Gli artisti della compagnia “Bagnati di Luna” (Pietro Russo, Salvo D’Amico, Irene D’Amico, Giuseppe Caccamese, Emily Reitano, Valeria Sciuto, Emanuela De Pieri, Enzo Malerba, Luca D’Angelo, Marco Cinque, Daniela Teriaca), insieme agli attori del Teatro Nèon (Giuseppe Calcagno, Manuela Partanni, Stefania Licciardello, Stefania Di Prima), hanno ballato, cantato, recitato e suonato. Lo spettacolo sviluppato in due tempi, consta dell’unione di pezzi di recital messi in scena lungo questi anni, si inizia con un brano dell’Antigone; i colori vivi della terra nei vestiti e nel telone rosso che gli interpreti agitano su tutto il palco, i balli rappresentanti lotte, le musiche incalzanti portano lo spettatore in una dimensione quasi onirica che rimane immutata durante tutta la recita. I commedianti conducono il pubblico attraverso un viaggio nella leggerezza dell’anima, attraverso il significato della natura umana. Dall’antica Grecia si vola così dentro l’essenza del mondo down, gli attori con la loro bravura coinvolgono la sala, tra canzoni, siparietti divertenti, balli, esprimono tutta la competenza e l’esperienza che hanno acquisito lungo il loro percorso artistico. Le atmosfere calde create dal gioco di colori e di luci rendono piacevole e ospitale lo spazio scenico tanto da inglobare il pubblico, distruggendo quella linea di separazione che si crea tra palco e platea ma creando un unico luogo di incontro, di scambio, dove non esistono emarginazioni e dove l’azione-spettacolo produce un costante flusso di buon umore. La rappresentazione si conclude con un volo su delle ali bianche, un omaggio ad Angelo d’Arrigo alla sua straordinaria vita, alle sue aquile, a quella natura che caratterizzava e abitava nel suo animo. Un momento magico di Teatro Poesia, dove gli interpreti in scena, muovendo queste ali lunghe a tempo di musica sembrano volare come uccelli, un’immagine eterea è quella che ci viene regalata, che lascia tutti con il naso all’insù e con un delicato sorriso sulle labbra. Le musiche, tutte dal vivo, suonate dal trio jazz composto da Carlo Cattano (fiati), Pier Giorgio Monaco (tastiere), Alessandro Borgia (percussioni), hanno accompagnato gli attori nelle loro interpretazioni. Quindi chi sono i down? Sono uomini e donne coraggiosi, hanno gli occhi a forma di castagna e non sono diversi ma speciali, solo che la loro unicità non è nella loro fisicità, ma nel loro animo, nella loro natura che li fa essere spontanei e limpidi, caratteristiche del tutto assenti nella maggior parte delle persone.
Per le due immagini inserite in questo articolo si ringrazia l’Associazione Culturale Nèon
(1) Foto di Melania Strazzeri
(2) Foto di Jessica Hauf – Montaggio di Giuseppe D’Alia e Dario Spoto