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Terminata ieri la visita di al Sisi in Francia con ottimi accordi di di cooperazione per il Paese egiziano

Creato il 27 ottobre 2017 da Marianna06

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 E’ giunta al termine al visita in Francia del presidente egiziano, Abdel Fatah al Sisi, iniziata lo scorso lo scorso 23 ottobre e che ha visto colloqui con l’omologo Emmanuel Macron, esponenti del governo di Parigi, rappresentanti dell’imprenditoria francese e la firma di 17 accordi di cooperazione in vari settori dall’energia alla collaborazione tra università. Questa mattina Al Sisi e la sua delegazione hanno incontrato il ministro dell’Interno, Gérard Collomb, il presidente dell’Assemblea nazionale francese (Camera bassa del parlamento) Francois de Rugy, e il presidente del Senato, Gerard Larcher. Durante il colloquio con de Rugy, Al Sisi ha informato il ministro della situazione economica e politica dell’Egitto, confermando la volontà di costruire “uno stato moderno e democratico fondato sulla sovranità giuridica e ancora ai valori della cittadinanza, tolleranza e la separazione dei poteri". Il presidente egiziano ha dichiarato la volontà di rafforzare nel tempo il ruolo della Camera dei rappresentanti egiziana per sviluppare il processo democratico. Secondo quanto riferisce un comunicato stampa della presidenza egiziana, durante l’incontro Al Sisi e de Rugy hanno anche affrontato i principali dossier regionali, con particolare attenzione ai conflitti in Libia, Iraq e Siria. Argomenti analoghi sono stati al centro dell’incontro tra Al Sisi e Larcher, il quale ha invitato il presidente della Camera dei rappresentanti egiziana, Ali Abdel Al, a visitare quanto prima la Francia.
La visita del presidente egiziano in Francia, la prima dall’elezione a capo dello Stato di Macron, conferma gli stretti legami tra Parigi e il paese nord africano, sempre più influente nella regione e proiettato a divenire nei prossimi anni una importante potenza energetica nel Mediterraneo. Nella conferenza stampa congiunta con Al Sisi, il presidente Macron ha ribadito la "determinazione della Francia nel sostenere le riforme economiche" intraprese dal governo del Cairo, aggiungendo che "la stabilità passa per uno sviluppo economico durevole". In questo quadro, il presidente francese ha evocato la volontà di accompagnare il paese nello sviluppo di diversi settori, come quello dei trasporti e delle energie rinnovabili. In merito al tema della sicurezza, Macron ha sottolineato che quella contro il terrorismo è "una lotta comune" che vede una "stretta cooperazione" tra Parigi e Il Cairo. "La Francia è al fianco dell'Egitto perché la sicurezza di questo paese amico è anche la nostra sicurezza" ha aggiunto il presidente francese. Per far fronte alla minaccia terroristica, Macron ha parlato anche di un "impegno di coscienze" che deve vedere impegnata in prima linea la società civile e il tessuto associativo.
Sul tavolo dei colloqui tra i due leader anche le crisi regionali. "Sulla Libia ho ribadito al presidente Al Sisi l'auspicio di poter accompagnare la road map delle Nazioni Unite e il lavoro del rappresentante speciale Onu, Ghassan Salamé", ha dichiarato Macron. Il presidente francese ha poi ritenuto necessario avanzare nel processo di transizione politica in Siria, con una "soluzione politica inclusiva" che permetta a paese di "mantenere la pace" rispettando tutte e "minoranze" presenti nel paese.
Nel suo discorso durante la conferenza stampa, Al Sisi ha posto l'accento sul bisogno di "stabilità" e "sicurezza". Il presidente egiziano ha accolto con favore lo sviluppo e lo sviluppo bilaterali in vari settori, sottolineando l'importanza di promuovere la cooperazione per raggiungere gli interessi comuni dei due paesi “amici”. Al Sisi ha inoltre posto particolare attenzione all'importanza di continuare il coordinamento e le consultazioni tra il governo del Cairo e di Parigi per affrontare le sfide comuni, in particolare la minaccia di terrorismo che minaccia la sicurezza del mondo intero. Rispondendo a una domanda sulle presunte violazioni dei diritti umani in Egitto e sul caso di Giulio Regeni, Al Sisi ha affermato che il suo paese "non accetterà nessuna forma di pratica violenta" e che i servizi segreti egiziani non "praticano la tortura".
