Magazine Media e Comunicazione

Tecniche psicologiche nei social: intervista a Carlo Balestriere… il ragazzo da 1 milione e mezzo di fan!

Da Genna78
Tecniche psicologiche nei social: intervista a Carlo Balestriere… il ragazzo da 1 milione e mezzo di fan!

Ti piacerebbe avere 1 milione e mezzo di like sulla tua pagina facebook? Ok lo so che suona come un annuncio fuffa e so anche che magari non te ne frega niente dei social e dei "mi piace".

Ho deciso di intervistare Carlo Balestriere il giovane autore della pagina " Psicologia Applicata " dopo averlo osservato attentamente. La qualità di molti suoi contenuti mi ha convinto!

Stai per ascoltare una storia di comunicazione pazzesca, la sua pagina è attualmente la 3° più visitata al mondo, credo ci sia molto da imparare.

Ascolta "193- Comunicazione digitale efficace: 1 milione e mezzo di Fan su facebook?" su Spreaker.

"La scienza psicologica"

Mi ha fatto molto piacere ascoltare dalle parole di Carlo la definizione del suo obiettivo con Psicologia Applicata:

" Diffondere i risultati della scienza psicologica in tutte le sue declinazioni... " in modo che siano semplici e chiari per tutti.

Che è in fondo l'obiettivo che da sempre cerco di darmi qui su Psinel, per cui sono realmente piacevolmente colpito, anche se un po' me l'aspettavo.

Perché prima di intervistarlo mi sono fatto un bel giro sulla sua pagina per capire cosa facesse. Ed ho trovato un sacco di cose interessanti.

La comunicazione digitale

A dirti tutta la verità questa definizione non piace ne a me ne a Carlo, forse perché in realtà ciò che stiamo facendo in questo preciso istante è semplicemente "comunicazione".

Solo che la stiamo facendo attraverso un altro mezzo. Sono anche consapevole che fra meno di 50 anni queste parole non avranno più senso.

La maggior parte delle persone sul pianeta saranno nate con facebook, instagram e compagnia bella. Così come con computer e chissà quali gingilli tecnologici.

Per loro la comunicazione sarà sicuramente digitale. Qualcosa che in realtà sta già accadendo proprio sotto i nostri occhi, una opportunità incredibile di colonizzazione di uno spazio libero...o quasi.

Avere il tuo "media personale"

Carlo ci racconta di aver da sempre voluto costruire un "media" personale. Un luogo da cui poter trasmettere le proprie passioni a più persone.

E ci fa un bell'esempio, quello dell'educatore: "non hai bisogno di avere un milione e mezzo di followers", se hai un account di instagram con 10mila iscritti puoi già fare tanto.

"Creare un circolo virtuoso", dove tu vieni scelto anche in base al tuo profilo social. All'interno del lavoro fai promozione alla tua attività e indirettamente alla loro ecc.

Lo so cosa stai pensando, che sono tutte trovate da "marketing" quelle sui social. Non è così, sono attualmente una finestra sul mondo e purtroppo il mondo è zeppo di cose non proprio bellissime.

Una puntata sulla crescita professionale

Riascoltando la puntata mi sono accorto di aver trattato il tema più dal punto di vista della crescita professionale che personale.

Sono certo capirai, non capita spesso di parlare con chi ha ottenuto risultati simili e mi sono fatto prendere la mano.

Quindi serenamente, non hai assolutamente bisogno di diventare un esperto di comunicazione digitale per vivere meglio, a meno che tu non sia un libero professionista o un imprenditore.

Lungi da me l'idea di voler trasformare tutti in esperti di social media. Poi in questa epoca di digital detox...vabbe magari ne parliamo più avanti.

Gli espedienti psicologici nel marketing

Carlo testimonia in pieno la forza dell'applicazione delle ricerche in psicologia. Parte parlandoci di una delle leve della personasuasione più note "la reciprocità".

Quando vediamo che altre persone hanno fatto una certa azione, scelto un certo abbigliamento o parlato di specifici argomenti, anche noi tendiamo a farlo.

"Se tutti lo fanno sarà una cosa buona". Ecco cosa dice il tuo cervello quando vede una pagina che ha un molti like, tante interazioni, e la sai una cosa? Spesso è vero... ma non sempre.

E' vero che se una cosa è molto seguita di solito significa che ha delle caratteristiche che attirano l'attenzione. Poi ovviamente possiamo parlare del "valore" di quelle caratteristiche.

L'esperienza dell'utente

Per fare ciò che ha fatto Carlo sembra aver curato in modo preciso l'esperienza dell'utente. I fighi del web amano chiamarla "User experience".

Che cosa vede, che cosa può fare o non fare un utente sul tuo sito/pagina/negozio? Sono tutte domande banali che però fanno la differenza.

Purtroppo non curo molto la tua "esperienza" qui su psinel, negli anni si sono accumulate talmente tante cose che è facile perdersi.

Questo è uno dei motivi per cui restiamo ancora "un po' sconosciuti" (forse è un bene? Chissà) ma per poter costruire una ottima esperienza dell'utente sono necessarie diverse abilità psicologiche.

Mettersi nei panni degli altri

Per poter curare la user experience è necessario sapersi mettere nei panni degli utenti. Sembra un'operazione semplice ma non la è.

