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Sviluppare la mente con la lettura fin da bambini diventa fondamentale

Da Mdileo @atmospherelibri

Sviluppare la mente con la lettura fin da bambini diventa fondamentaleLa lettura è un’invenzione culturale relativamente recente. Come tale, il cervello umano manca di connessioni funzionali congenitamente specializzate per la lettura. Solo l’apprendimento intensivo nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza contribuisce allo sviluppo delle connessioni per la lettura. La plasticità corticale indotta da questo insegnamento è difficile da catturare con le metodiche tradizionali dii neuroimaging, a causa della difficoltà di sviluppare attività in grado di sondare in modo equivalente le connessioni nervose per la lettura tra diversi gruppi di età (bambini e adulti). Un recente documento di Koyama e colleghi (2011) ha considerato un nuovo approccio per aggirare questo problema, valutando come la capacità di lettura si rapporta ad un diverso tipo di misurazione di Risonanza Magnetica Funzionale: la connettività cerebrale effettiva nello stato di riposo. La connettività cerebrale effettiva nello stato di riposo non richiede alcun compito di lettura o di stimoli di parole, ma esamina le intrinseche associazioni tra le regioni del cervello, come identificate dalle associazioni in attività mentre il cervello è a “riposo”, o non impegnate in un compito particolare. Queste associazioni possono rivelare la forza delle diverse connessioni tra le regioni, con alcune aree cerebrali più strettamente abbinate ad altre. Questo accoppiamento, o associazione, tra zone del cervello potrebbe rappresentare il risultato di esperienze, con aree cerebrali che sono comunemente co-attivate durante compiti specifici (ad esempio, la lettura) sempre più “in sincronia” anche quando non si esegue questo compito. Koyama e i suoi colleghi ricercatori hanno esaminato la forza delle associazioni delle regioni cerebrali nella lettura in individui, che variano nella capacità della loro lettura, di un gruppo di bambini (8-14 anni) e di un gruppo di adulti (21-46 anni). I risultati hanno documentato che i migliori lettori hanno una più forte associazione tra le aree del cervello linguaggio/parola (ad es., le aree di Broca e Wernicke). I ricercatori hanno inoltre osservato una differenza tra i due gruppi di età. Una tale differenza è stata la più forte associazione negativa tra l’area di riconoscimento della parola e ciò che è conosciuta come la “rete di default”, una serie di regioni cerebrali spesso legata alle divagazioni (o distrazioni) della mente. Lo stesso non è stato trovato per i bambini, tuttavia. Un’interpretazione di questa constatazione è che la lettura altamente automatizzata, come quella realizzata da esperti lettori adulti, coinvolge meno le divagazioni della mente mentre questo potrebbe non essere vero per lettori bambini più abili. Un particolare punto di forza di questa ricerca è che essa riconosce l’importanza di esaminare le differenze tra gli individui (in questo caso, dell’abilità nella lettura). La conclusione di questo studio è importante: sviluppare la mente con la lettura fin da bambini è fondamentale. I bambini, esercitando e costruendo attraverso la lettura una “rete” di collegamenti tra le varie zone del cervello (la lettura nei bambini, a differenza degli adulti, è meno soggetta a distrazioni) potrebbero essere favoriti in una migliore crescita e competitività delle proprie capacità di pensiero e di linguaggio. Sarà possibile, un domani, stabilire che, iniziando a leggere precocemente, fin dalla tenera età, si prevenga o rallenti l’inevitabile decadimento cognitivo in tarda età?

Koyama, M. S., Martino, A., Zuo, X.-N., Kelly, C., Mennes, M., Jutagir, D. R., Castellanos, F. X., & Milham, M. P. (2011). Resting-state functional connectivity indexes reading competence in children and adults. Journal of Neuroscience, 31, 8617–8624.


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