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The Following, al via la terza stagione fotocopia

Creato il 05 marzo 2015 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Il giudizio di Marco Goi

Summary:

The Following era uno dei più goduriosi guilty pleasure del piccolo schermo. Perché stiamo parlando al passato? Perché la terza stagione è partita con il piede sbagliato, cercando da una parte di riciclare, piuttosto malamente, le idee già utilizzate nel corso dei precedenti episodi, e dall’altra provando a trasformarsi in qualcosa per cui non può essere considerata credibile abbastanza: un thriller serio.

Le precedenti due stagioni di The Following sono state tutt’altro che impeccabili. Piene di incongruenze, assurdità, colpi di scena ai limiti dell’inverosimile, eppure il loro bello stava proprio in ciò. The Following era un frullato di romanzi, film e serie tv sui serial killer all’ennesima potenza, in cui tutto era possibile. Persino che i morti tornassero in vita. La serie procedeva a corrente alternata, con un sacco di puntate riempitivo, però funzionava soprattutto quando il creatore della serie Kevin Williamson metteva in mostra il suo zampino. Il pilot della serie, così come la premiere della seconda stagione, mettevano sul fuoco tanta carne, presentavano un sacco di spunti, entusiasmavano con le loro trovate tanto incredibili quanto pazzesche. Elementi che invece mancano clamorosamente nella spenta apertura della terza stagione.

A firmare la sceneggiatura della premiere della season 3 ci sono Alexi Hawley e Brett Mahoney e in due non riescono a colmare l’assenza di Kevin Williamson, che si sente in maniera evidente. Manca la sua ironia, il suo senso dell’umorismo, il suo citazionismo pop, il suo giocare con i cliché del genere come aveva fatto anche nella saga horror di Scream. Mancano insomma le componenti che rendevano The Following così divertente da seguire e al loro posto c’è solo spazio per una enorme serietà che appesantisce parecchio la visione. In più, tutte le situazioni paiono giusto una replica, una pallida fotocopia degli omicidi e delle varie vicende cui avevamo assistito nel corso delle puntate passate.

L’assenza più pesante è comunque un’altra: Joe Carroll (James Purefoy). Il folle serial killer che ha più follower di Lady Gaga è nel braccio della morte e manca un solo mese alla sua esecuzione, però nel corso della puntata di lui non c’è traccia. Al suo posto abbiamo al momento giusto un suo pessimo surrogato, un certo Andrew (Michael Irby), un tizio che si spaccia per cameriere, aiutato da una coppia di nuovi stereotipati psicopatici: Kyle (Hunter Parrish già visto in Weeds) e Daisy (Ruth Kearney), oltre al gemellino sopravvissuto alla stagione 2, Mark (Sam Underwood). Nessuno che sembri poter infastidire per davvero l’agente Ryan Hardy (Kevin Bacon) o che possa essere all’altezza della sua rivalità con Joe Carroll. In attesa che quest’ultimo faccia, forse, la sua attesa comparsa nei prossimi episodi, per adesso The Following non convince, non intrattiene e non diverte per niente. AAA nuova serie guilty pleasure cercasi.

di Marco Goi per Oggialcinema.net

The Following, al via la terza stagione fotocopia ultima modifica: 2015-03-05T09:01:37+00:00 da Marco Goi

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