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Tamsui e Beitou

Creato il 30 aprile 2020 da Alessio Sebastianelli @bastianatte

L'abitato prende il nome dal principale dei tre fiumi che attraversano la capitale di Taiwan e sorge proprio in prossimità dell'estuario di questo, che di fronte al centro storico raggiunge una larghezza di oltre un chilometro, ma nonostante la sua secolare importanza come porto naturale e come avamposto militare difensivo in posizione strategica, oggi costituisce solo un distretto della municipalità di Nuova Taipei. Parecchie testimonianze del suo ruolo di prim'ordine dal punto di vista commerciale, militare e culturale (è sorta qui la prima università taiwanese), che hanno coinvolto anche diverse potenze occidentali, ne fanno tuttavia una destinazione turistica rilevante. La prima cosa da fare andando a
Tamsui è ricordarsi di scendere alla penultima fermata della metro, Hongshulin, poiché in corrispondenza di questa si trova una bella foresta di mangrovie che segue la riva del fiume, in mezzo alla quale è possibile camminare, grazie a una serie di passerelle, godendosi il panorama sulla sponda opposta, dove torreggia l'inconfondibile cono vulcanico del Guanyinshan. Il capolinea arriva però oltre un chilometro e mezzo dopo e si trova solo all'inizio del lungo percorso urbano necessario a scoprire le attrazioni della cittadina. Una piccola deviazione che vale la pena fare prima di inoltrarsi nel centro storico è però quella al tempio buddista Yinshan, che nonostante le ricostruzioni conserva le fattezze antiche ed è molto suggestivo.

Dal parco che circonda la stazione metro di Ben presto ci si trova infatti a sfiorare il pittoresco e brulicante mercato cittadino, che segue principalmente la coperta Nel centro storico non è insolito imbattersi in qualche magione in mattoni rossi del XIX secolo o in qualche altra costruzione coeva e la maggior parte di queste sono riconducibili alla figura di La piccola residenza in legno tradizionale dell'imprenditore giapponese
Tamsui conviene lasciare il lungofiume per seguire invece Zhongzheng Road, che attraversa l'abitato di cui è anche la principale arteria commerciale, buttando un occhio anche sulle stradine laterali. Quingshui Street, che oltre alle centinaia di banchi che ingombrano totalmente la stradina e i vicoli che l'incrociano rendendo persino faticoso il passaggio, ingloba anche il tempio Longshan, uno dei siti religiosi più venerati della zona e una piccola sorprendente oasi di pace in mezzo a tanto movimento. Proseguendo si possono anche incontrare gli altri templi George MacKay, un dottore missionario canadese che spese gran parte della sua vita all'evoluzione e al miglioramento della cittadina. Dalla piazzetta con il busto a lui dedicato, prendendo la stradina che pure porta il suo nome si passa davanti all'ospedale e alla Tamsui Presbyterian Church, entrambe fondate dallo stesso Tada Eikichi apre le danze, ma proseguendo lungo Zhenli Street e infilandosi nelle stradine laterali si incontrano la villa coloniale che era la residenza degli ufficiali della Dogana e quella in cui viveva MacKay, il bellissimo campus della Tamkang Senior High School (in cui però non si può entrare perché ancora in funzione) con annesso il piccolo cimitero per stranieri con la tomba di MacKay stesso, prima di entrare nel recinto più interno della Aletheia University, dove l'edificio originario, detto Oxford College, e una grossa chiesa si fronteggiano ai due lati di un bel giardino con uno stagno. Mackay, per poi attraversare l'ampia Wenhua Street su un ponticello ed entrare in un placido e verde quartiere ricco di edifici storici. Quingshui e Fuyou, in più, inerpicandosi per i vicoletti a fianco di quest'ultimo, si scopre una graziosissima zona residenziale con casette e murales segnata come Love Lane.

