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THE GREAT OLD ONES, Cosmicism

Creato il 14 dicembre 2019 da The New Noise @TheNewNoiseIt

THE GREAT OLD ONES, Cosmicism

I Great Old Ones sono una band proveniente da Bordeaux, già nota per avere realizzato tre album post-black che, pur essendo contraddistinti da una produzione limpida, rimandano a una concezione atavica di questo stile. Nel loro essere aperte ad accogliere influssi provenienti da differenti approcci alla materia, le strutture delle composizioni richiamano la psichedelia e pur inglobando al loro interno destabilizzanti atmosfere oblique, anelano a una densità espressiva ai limiti del progressive. Nonostante in Cosmicism ci siano elementi assimilabili (anche) a musiche altre, la melodia risulta offuscata da una stratificazione tale da renderla impalpabile e qualcosa di simile avviene similmente per le frazioni più serrate. La chiave di lettura di ciò che realizzano Benjamin Guerry e gli altri musicisti coinvolti nel progetto è da ricercarsi – oltre che nell’immaginario desunto dalle opere di Lovecraft – in un incontenibile fagocitare elementi agli antipodi che talvolta richiamano la musica sacra, ricongiungendosi a quel senso di impotenza cui si collegava l’autore di Providence quando affermava che The most merciful thing in the world, I think, is the inability of the human mind to correlate all its contents. We live on a placid island of ignorance in the midst of black seas of infinity, and it was not meant that we should voyage far. Ogni sfumatura che entra a fare parte di Cosmicism viene riletta in chiave personale e anche se ci sono alcuni punti di contatto con altre formazioni contemporanee, la sensazione è quella che la formazione francese abbia trovato sin dagli albori della propria esistenza una modalità espressiva (quasi) estranea alle dinamiche tradizionali della musica estrema.

Dischi 2019, season of mist, the great old ones

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