Tema: Raia

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No. Non si dorme stasera. E non perché c’è aria di mobilitazione generale. Domani si parte. Io non ci vado, se lo possono sognare. Io sto pensando a Raia. Cavolo mi bruciano gli occhi, lo so che quando piango la mattina dopo ho i trolley sotto gli occhi. Io che non piango mai davanti a un film per colpa di quella stronzetta che mi va a scartare un film “cult” sto inzuppando tutto il cuscino. Io non parto. Se lo possono scordare che metto il mio culo sul camper e mi assuppo duemila chilometri per andare in un posto dove uccidono le ragazzine. Mia madre, ancora la sento che dice alla sua amica: “Quest’anno si va in Croazia, che posti meravigliosi, un mare che non te lo immagini neanche, si andiamo tutti con il camper si risparmia e non ti perdi nulla dei paesaggi”. Io li odio queste vacanze superfamiliari, intruppati dentro a quella scatola di metallo. A me mi fa pensare agli zingari, ai gabinetti porcherosi nei camping, e agli insetti infernali.Quella filosofa della ragazza di mio fratello detto anche lo smidollato, che a lui tra parentesi non gliene frega una mazza delle scelte colte della sua ganza, mette sto film e io là ipnotizzata neanche si trattasse di un film sui succhiasangue.Aspè che giro il cuscino. Si ora la smetto, un attimo mica è facile non pensare a quella ragazzina che aveva quindici anni, come me e che è finita stecchita con un colpo in testa. Io fino all’ultimo ho pensato. No, non l’ammazza, e invece l’ha fatto un colpo in testa i capelli sono volati in alto e io sono volata in quello stanzone insieme con le altre dentro al film. Vicino al catino: Lì ci si lava, là si piscia. Ero anch’io una schiava venduta per denaro a uomini sporchi, bavosi. Ero carne fresca da macellare. Mi sono rannicchiata sul divano, ecco ero tornata a casa io. Raia invece no. No, non mi sembra così bella la Croazia, hanno facce dure, voci stronze, si come quella della Bellucci che in questo film fa quello che le riesce meglio: la stronza, per farlo non devi per forza saper recitare. La filosofa ha esordito con una parola “difficile”. Guarda amò le trattano come bestie in un serraglio. Serraglio. Ho cercato la parola con il mio mega cellulare. Col cavolo che ti do la soddisfazione di chiedere che cosa vuol dire! Serraglio accolta di animali, per lo più feroci o comunque rari e non domestici, fatta principalmente allo scopo di attirare la curiosità e di promuovere il divertimento delle masse. Noi ragazze siamo animali rari. E io adesso mi sento anche feroce. Dove sono i fazzolettini? Ah eccoli. Quando la smetterà mia madre di comprare questa merda profumata. Mi fanno vomitare. Sto per vomitare. Penso a Raia stuprata dinanzi alle sue compagne di tortura. Si adesso vomito mentre penso agli inganni, alle madri disperate e a quei cani che si contendono carne giovane e la dilaniano, tanto ce ne è per tutti, ce ne è tanta. Io non ci vado in Croazia. Non mi divertirei.Adele Mussonell'immagine un disegno dell'autrice

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