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Tennis: Andrei Golubev ed il tennis che cambia

Creato il 28 aprile 2016 da Sportduepuntozero

Nel 2010 Andrei Golubev, giocatore russo che da diverse stagioni veste in Coppa Davis i colori del Kazakistan e da quando aveva 15 anni ha instaurato con l’Italia un rapporto di vita e professionale che lo ha inscindibilmente legato con il Bel Paese ed in particolare Bra, sua città adottiva, era salito sulla poltrona mondiale numero 33. Molti lo vedevano proiettato ancora più in alto ma qualcosa non ha funzionato a dovere e Andrei è sceso in classifica, pur rimanendo sempre nei primi 200 giocatori del ranking mondiale. In questo 2016 è tornato a ruggire, con una vittoria a livello Challenger ed una finale nello stesso circuito. Come spiega questo inizio di stagione così importante?: “Una buona preparazione – ha sottolineato il campione dell’est – ed un buon feeling con il tennis giocato. Sono tornato ad allenarmi stabilmente a Bra, sotto le cure del coach Massimo Puci e condivido con Matteo Donati, giocatore italiano emergente, molte avventure internazionali. Anche questo aiuta a vivere in modo diverso il circuito mondiale, per alcuni aspetti esaltante, per altri ingombrante”.

Vincere aumenta anche la convinzione nei propri mezzi contribuendo a generare un moto virtuoso che è fondamentale per risalire in graduatoria. Dove pensa di arrivare Andrei Golubev in questo 2016?: “L’obiettivo è rientrare nei 100 Atp ma soprattutto riuscire ad esprimere in modo costante il tennis di cui dispongo. La concorrenza è aumentata ed occorre gestirsi meglio rispetto al passato, sia nella programmazione dei tornei che durante le settimane di gara”. Un tennis, il vostro professionistico, in continua evoluzione: “Negli ultimi anni – prosegue Andrei – è diventato sempre più fisico. La preparazione è fondamentale, così come tutti gli aspetti che fanno di un giocatore un vero professionista, vedi per esempio l’alimentazione. Non si può lasciare nulla al caso e la differenza, in molti casi, la fanno i dettagli. Avere un buon braccio o colpi dall’alto potenziale non è più sufficiente. Bisogna predisporsi sempre alla lotta di campo e per farlo occorre avere tutti i mezzi di cui si dispone al massimo della rispettiva efficienza”.

Due considerazioni sull’Atp Challenger Torino, al Monviso Sporting Club di Grugliasco. L’ha colpita lo scenario nel quale si svolge?: “Non venivo in questo circolo da tanto tempo – ha ricordato Andrei Golubev – e sono rimasto molto impressionato dai cambiamenti strutturali che sono avvenuti. Il Palatennis, la piscina esterna, il Campo Stadio con tre terreni di gioco affiancati. E’ stata una bella idea allestire una sezione del centro esclusivamente per il torneo, creando una sorta di villaggio nel villaggio. E’ più distinguibile da noi giocatori ma anche dagli appassionati che possono così seguire le vicende della rassegna con maggior ordine. Il coinvolgimento di tutte le persone che lavorano per il torneo, dai raccattapalle ai drivers, dai volontari ai giudici di linea mi sembra molto e faccio i complimenti agli organizzatori perché in due sole edizioni non è facile riuscire a raggiungere questo livello”.

La stagione sta ormai entrando nel vivo, soprattutto quella su terra rossa, superficie sulla quale Andrei ha toccato gli apici di carriera, vedi il successo nell’Atp 500 di Amburgo. Il 2016 potrebbe rappresentare a tutti gli effetti la rinascita per questo giocatore di non facile gestione ma dal talento sommo e da tutti riconosciuto. Torino una tappa di passaggio, l’approdo è ancora tutto da scoprire. Con Andrei le sorprese, nel bene e nel male, sono sempre dietro l’angolo.

La foto è di Sergio Errigo


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