Dopo una serie di film che non entusiasmano troppo ne il pubblico ne la critica esce nel 2003 Kill Bill vol. 1 e l' anno successivo Kill Bill vol. 2 due veri e propri capolavori e cult, omaggi al cinema di serie B che Tarantino tanto ama. Pellicola estremamente violenta che colpisce per i litri di sangue eccessivamente schizzati, come nella scena del massacro della Villa Blu, che non colpisce per l' azione in se ma appunto per le proporzioni di sangue esagerate.Altro film molto amato dalla critica e dal pubblico è Inglorious Basterds (2009) ambientato in una Francia occupata dai nazisti nella quale si sviluppano le vicende del "cacciatore di ebrei", del tenente Aldo Raine con la sua squadra di "bastardi" ed Emmanuelle, riuscita a scappare dallo sterminio della sua famiglia.A mio avviso Tarantino è uno dei registi migliori dei nostri tempi e anche quelli che in lui vedono solo il prodotto pop di una generazione abituata alla violenza cinematografica, non può non riconoscere la sua originalità e il suo talento nell'inventare storie sempre diverse e particolari.
Dopo una serie di film che non entusiasmano troppo ne il pubblico ne la critica esce nel 2003 Kill Bill vol. 1 e l' anno successivo Kill Bill vol. 2 due veri e propri capolavori e cult, omaggi al cinema di serie B che Tarantino tanto ama. Pellicola estremamente violenta che colpisce per i litri di sangue eccessivamente schizzati, come nella scena del massacro della Villa Blu, che non colpisce per l' azione in se ma appunto per le proporzioni di sangue esagerate.Altro film molto amato dalla critica e dal pubblico è Inglorious Basterds (2009) ambientato in una Francia occupata dai nazisti nella quale si sviluppano le vicende del "cacciatore di ebrei", del tenente Aldo Raine con la sua squadra di "bastardi" ed Emmanuelle, riuscita a scappare dallo sterminio della sua famiglia.A mio avviso Tarantino è uno dei registi migliori dei nostri tempi e anche quelli che in lui vedono solo il prodotto pop di una generazione abituata alla violenza cinematografica, non può non riconoscere la sua originalità e il suo talento nell'inventare storie sempre diverse e particolari.