Magazine Diario personale

Temporale in tempo reale.

Creato il 03 luglio 2019 da Larablogger @laratorres83

A molti di noi fanno ancora paura. Da adulti ancora di più che da bambini.

Che da piccoli bastava quella coperta ben rimboccata dalle mani di tua madre (che solo lei sa rimboccare le coperte così mentre tu da anni combatti con le dimensioni mai opportune delle lenzuola dell’Ikea), e una filastrocca scacciapensieri con la promessa, di cui non avresti mai dubitato, che presto tutto sarebbe finito.

Da adulti ci ritroviamo a fissare la pioggia attraverso i vetri appannati, scorgendo se sia grandine per immortalarla su instagram invocando con gli hashtag Greta e il cambiamento climatico. E se non grandinerà spererai nell’arcobaleno, che #Raimbow con tanto di frase motivazionale spacca di brutto.

Una pausa forzata dalla routine, il blackout della tua stessa energia, che ci metti un attimo a passare dal Brain Storming al Rain Storming, l’imprecazione per l’aperitivo saltato che magari con la tipa beccata su Tinder era la volta buona. Il temporale non fa sorridere perché quel bagliore non è il flash di uno smartphone ma un lampo, anteprima di un tuono talmente forte che ti pare più un ammonimento divino alla tua cattiva condotta.

Il temporale è un reset, una pausa forzata dalla routine, che congela il tuo ultimo pensiero prima del successivo e ti inchioda a qualche riflessione sul futuro dell’umanità inanellandone a sua volta altre sull’irregolarità delle stagioni, che si stava meglio… quando eravamo bambini a festeggiarlo con la nonna e i suoi panzerotti (in Puglia).

Il temporale è una macchina del tempo che manda in tilt il tuo tempo-reale, riavvolge il nastro delle tue sensazioni, ti riconcilia ad ataviche emozioni, ti fa rimpiangere la vita solitaria di cui ti fregi, ti fa desiderare di poter tornare indietro ripristinando tutto con un sol balzo, spazio-temporale.

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