Swatch: Prossimo Smartwatch con autonomia di sei mesi

Creato il 09 maggio 2015 da Enjoyphone

Molti degli indossabili sul mercato odierno hanno una grossa pecca: la durata della batteria, il più delle volte non riescono a superare la giornata in maniera agevole e l’intera settimana su singola carica è un sogno.

L’unico a salvarsi è il solo Pebble con la sua autonomia di cinque giorni agevolato sopratutto dallo schermo e-ink in bianco e nero che, riesce ad avvicinarsi a questi limiti – ma è “una mosca bianca“.

Questo problema molto serio, che fa tentennare molti potenziali acquirenti di smartwatch, potrebbe a breve rivelarsi una manna dal cielo per la Swatch – azienda leader svizzera di orologi famosa in tutto il mondo – che sta per entrare prepotentemente all’interno del mercato emergente degli smartwatch.

Lo specifica il CEO Nick Hayek durante un’intervista al settimanale svizzero Handelszeitung dicendo senza mezzi termini che chiunque riesca a portare sul mercato una batteria per smartwatch che non devi caricare per almeno sei mesi, ha un serio vantaggio sui concorrenti.

Stiamo lavorando intensamente su quest’annoso problema con il nostro gruppo di ricerca Belenos ed il produttore di batterie Renata.

Ha poi proseguito l’intervista dicendo che arriveranno sul mercato l’anno prossimo con una batteria rivoluzionaria installabile non solo negli orologi ma anche nelle automobili. Contattato da Reuters, un portavoce della società svizzera ha confermato quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Swatch.

La società svizzera ha già annunciato alcuni smartwatch con una buona autonomia ma dedicati al mondo dello sport e con modelli fortemente specifici per giocatori di volley e non per l’uso quotidiano. Stiamo parlando del Touch Zero One che più che uno smartwatch sembra un comunissimo orologio sportivo in stile Casio, con molte funzioni interessanti pensate specificamente per misurare prestazioni, distanze percorse, velocità e calorie buciate, ma non è da considerarsi – ovviamente – una risposta all’Apple Watch.

La sfida secondo la nostra opinione è tripla: una è l’autonomia della batteria, la seconda è il prezzo di listino di questi orologi “smart” e la terza è convincere molti utenti sul reale vantaggio di averne uno al polso.


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