"Sono responsabile di 100 milioni di persone in una regione in cui l'estremismo l'ha quasi trasformata in un luogo per esportare il terrorismo nel mondo intero" ha poi aggiunto. Al Sisi ha ricordato l’attenzione del suo paese per i diritti umani e l’impegno per la creazione di uno Stato civile e democratico, indicando la volontà politica di conseguire questo obiettivo. Sulle attività delle organizzazioni della società civile in Egitto, Al Sisi ha fatto notare che oltre 40 mila organizzazioni lavorano in Egitto in modo sicuro e forniscono servizi alla società e contribuiscono al processo di sviluppo.
Dal canto suo, Macron ha dichiarato di non volere "dare lezioni" all'Egitto nel campo dei diritti umani. "Sono cosciente del contesto securitario. Il presidente Sisi ha una sfida: la stabilità del suo paese, la lotta contro i movimenti terroristici, contro un fondamentalismo religioso violento" ha affermato il presidente francese, dichiarando che la "Francia difende i diritti dell'uomo come diritti universali". Secondo fonti vicine all'Eliseo, nel corso dell'incontro sono stati evocati una quindicina di casi riguardanti militanti egiziani imprigionati, senza però trattare il caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso al Cairo tra gennaio e febbraio 2016.
Tra gli accordi firmati durante la visita figura un nuovo contratto tra Egitto e la francese Naval Group per acquistare componenti navali per l'ammodernamento della flotta egiziana. "In base al nuovo contratto, l'Egitto diventa il secondo maggiore cliente di Naval Group", ha detto Al Sisi dopo aver siglato l'accordo con il presidente di Naval Group, Hervé Guillou. Per quanto riguarda le intese sottoscritte a livello governativo durante l’incontro tra Macron e Al Sisi l'Agenzia di sviluppo francese (Afd) e il governo egiziano hanno firmato accordi per un prestito a sostegno del settore energetico egiziano e per il finanziamento dell'estensione dell'impianto di trattamento delle acque reflue di Alessandria. Un altro accordo riguarda invece l’istituzione di una programma di assistenza tecnica per il ministero dell’Energia egiziano finanziato dalla Afd. Sempre nel campo energetico figurano gli accordi per la costruzione di due centrali solari da 50 megawatt nell’area di Benban, tra la francese Edf e il gruppo Elsewedy, la realizzazione da parte di Eren di un impianto solare da 25 megawatt sempre nel sito di Benban, e la costruzione di due impianti fotovoltaici da 50 megawatt sempre da parte di Eren.
Ieri il ministro del Commercio e dell’Industria, Tarek Qabil e il viceministro del Tesoro francese, Thomas Cor, hanno firmato un accordo di cooperazione per promuovere e sviluppare l’imprenditoria in particolare la creazione di nuove aziende dirette da giovani. "Questo accordo mira a promuovere la cooperazione bilaterale nel settore delle Piccole e medie imprese (Pmi) e dell'imprenditorialità", ha dichiarato Qabil in una nota. "L’accordo ha l’obiettivo di offrire opportunità ai giovani fornendo loro la possibilità di costruire i loro progetti che contribuirebbero a creare più opportunità di lavoro", ha aggiunto il ministro. Qabil ha confermato l’interesse dell’Egitto per la grande esperienza francese nel settore delle Pmi. Nell'ambito dell'accordo la Francia fornirà l'assistenza tecnica per costruire progetti in conformità agli standard e alle esigenze sanitarie e di sicurezza internazionali. La parte francese prenderà inoltre in considerazione anche la concessione al governo egiziano di un prestito per finanziare l'acquisto di 500 veicoli per sostenere l’avvio delle realtà imprenditoriali dei giovani. (Fonte Agenzia Nova)

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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