The God of Cookery, sentirsi un dio in cucina

Da Alessandratioli

Shaolin Cookery

Il mo lei tau, il “nonsense”,  il demenziale, è il filone principale del capolavoro di Chow, The God of Cookery, datato 1996. Nel film, Chow unisce la sua personale passione per il mo lei tau, alla mescolanza
di generi tipica del cinema di Hong Kong (basterebbe la sequenza d’apertura, con ingredienti culinari fatti volteggiare in aria con ralenti e primissimi piani), che aggiunge un inedito senso del demenziale.

Il protagonista assume le vesti di un arrogante chef, con tanto di toque blanche damascata, a capo di un impero a base di tagliolini in scatola e di cibo preconfezionato che sfrutta il talento di giovani cuochi. Bull Tong, uno dei suoi allievi, si ribella alla tirannia del "dio della cucina" e riesce a metterlo in ridicolo in pubblico. Il maestro sconvolto abbandona il suo impero, ma non si arrende. Inizia un'attività con alcuni venditori ambulanti con cui si arricchisce ideando un prodotto vincente, Explosive Pissing Beef Balls, una combinazione deliziosa di due piatti, la delicatezza dei “pissing shrimp”, in pratica le nostre canocchie o pannocchie e il gusto delle “beef balls”, polpette di manzo. Ritrovato il successo, viene sfidato dal suo vecchio rivale Tong in una gara che assegni lo scettro di "dio della cucina"...
Nel duello finale a colpi di mestolo tra Chow e il suo antagonista che ha preso il suo posto come ‘Dio della cucina’, si ritrova tutta la grazia della tradizione orientale, cinematografica e culinaria.
Da vedere!
  

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