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L’indizio che ha lasciato il dubbio che si trattasse di una caduta accidentale dovuta ad un malore è il troppo sangue accanto al cadavere e sulle pareti dell’alloggio. E così quel piccolo graffietto sulla parte frontale sinistra del viso della commerciante non era stato riconosciuto dal medico che ha effettuato il primo sopralluogo come una ferita da arma da fuoco. Questo particolare non è sfuggito al medico legale che ha effettuato l’autopsia e da quel momento l’inchiesta ha subito un’accelerazione decisa. I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo ulteriore nel negozio alla ricerca dell’eventuale bossolo mentre i vestiti della donna sono stati inviati al Ris di Parma.
Ora resta da scoprire il movente e chi può aver agito con tanta ferocia e determinazione. L‘ipotesi della rapina rimane la più concreta. Un colpo andato male, forse perchè la Marrone alla vista della pistola potrebbe aver accennato una reazione. In quel frangente potrebbe essere partito inavvertitamente un colpo che ha raggiunto donna nella parte della fronte, al livello dell’attaccatura dei capelli. E a quel punto l’omicida si è dato a precipitosa fuga, temendo di essere scoperto o intercettato nella rampa delle scale da qualche condomino attirato dal colpo d’arma esploso, che nessuno, a quanto pare ha sentito. Prima di cadere a terra, però, Rina Marrone, potrebbe aver graffiato il bandito o quanto meno aver avuto contatti con lui. Da qui la necessità di sottoporre gli abiti dell’orologiaia a verifiche sulla presenza di eventuali tracce ematiche del killer o di altri elementi utili alle indagini.
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