The Amboy Dukes - Journey to the center of the mind

Creato il 12 ottobre 2015 da Tonypop

Mainstream Record -S6112 -?/68
  1. Mississippi Murderer
  2. Surrender To Your Kings
  3. Flight Of The Byrd
  4. Scottish Tea
  5. Dr. Slingshot
  6. Journey To The Center Of The Mind
  7. Ivory Castles
  8. Why Is A Carrot More Orange Than An Orange
  9. Missionary Mary
  10. Death Is Life
  11. Saint Philips Friend
  12. I'll Prove I'm Right
  13. Conclusion

Ted Nugent, è uno dei personaggi più controversi del mondo del Rock; nel corso degli anni ha assunto posizioni politiche dichiaratamente di destra (appoggio incondizionato al partito repubblicano, liberalizzazione delle armi, della caccia e contrario all’ uso di droghe), ma l’inizio della sua carriera – che durante i seventies e gli eighties ha avuto anche ottimi successi commerciali con il suo hard rock proto metal -  ha militato negli Amboy Dukes autori di un inno psychedelico come  “Journey to the center of my mind”, che molti è unn vero e proprio inno "Lisergico".
Nugent anni dopo disse che il viaggio all’ interno della mente non era riferito ai "trip" fatti l'aiuto di sostanze esterne, ma per un accanito proibizionista essere il co- autore di un brano che parla di viaggi all’ interno della mente, è quantomeno un fatto curioso.
Gli Amboy Dukes sono stati alla fine degli anni sessanta una delle migliori band di psychedelia hard americana, il loro sound  beat, pysch- hard, blues (caratterizzato dal virtuosismo alla chitarra di Ted Nugent) è uno dei migliori esempi del genere.
La band in realtà si basava su due personaggi completamente in contrasto tra loro : il destrorso e contrario all’ uso di marjuana e droghe Nugent e il più hippie ed aperto alle "sperimentazioni" Steve Farmer, altro chitarrista.
La contrapposizione  tra Nugent e Farmer fece sì che gli Amboy Dukes produssero una serie di Lp notevoli  con “Journey to the center of the mind” loro lavoro migliore e uno dei dischi di punta della Psychdelia hard americana e non, soprattutto grazie al singolo che dà il titolo al Lp.
La band si forma dalle ceneri dei Lourds gruppo giovanile di Nugent, che già all’ epoca si faceva notare per gli eccessi sul palco e per il virtuosismo; dopo aver aperto un live per Supremes e Beau Brummels il gruppo  si scioglie causa trasferimento a Chicago di Nugent.
Nugent fonda nel 1967 gli Amboy Dukes con l’ex Lourds John Drake alla voce, Dave Palmer alla batteria, Bill Withe basso e Rick Lober organo e piano.
Firmano per la Mainstream, all’epoca alla ricerca di nuove band come gli Amboy Dukes e i Big Brothers di Janis Joplin, ed esordiscono nel 1967 con l’omonimo lp “Amboy Dukes”
Il disco contiene brani originali e cover tra cui la famosa versione (presente sul primo Nuggets) di “Baby Please don’t go” dove il lavoro di Nugent trasforma il brano in un epica cavalcata hard.
Un piccolo ritocco alla line up (con Greg Arama al basso e Andy Salomon al piano ed organo) e nel 1968 pubblicano il loro disco migliore “Journey to the center of the mind”, ottimo esempio di psycheelia hard.
Il singolo omonimo diventa anche una hit raggiungendo la posizione numero 16 delle classifiche.
Il disco contiene brani scritti da Nugent e Farmer insieme,  dal solo Nugent e dal solo Farmer,ed ovviamente è abbastanza variegato.
La prima facciata (quasi tutta di Nugent) è puro blues hard psychedelico, ed è nettamente superiore al lato B (eccetto il singolo “Journey to the center of the mind”) che è abbastanza sotto tono. Il lato A e la title track fanno si che il disco sia uno dei capisaldi della psychedelia hard.
Si parte con “Mississippi Murder” hard blues potente e bellissimo, sulla stessa scia troviamo  “Flight of the byrds”.
“Surrender to your king” è un beat hard di fine sixties, mentre “Scottish Tea” è uno strumentale dove il virtuosimo di Nugent viene fuori alla grande, anzi in realtà tutto il lato A è caratterizzato dalla chitarra di Ted Nugent .
La B side si apre con “Journey to the Center of the mind” classico inno psychedelico : testo psych, stacchi blues ed hard , ritmico, veloce e melodico, insomma un gioiellino  ed un classico del garage psychedelico.
                                               Amboy Dukes -"Journey to the  center of the mind"
                                         
Il brano vale da solo tutto l' lp che purtroppo, come detto, sul lato B perde abbastanza di mordente, la successiva "Ivory Castles" è buon beat con un tempo "marziale", il quasi non sense "Why carrot are more orange than an orange" e il blues quasi prog di "I'm Prove I'm right" sono i brani degni di nota, il resto della facciata non è di ottima fattura.
Il disco lanciò la band che grazie all' attività live ed al successo di "Journey to the center of the mind" si costruì un buon nome . L'anno successivo il gruppo pubblicò, sempre per la Mainstream, l' lp "Migrations" per poi diventare con diverse modifiche in organico (John Drake venne sostituito da Rusty Day)  Amboy Dukes featuring Ted Nugent con cui pubblicarono per la Polydor "Marriage on the rock-rock bottom".
Con la denominazione Ted Nugent and the Amboy Dukes  pubblicarono dischi fino al 1974.
Dopo un anno sabbatico Nugent iniziò la sua carriera solista ricca di successi e soddisfazioni.
"Journey to the center of the mind",  rivista anche dai mitici Ramones nel lp “Acid Eaters", è uno dei migliori brani psychedelici dei sixties.
Quotazioni  : la versione Stereo raggiunge quotazioni medie di circa 40 dollari, molto più rara la versione UK su London.

Foto della label della mia copia in vinile S6112, etichetta azzura utilizzata dalla Mainstream dal 1965 fino ai primi settanta



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