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Telegramma dei 72 giorni.

Creato il 22 gennaio 2018 da Blue Amorosi

Telegramma dei 72 giorni.

Il telegramma fantasmatico della Postina.

Non aveva quel giorno, dopo 72 giorni, la Postina, così come ce l’aveva quella volta alla mano, e  disse solamente “Grazie” il poeta alla postina, che, dopo avergli passato in mano il piego,  se ne stava andando.

Dopo settandue giorni, ritornando, gli aveva recapitato solo quel piego e non  con la Postina tenuta al manico, e allora cosa avrebbe potuto dirle? E quella che, porgendogli il plico, lieve stava in un attimo in una bolla di attesa guardandolo quasi in sospiro, e il poeta niente, nemmeno a guardarla a sbuffo di sfuggita, intento a decodificare la provenienza e la natura del plico. La postina forse gli stava mugugnando: “Dovresti prima pesarla la Postina a mano, o a due mani, dopo 72 giorni, altro che soppesare il piego, coglione, o quantomeno: toccami la mano, deficiente perplesso!”

In effetti, il poeta stava pensando al corollario 6: “La postina, dopo un certo tempo, pare che si nasconda e lo faccia apposta per non portargli la posta. Tra posta e lettere, il poeta in questo lasso di tempo non sa più dove imbucare, anche perché, si dice pensieroso, ma non è che ci sia tanta corrispondenza.”(1) E difatti di corrispondenza non ce n’era proprio, ed ecco perché era arrivata senza la Postina a tracolla, che uno a vederla, ad occhio:” Se la prendo e la soppeso quella è una Postina di 56 chili; se la tengo in braccio io faccio l’Ercole, camminando come se dovessi andare a recapitare la posta, e quella che ha un pondus 38, fossero pollici, davvero? Dovrò guardarla meglio.”

La postina, invece, di suo,le stava frullando in testa quel corollario 8: “Perché non vieni un sabato a mangiare da me, così ci chiudiamo in cucina e vedrai che anch’io prenderò alla lettera tutto ciò che mi farai entrare dall’orecchio, come dice Lacan.”(2) Solo che non sapeva chi cazzo fosse ‘sto Lacan e allora come avrebbe potuto dirglielo, dopo 72 giorni e piuttosto come si fa a dimenticare ognuno le astrazioni dell’altro? Semmai  avrebbe voluto trattenerlo o rinserrare addirittura quello che lui chiama il (-phi) e quantomeno sfiorarglielo a fior di muso, non certo il (-phi) che lei non sa nemmeno leggerlo ma più sostanzialmente quello che, quando lo pensa,e quante volte l’ha fatto in questi 72 giorni, lo chiama, come lo chiamano i quadarari, “nu ‘mbrugliu e minzi”, un chilo e mezzo e quindi altro che libbra di Lacan per l’oggetto “a”, son quasi quattro le libbre che gli soppesa e se le gode quando lo pensa, pensa, stronzo perplesso, quanto fa un chilo e mezzo per 72, ammesso che quella troia abbia tenuto la media, visto il tempo libero, di un chilo e mezzo al giorno!

In alternativa, avrebbe voluto compiere un gesto in qualche modo illecito, quello a cui lei pensa sempre nel suo piacere singolare: avvicinare la mano al (-phi) e soppesarlo, o rinserrarlo, ma come farlo, lì un gesto illecito a cosa sarebbe servito se non c’era la possibilità di farsi fare la consegna a shummulo tra il mare e la ferrovia?

Comunque, gli fece arrivare un telegramma fantasmatico: la sua semplice moltiplicazione: 72 x 1,5=108 chili di (-phi), per una postina di 56 chili, farebbe 6048 chili di carne, di tergo e di cazzo?

Pensate che il poeta perplesso lo abbia ricevuto?

by V.S. Gaudio

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