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Test Match: Russell, “passare al Racing 92 mi ha aiutato nella mia crescita”

Creato il 16 novembre 2018 da Soloteo1980 @soloteo1980

Oriam (Edimburgo) - " Andare al Racing 92, dal punto di vista della mia crescita professionale, è stato davvero positivo perché mi ha messo nelle condizioni di dovermi mettere in gioco. Come apertura, ho dovuto prendere più controllo del mio gioco e mi son dovuto forzare a prendere delle decisioni. Ogni volta che ho cambiato qualcosa per me è sempre stato positivo, mi ha sempre reso un giocatore migliore quindi anche andare in Francia, dove ho dovuto imparare uno stile di gioco leggermente diverso da quello cui ero abituato e mi son dovuto adattare a diverse situazioni mi ha migliorato."

Finn Russell, apertura della Scozia, parla alla stampa scozzese per la prima volta dopo il suo passaggio, nell'estate scorsa, al Racing 92, uno dei più grandi club d'Europa. Finn ha lasciato la sua comfort zone ai Glasgow Warriors per passare a Parigi, a giocare in TOP14 mettendosi in gioco sia dal punto di vista professionale, sia personale: " A Glasgow vivevo una vita tranquilla e quasi col pilota automatico, e stavo cercando nuove sfide. Non sapevo davvero cosa aspettarmi, dopo che ho accettato la proposta di muovermi a Parigi, anche considerando che non parlo francese; al Racing lavoriamo molto e quando torno a casa non ho molto tempo libero."

"Ma la cultura al club è davvero ottima, mi ricorda molto da vicino quella che c'è a Glasgow. Per me è stato davvero facile ambientarmi al club, ci sono molti ragazzi che parlano inglese e questo mi ha aiutato. Sto cercando di imparare francese, frequento due classi alla settimana ma nel frattempo poter comunicare in inglese mi ha aiutato parecchio a concentrarmi soprattutto sul mio rugby."

Sabato l'apertura, che settimana scorsa contro le Fiji ha ha giocato la prima partita stagionale con la Scozia, dopo aver saltato la gara di Cardiff perch fuori dalla finestra internazionale, sarà chiamato ad alzare il livello delle sue giocate ulteriormente perchè contro gli Springboks servirà davvero la miglior Scozia per cercare di tenere inviolata la Highland Cathedral.

"Il Sud Africa è una squadra molto fisica ma sono anche molto pericolosi nei contrattacchi (hanno marcato molte mete in queste circostanze); dovremo trovare un equilibrio e cercare di giocare anche per il territorio. In questo ci aiuterà avere Peter Horne come numero 12 perchè con il suo piede sinistro ci offre alternative importanti quando siamo sotto pressione, così come Stuart Hogg con il suo calcio lungo. Avremo sicuramente momenti in cui cercheremo di attaccarli e quando lo faremo dovremo essere concentrati e decisi, così come dovremo essere capaci di essere ordinati in difesa quando loro ci attaccheranno."

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