Superando la chiesa sul lato destro si arriva al complesso che costituisce l'attrazione più famosa di Un bellissimo giardino digradante verso la via principale contiene l'antico Il tragitto di ritorno verso la stazione della metropolitana si può invece fare seguendo la sponda del largo fiume, attraversando percorsi pedonali tra banchine con la gente a pesca, porticcioli, vecchi magazzini ed edifici storici appartenuti alla dogana, moli da cui partono i ferry per la località di Bali sulla sponda opposta e un ampio lungofiume brulicante di gente a passeggio, turisti e locali, con una sfilata di caffè, ristoranti e chioschi di cibo da strada. Anche la piccola
Tamsui.
Consolato Britannico, ovvero un'ottocentesca villa vittoriana dagli interni originali, affiancata al Forte Santo Domingo, presidio militare fin dal XVII secolo, costruito dagli spagnoli. Un'ulteriore camminata di un buon quarto d'ora porta infine ad un santuario dedicato ai martiri della dominazione giapponese e, soprattutto, all' Gongming Street, subito all'interno, è ideale per fermarsi a consumare uno spuntino o un pasto completo grazie alle tante alternative gastronomiche che la caratterizzano. Hobe Fort, una grossa fortezza di fine ottocento dall'aspetto molto "militare" che spesso ospita delle esposizioni ma in cui è anche possibile passeggiare sui bastioni. Un biglietto unico permette di entrare in tutti i siti che non sono a libero accesso.

Un'altra popolare destinazione per una breve escursione e delle attività alternative fuori dalla metropoli si trova sempre sulla linea rossa della metro, circa a metà strada tra Usciti da questa ci si ritrova subito all'interno di un bel parco solcato da un torrente nel quale spicca la costruzione in legno della vecchia stazione, ora centro espositivo. Camminando sui sentieri si incontrano vari giardini e piccoli pantani con aree naturalistiche, mentre ai lati si susseguono i resort e gli hotel abbarbicati al fianco della montagna. All'interno dell'area verde spiccano la moderna costruzione della Il sito più scenografico dell'area è però la cosiddetta Un posto poco impegnativo ed economico ma godibilissimo sono i bagni pubblici all'aperto
Tamsui e i distretti centrali di Taipei.
Beitou è infatti un sobborgo della capitale adagiato all'interno di una valletta scavata da un torrente che scende dalle montagne del parco nazionale Yangmingshan e può vantare la presenza di un gran numero di sorgenti termali. Dalla fine del XIX secolo, costruito dai tedeschi e successivamente ampliato in maniera significativa dai giapponesi, il parco geotermale del villaggio ha sempre rappresentato una delle attrazioni principali della capitale e ora è raggiungibile molto facilmente con una piccola diramazione della metropolitana che dalla stazione Public Library e quella di inizio novecento, molto più affascinante, del Beitou Hot Spring Museum, ospitato in un antico stabilimento termale; mentre poco più in alto si trova la pittoresca residenza in legno Thermal Valley, un percorso che porta ad un largo bacino chiuso da pareti rocciose pieno di ribollente acqua sulfurea che spande vapore nell'aria contribuendo alla particolarissima atmosfera. Una cosa che infine vale la pena fare è arrivare fino al Puji Temple, un grazioso santuario in stile giapponese tra gli alberi in posizione rialzata rispetto alla strada. L'attività principale per cui si viene a Millenium, con tante vasche su più livelli e a temperature differenti; nonostante siano parecchio frequentati, si riesce comunque trovare un angoletto dove stare a mollo comodamente e al caldo godendosi l'approssimarsi del crepuscolo. In tutta l'area urbana poi c'è una vasta scelta di ristoranti tradizionali taiwanesi o giapponesi, oltre che di stampo più internazionale, e diverse alternative per passare la serata. Beitou è però un bel bagno in qualche sorgente termale: nell'abitato ci sono molti stabilimenti, spesso all'interno degli hotel ma accessibili anche a chi non vi soggiorna, con vasche pubbliche o private, più eleganti e lussuosi o più popolari. Plum Garden. Beitou porta fino a quella di Xinbeitou risalendo la prima parte della vallata.
(26 dicembre 2019 e 1 gennaio 2020)


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