Magazine Cinema

The Butler, un maggiordomo che viaggia nella storia

Creato il 01 gennaio 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

The Butler, un maggiordomo che viaggia nella storia

1 gennaio 2014 • Recensioni Film, Vetrina Cinema •

Il giudizio di Rosa Maiuccaro

Summary:

The Butler: un maggiordomo che viaggia nella storia

Se vi state chiedendo quali titoli si batteranno per gli Oscar il prossimo febbraio, state certi che sentirete presto parlare di The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca. A partire da un cast stellare e dalla tematica scottante, si tratta di un film che ha tutte le componenti per puntare molto in alto. Forest Whitaker è il capitano di una squadra formata da nomi del calibro di John Cusack, Robin Williams, Oprah Winfrey, Mariah Carey, Jane Fonda, Melissa Leo, Lenny Kravitz, Vanessa Redgrave, Terence Howard e decine di attori minori che contribuiscono a rendere The Butler un film imperdibile. Riconoscerete inoltre nei panni del protagonista bambino il grazioso interprete keniota di Un altro mondo di Silvio Muccino, il piccolo Michael Rainey. La pellicola ripercorre circa sessant’ anni di storia ed è incentrata su Eugene Allen, un maggiordomo nero di umili origini che lavorò alla Casa Bianca dal 1957 al 1986. Allen fu perciò testimone della vita privata e delle vicende politiche di ben 7 presidenti degli Stati Uniti d’America, da Harry Truman fino all’insediamento di Barack Obama.

Forest Whitaker (Premio Oscar per L’ultimo re di Scozia) e Oprah Winfrey (Nomination agli Oscar e al Golden Globe per Il colore viola) sono in forma smagliante ed interpretano in maniera superba Cecil Gaines (questo il nome del maggiordomo nel film) e sua moglie Gloria. La Winfrey, in particolare si conferma una vera star, regina del piccolo e del grande schermo con la sua presenza poderosa e vibrante. La vita di Cecil viene raccontata ripercorrendo gli eventi ed i cambiamenti delle scena socio-politica americana: dagli anni della schiavitù a quelli del segregazionismo, dall’assassinio di John F. Kennedy e di Martin Luther King, ai movimenti dei Freedom Riders e delle Black Panther, dalla Guerra in Vietnam allo scandalo del Watergate, fino ad arrivare all’elezione di Barack Obama.

Nonostante una regia fondamentalmente convenzionale, la vera novità del film risiede nello sguardo nei confronti della storia attraverso le vicissitudini di una famiglia. Più di tutto colpisce il conflitto tra la personalità di Cecil e quella di suo figlio Louis e i due diversi modi di interpretare e di affrontare l’odio razziale. Così da un lato vi è un uomo a cui la vita ha insegnato a “servire” l’uomo bianco, senza mai avanzare pretese, stando “al suo posto” e compiendo così “il suo dovere”; dall’altro vi è un giovane animato dalla voglia di combattere un sistema ingiusto e violento al quale non si può opporre soltanto l’arma del dialogo. Louis e Cecil sono due facce della stessa medaglia, lo capiranno dopo tanti anni, come aveva sostenuto il profetico Malcolm X: “Sono convinto che in fine avverrà uno scontro fra gli oppressi e coloro che opprimono. Sono convinto che ci sarà uno scontro fra quelli che vogliono la libertà, la giustizia e l’eguaglianza per tutti e quelli che vogliono continuare con il sistema dello sfruttamento. Credo che ci sarà quel tipo di scontro, ma non credo che sarà basato sul colore della pelle.”

Lo scontro tra Cecil ed il figlio Louis - The Butler

Lo scontro tra Cecil ed il figlio Louis – The Butler

The Butler è un film profondamente commuovente, capace di smuovere le coscienze più abiette e di impartire una lezione di storia ai più giovani. Lee Daniels aveva precedentemente diretto Precious nel 2009, che gli era valso sei candidature agli Oscar 2010 ed il controverso The Paperboy, che non ha ancora trovato distribuzione in Italia a causa del suo contenuto esplicitamente erotico. In The Butler Daniels unisce una giusta dose di sentimentalismo a delle scene più cruente e ciniche senza far un uso smoderato della violenza. Con questo film si conferma come uno dei registi più interessanti del panorama internazionale ed un regista di colore finalmente in grado di andare oltre la messa in scena a cui ci ha abituati Spike Lee. Vale la pena sottolineare che dopo il capolavoro di Quentin Tarantino, Django Unchained, il 2014 vedrà lo sdoganamento definitivo dell’esperienza afro-americana con The Butler e 12 Years a Slave di Steve McQueen che rappresentano un vero punto di svolta della cinematografia moderna. La schiavitù e la storia americana non erano mai state raccontate forse con una tale obiettività, qualità e onestà intellettuale.

Questi due film riescono più di tutti quelli che li avevano preceduti, (ricordiamo, tra i più recenti, il banale The Help) a rievocare una delle pagine più vergognose della storia americana e la lunga battaglia per ottenere i diritti civili da parte della comunità afro-americana.

The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca uscirà nelle nostre sale il 1° gennaio 2014.

Di Rosa Maiuccaro per Oggialcinema.net

12 Years a SlaveForest WhitakerMelissa LeoOprah WinfreyPremio OscarRobin Williams.Silvio MuccinoThe Butlerthe helpVanessa Redgrave


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog