La potatura è una pratica colturale che interviene in diverse fasi della vita di una pianta. Potare significa essenzialmente praticare dei tagli su alcune parti vegetali, in modo da togliere le parti vecchie, improduttive o danneggiate o stimolare quelle produttive. I tagli di potatura possono servire anche a determinare la forma della pianta e il suo portamento. A volte, la potatura può rappresentare davvero un intervento artistico o creativo, perché può dare vita a risultati estetici e decorativi davvero strabilianti. Basti pensare alle numerose forme di allevamento di alberi o viti. Queste forme di allevamento possono dare vita a colture a spalliera, a palmetta , a piramide, a vaso e cosi via. Per realizzare delle potature artistiche occorrono esperienza, bravura e competenza. Non a caso, le potature di allevamento delle colture vengono praticate da potatori specializzati o da agricoltori con esperienza. Per potare una pianta occorre anche sapere quali parti tagliare e quali mantenere, ma bisogna anche individuare gli obiettivi che si vogliono ottenere con la potatura. In genere, la potatura ha la finalità di determinare la forma della pianta, di correggerla o migliorala, di ringiovanirla ( eliminazione parti danneggiate o vecchie) e di stimolare la sua produzione. In base alle finalità della potatura si distinguono, infatti, le potature di allevamento o formazione, di ringiovanimento e di produzione.
Caratteristiche
Come potare
Tutte le tecniche di potatura prevedono l’effettuazione di tagli ad alcune parti della pianta da trattare. Questi tagli vanno effettuati con appositi attrezzi, quali forbici, cesoie, motoseghe e troncarami. Gli attrezzi vanno puliti e disinfettati prima dell’uso, in modo da non trasmettere malattie durante la fase di taglio. I tagli devono essere netti e decisi, senza sfilacciature, in modo da ottenere una superficie perfettamente liscia e senza spaccature o altre ferite difficili da rimarginare. Il taglio corretto prevede un’andatura dall’alto verso il basso, che disegna idealmente una linea obliqua verso l’esterno. Con questa direzione si eviterà l’accumulo di acqua sul legno. Le ferite vanno poi protette con del mastice. Per alberi di grandi dimensioni e per rami troppo robusti conviene usare attrezzi di taglio automatizzati.
Altre tecniche
La potatura, come già accennato diverse volte, comprende varie tecniche. Tra le più diffuse ricordiamo il raccorciamento dei rami ( che non vanno eliminati, ma solo accorciati nella lunghezza), la speronatura ( taglio di raccorciamento più vigoroso), la spuntatura o cimatura ( eliminazione del germoglio apicale del ramo), il diradamento dei rami, la spollonatura , la piegatura verso il basso dei rami, la curvatura ( piegatura ad arco), l’eliminazione delle branche, il taglio di ritorno ( raccorciamento delle branche) e la capitozzatura. I raccorciamenti, detti anche tagli di ritorno, stimolano la vigoria vegetativa delle branche favorendo l’emissione di nuovi getti. Il diradamento dei rami alleggerisce la chioma dell’albero favorendo la penetrazione di più aria e luce. La cimatura o spuntatura favorisce, invece, la formazione di una chioma più folta. La capitozzatura è una tecnica di taglio molto antica e ormai quasi scomparsa. Con questo metodo si decapitava letteralmente la chioma dell’albero, lasciando solo il tronco. La tecnica doveva teoricamente servire a stimolare una crescita più ordinata della pianta, in realtà è servita solo a sterminare centinaia di alberi, troncati di netto e sottoposti a stress ed avversità che li hanno fatti ammalare e poi morire.