Perché ognuno di noi tende a vedere il mondo... a modo suo! Lo so che è banale ma troppo spesso non ci accorgiamo di questo dettaglio.

Io personalmente non sono bravo nel farlo, soprattutto perché scrivo "a ruota libera", quindi essenzialmente dal mio "pulpito".

Ok sto cercando di migliorare anche attraverso i consigli di Carlo! Nonostante lui dica "lungi da me da dare consigli ad un professinista"... può darmeli tranquillamente visti i suoi risultati!

Risultati!

Quante persone trovi online che ti dicono che "se affidi a noi il tuo account faremo faville" e poi i loro stessi account hanno 3 gatti?

La mia esperienza è zeppa di queste cose. Da anni ricevo telefonate da fantomatiche "aziende SEO" che potrebbero migliorare il mio posizionamento.

Poi quando vai a vedere i loro posizionamenti ti accorgi che hanno un decimo delle tue visite (quando va bene). Al contrario Carlo ha dei risultati sorprendenti... è uno che fa le cose invece che parlarne.

Nel futuro, molto probabilmente, ogni professionista saprà riconoscere questi dati ed i furbetti saranno a spasso.

"Eh che ci vuole a scrivere post su Facebook?"

Molte persone la pensano in questo modo ma se hai ascoltato bene l'intervista sai che Carlo impiega dalle 2 alle 5 ore per 1 post.

Ti sembra tanto? Posso assicurati che è "il giusto", anche questo post che stai leggendo ha impiegato ore di realizzazione.

Lo so che qui vedi tanto testo e pensi che fare un'immagine su una pagina sia del tutto diverso, ma non è così!

Vai tu stesso a vedere i post che fa Carlo, certo alcuni li avrà fatti anche in pochi minuti ma la maggior parte sono di grande valore.

"Genna basta pagare e ti mettono il mi piace"

Molte persone credono che basti pagare una certa piattaforma per avere più "like"...ed in parte è vero.

Ma quando uno "si compra davvero i like" non ha interazione, cioè quando posta nessuno lo "bada".

Vai a vedere cosa succede quando Carlo post, decine di migliaia di like fioccano. Inoltre si puoi pagare la piattaforma ma...

...stai pagando la visibilità e non i "like". Cioè paghi la possibilità di essere visto da più persone, ma se il contenuto fa schifo, you know 😉

La fallacia del processo

Siamo ancora davanti alla nostra "fallacia del processo": il non riuscire a vedere il processo che sta dietro i risultati.

Lo facciamo tutti ed è quasi inevitabile. Quando ho visto la pagina di Carlo non potevo lentamente immaginare si trattasse di un giovanissimo collega.

E pensavo ci fosse dietro chissà quale azienda. Ed invece c'è sicuramente tanto tanto lavoro e poi un po' di organizzazione.

Comunicare online è come farlo dal vivo, serve tanta pazienza e tanto studio dei dettagli... dettagli spesso invisibili ai profani.

Se come me sei un libero professionista...

Devi approfondire la "comunicazione digitale" perché non si tratta solo del tuo futuro professionale ma di un presente concreto.

Non ti stiamo dicendo di fare il "saltimbanco" su YouTube ma di creare valore da divulgare.

Quindi non per dire "guarda cosa faccio" ma per dire "guarda che cosa tu puoi fare"!

La divulgazione scientifica è per me fondamentale per "dare potere alle persone", per usare l'espressione di Carlo rifacendosi al motto di Hobbes "sapere è potere" (ora non questionate su Bacone;-)).

"Sapere è potere", qualcosa che sembra sempre più scontato, perché lo hai "in tasca". Hai tutto il sapere che vuoi potremmo dire.

"Genna ma ste cose di facebook mica saranno serie?"

Questa frase saltella sicuramente fra le orecchie di chi ha una certa "mentalità", una mentalità antica ma ancora presente.

Psicologia Applicata, la pagina con milioni di fan, è diventata il progetto di ricerca di Carlo, il quale l'ha trasformata in una tesi di laurea!

Lo so che si possono fare tesi un po' su tutto, ma non è così vero. Tu hai fatto una tesi in psicologia? Io si e posso assicurarti che non puoi farla proprio su tutto tutto.

Forse anche a Carlo sarà capitato di essere osteggiato per le sue scelte editoriali. Magari anche da colleghi e professori...a me è capitato.

Breve storia della psicologia digitale in Italia

Ho iniziato a scrivere Psinel nel 2007, ma ero già attivo nel 2004 con un gruppo di Yahoo ( questo ;-)) e quando i miei colleghi mi hanno beccato online sai cosa hanno fatto? Mi hanno deriso!

Poi nel 2008 già iniziavo a fare qualche seduta su Skype, anche li i colleghi mi guardavano male. Non solo, sono stato anche richiamato perché "parlavo a dell'ipnosi su interenet" (ero già psicologo).

Negli anni le cose si sono ribaltate, quelli che mi deridevano hanno iniziato a chiedermi "come si scrive un blog di psicologia?", "come si fanno le sedute via skype?", ecc.

Purtroppo chi spesso si avventura per primo in territori sconosciuti viene visto come "pazzo". Ma spesso sono proprio quei pazzi a costruire la storia, gettando ponti fra passato e presente 😉

Alla prossima
Genna


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog