Talladega Nights: The Ballad of Ricky Bobby - Ricky Bobby: La Storia di un uomo che sapeva contare fino a uno

Creato il 09 febbraio 2012 da Robydick

2006, Adam McKay.
Dopo un capolavoro come "Anchorman- The Legend of Ron Burgundy" (2004) non si poteva certo pretendere un'opera di pari spessore e demenza, ma questo "Talladega Nights", pur minore, rappresenta un'altra medaglia al valore per il poliedrico Will Ferrell, uno che tanto per capirci, durante le audizioni per il"Saturday Night Live", pensò bene di presentarsi all'audizione imitando un gatto (c'è il filmato in rete).
Will Ferrell è Ricky Bobby. Nel senso che, guardandolo sullo schermo, si percepisce che l'immedesimazione è totale. Sembra che, lui per primo, creda veramente di essere un pilota di vetture da corsa categoria NASCAR sgravato nel prologo sul sedile posteriore del bolide paterno (un grande Gary Cole). Un meccanico che realizza i suoi sogni di gloria nel momento in cui il pilota della scuderia per cui lavora decide di andare a pisciare e a mangiarsi un panino nel bel mezzo di una importante competizione. Lui, Ricky Bobby/Ferrell, circondato e riverito dai suoi compari (il gigante Michael Clarke Duncan e John C. Reilly, l'amico di una vita) diventa incarnazione suprema del Sogno Americano, l'uomo-medio per eccellenza, abbandonato dal padre e cresciuto solo dalla madre, che si ritrova campione e miliardario con biondocrinita modella come sposa (Leslie Bibb); i luoghi comuni sono tutti individuati e presi per il culo senza pietà, con punte di demenza e genio senza pari, vedi gli spot girati da Ricky Bobby e Cal Naughton Jr.(Reilly) e, soprattutto, il pranzo nella magione con tutta la famiglia al completo (nonno materno e i due figli battezzati rispettivamente Walker e Texas Ranger) durante il quale la classica preghiera-ringraziamento per il cibo messo in tavola, junk-food unto e precotto, diventa a poco a poco una parata da product-placement senza vergogna.


Ma McKay e Ferrell (pure sceneggiatori) il salto di qualità lo compiono introducendo in questo patriottismo da fumetto georgewbushiano (Ferrell è stato uno dei più feroci imitatori dell'ex presidente, durante le sette stagioni al SNL) la figura del campione di Formula Uno Jean Girard (l'altro pazzo/maniaco/trasformista del cinema americano, Sacha Baron Cohen, cioè Borat e Bruno) francese stiloso e raffinato, che si pone subito come antagonista numero uno del povero Ricky, ribaltando lo scontro dall'ambito prettamente agonistico a quello più squisitamente (si, vabbè, passatemela) culturale, con il francese che, con arroganza, ribadisce la supremazia del Vecchio Continente, con argomentazioni del calibro: "Noi (francesi) abbiamo inventato il pompino e la 69" e gli altri (americani, per bocca di David Koechner): Ah, Si!? E noi abbiamo inventato la posizione del missionario! You're Welcome!" E via andare.


Naturalmente, Ricky Bobby sarà sconfitto sul campo e, dopo uno spettacolare incidente, si convincerà di essere paralizzato (in realtà uscirà indenne dalla vettura, solo con una folle paura del fuoco e della velocità); da qui, come nei più classici drammi sportivi, la caduta è vertiginosa, niente più moglie, niente più casa, niente più miglior amico di sempre (ora nuovo interesse della ex-consorte), niente più soldi nè corse. Per cui, come da copione, se la sconfitta è così amara, il riscatto sarà glorioso, con Ricky Bobby istruito dal padre su come sconfiggere la paura (un metodo infallibile, piazzare un puma sul sedile posteriore della vettura), i figli istruiti dalla nonna su come comportarsi almeno da esseri umani, un nuovo amore all'orizzonte (la roscia Amy Adams) e la grandiosa corsa epilogica suggellata con bacio in bocca tra Ricky e lo strepitoso Jean Girard, gay dichiarato.

Il film è sicuramente troppo lungo (la versione unrated Blu Ray e Dvd tocca i 121 minuti) ma girato con grande professionalità, anche nelle scene di corsa, veramente spettacolari, cosa che non ci si aspetterebbe da film di questo genere (grande il lavoro svolta dal regista della seconda unità Spiro Razatos, stunt coordinator in una marea di produzioni)), valore aggiunto, innegabile, ad una pellicola che in ogni caso ha come fiore all'occhiello le interpretazioni convinte di un gruppo d'attori in stato di grazia, è proprio il caso di dirlo, con Ferrell incontenibile che domina sui pur bravi Reilly ( che poi ritroverà in "Stepbrothers"sempre di McKay), Duncan, Gary Cole, Jane Lynch e pure il vecchio, immarcescibile Pat Hingle,mentre Baron Cohen è discorso a parte. Una comicità demenziale, ignorante, surreale sicuramente debitoria dei primi film di Steve Martin con Carl Reiner, cioè i cultuali "Lo Straccione" ("The Jerk", 1979), "Il Mistero del Cadavere Scomparso" ("Dead Men Don't Wear Plaid", 1982) e "Ho Perso la Testa per un Cervello" ("The Man with Two Brains", 1983) riletta dal talento comico di Will Ferrell, che si cuce addosso un altro grande personaggio dopo i già famosi e apprezzati Frank The Tank eRon Burgundy. E' bene aggiungere che, chi non ama questo tipo di approccio alla comicità o non ama lo stesso Ferrell (che ha i suoi detrattori, ma rimane un grande attore) è meglio che si astenga dalla visione. Gli altri si divertiranno parecchio. Non foss'altro per vederlo invocare in mutande Tom Cruise (da "Giorni di Tuono" di Tony Scott) quando crede di andare a fuoco dopo l'incidente. Il Dvd Sony Pictures Home Entertainment 2006, Region 1, Ratio "2.40:1, "Unrated and Uncut" non contiene alcune scene invece presenti nella "Theatrical Version", come la sequenza in cui Ricky Bobby bambino ruba l'auto alla madre, la sequenza presso l'autolavaggio e alcune linee di dialogo durante l'incontro a casa di Girard con la partecipazione di Elvis Costello e Mos Def. Consigliatissimo. Buona visione.
"Help me Jesus! Help me Jewish God! Help me Allah! Help me Tom Cruise! Tom Cruise, use your witchcraft on me to get the fire off me!"
Ricky Bobby
Belushi


















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