano separati, uno per gli uomini e uno per le donne, ma già dalla metà del XVII secolo sono fusi in uno solo. Al momento il complesso non è in condizioni ottimali, con la cinta muraria scrostata e alcuni degli edifici interni tendenti al fatiscente, ma comunque si può entrare per ammirare la Cattedrale della Deposizione della Veste e la massiccia torre campanaria. Poco più a nord infine, quasi a fronteggiare quello dell'Intercessione, sorge il convento Alexandrovsky, il più piccolo tra quelli rimasti ma comunque scenografico con la sua Cattedrale dell'Ascensione e la bella cinta muraria.

La parte più turistica di Suzdal si raggiunge invece dall'angolo sud-occidentale di Questo è l'unica costruzione precedente alla conquista dei mongoli rimasta in città ed è un po' l'antenato di quello ben più grande e famoso che si trova a
Torgovaya Ploshchad imboccando Kremlyovskaya Ulitsa, percorrendo la quale in un susseguirsi di piccole chiese (quella della Natività, di San Nicola e della Dormizione), abitazioni storiche trasformate in musei e mercatini di souvenir, si arriva al Cremlino. Mosca. Il complesso vanta edifici di sicuro impatto scenico come la Cattedrale della Natività della Vergine, dalle sontuose cupole azzurre e dai bellissimi interni affrescati, e il Palazzo Arcivescovile, composto da tre blocchi inizialmente separati, tra cui quello che della torre campanaria, uniti in seguito con dei passaggi coperti, le cui stanze interne sono ora trasformate in museo con ambienti originali e ricostruiti (anche una classe di scuola elementare) che ne testimoniano l'importanza religiosa e amministrativa del passato. Dall'ampio cortile, caratterizzato anche dalla chiesetta in legno di San Nicola, si può ammirare l'intero complesso e far spaziare lo sguardo sulle campagne al di là del fiume.
Da qui sono due le presenze che catturano lo sguardo: il museo all'aperto dell'Architettura in Legno della Civiltà Contadina, un'area recintata che sorge sul sito di uno degli antichi monasteri cittadini, e la bella chiesa del Profeta Elia, la cui visione è ancora più suggestiva dal ponticello in legno sul percorso che dal Cremlino porta al museo. Quest'ultimo comprende diversi notevoli edifici in legno tra i quali le due chiese settecentesche della Trasfigurazione e della Resurrezione, alcuni mulini, delle palafitte e qualche casa a più piani. Ai margini del complesso sorge infine la chiesetta barocca dei santi Boris e Gleb.

Tuttavia non mancano diversi caffè dove pranzare, magari ai tavolini all'aperto visto che d'estate in una giornata di sole fa decisamente caldo, e buoni ristoranti dove cenare con piena soddisfazione. Intorno al mercato in Personalmente ho provato per pranzo il caffè
Suzdal è la classica destinazione giornaliera per i gruppi turistici che scendono dai torpedoni o per un fine settimana romantico di coppia in uno degli alberghetti ospitati nelle villette tradizionali in legno, quindi la vita notturna è pressoché assente.
Torgovaya Ploshchad ci sono bancarelle che vendono prodotti freschi, frutti di bosco, miele e articoli di artigianato, mentre sotto ai portici e nella zona immediatamente circostante ci sono diversi locali dove consumare un pasto veloce o anche qualcosa di più sostanzioso. Anche lungo Ulitsa Lenina però, soprattutto in direzione nord, i locali sono diversi.
Balzaminov Dvorik, situato lungo la via principale poco prima del monastero Rizopolozhenskij, e a cena l' Ogurets, un ristorante con dell'ottima cucina tradizionale rivisitata in chiave moderna e degli ambienti molto graziosi e accoglienti: entrambi senz'altro consigliabili. La cittadina ha poco più di 10 mila abitanti e la notte in giro non c'è quasi nessuno, comunque la situazione rimane sempre molto tranquilla e sicura; Suzdal ad ogni modo è sicuramente una delle destinazioni imperdibili durante un viaggio nella Russia europea.


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