Testimoni dell’oblio all’Istituto Cervantes di Madrid

Creato il 18 aprile 2011 da Witzbalinka

Passeggiare per la strada di Alcalá è passeggiare per il cuore di Madrid. Chiunque visiti la città ha quasi il dovere di transitare per questa strada e lasciarsi meravigliare da una delle più belle, evocatrici ed emblematiche vie, la più lunga ed una delle più antiche di Madrid che nasce nella Porta del Sole.

Negli anni 40, era tradizione che tutto quello che si visitava a Madrid si fotografasse in questa strada, simbolo dell’ essere arrivato alla capitale. E perfino oggi, non è raro lasciarsi ritrarre in questo favoloso ambiente. Per i madrilegni, ed altri spagnoli, è un simbolo di quei film degli anni 60, dove si vedevano quelle automobili, Seat 600, soprattutto, girare attorno alla Porta di Alcalá. Quelli che la visitano per volta prima, non solo si sorprendono per la bellezza dei suoi edifici e monumenti, la Cibele, l’edificio di Poste, il Palazzo di Linares – oggi trasformato nella Casa d’America – la Porta di Alcalà, etc., ma anche per il suo accurato ambiente, circondato da alberi e fiori.

Nel numero 49 di questa strada, all’altezza della metro Banca della Spagna, troviamo la sede centrale dell’Istituto Cervantes. Questa istituzione pubblica venne creata nel 1991 per incentivare la promozione e l’insegnamento della lingua spagnola e per la diffusione della cultura spagnola ed ispano-americana. Oltre alla sua altra sede in Alcalá di Henares (Madrid), luogo di nascita dello scrittore Miguel di Cervantes, esistono centri dell’Istituto nei cinque continenti.

Tra i suoi obiettivi c’è quello di realizzare attività di diffusione culturale in collaborazione con altri organismi spagnoli, come nel caso della collaborazione dell’Istituto Cervantes, Medici senza Frontiere ed il diario “Il Paese” nell’esposizione fotografica “Testimoni della oblio”. In essa si raccoglie la testimonianza di otto grandi scrittori in lingua spagnola su distinti conflitti nel mondo che sono stati captati dallo sguardo del fotografo Juan Carlos Tomasi.

Da ottobre del 2008 fino a maggio del 2010, Mario Vargas Llosa, Sergio Ramírez, Laura Restrepo, Juan José Millás, John Carlin, Laura Esquivel, Manuel Vicent e Leila Guerriero si mossero in alcuni degli Stati del pianeta con maggiori problemi, come il Congo, Haiti, Yemen, Kashmir (India), Bangladesh e Malesia, Guatemala, Colombia e Zimbabue, per denunciare, con la loro testimonianza, gli orrori dell’umanità.

Scritti dal terreno, questi reportage pretendono di ritrarre la miseria che vivono giorno dopo giorno milioni di esseri umani, in paesi dove la vita non vale niente, dove le violazioni, le malattie, i sequestri e sparizioni sono all’ordine del giorno. E con un chiaro obiettivo:  che il resto del mondo non si dimentichi di quello che succede in quei posti. Solo tenendo presente le atrocità che hanno luogo in lungo e in largo del pianeta, saremo capaci, qualche giorno, di porne fine.

Rocío Dew

L’esposizione “Testimonianze dell’oblio” si potrà visitare fino al 15 di Maggio. Poi, viaggerete secondo un itinerario in altre città del mondo come Pechino, Parigi o Londra. Se affittate alloggi Madrid avrete l’occasione di essere i primi a poterla visitare.

Contattami 

Tradotto da: Vanessa
Contattami


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :