Magazine Cinema

The greatest show

Creato il 15 febbraio 2020 da Houssymovies2punto0 @h0ussy
THE GREATEST SHOW

Piaccia o no, che ne siate consapevoli oppure no, d’ora in poi, per tutto il Solechegioca e per il suo pubblico, ci sarà un prima e un dopo The GREATEST Show. Questa volta Barbara Silvani si è spinta talmente oltre, che sarà difficile tornare indietro. Lo spettacolo andato in scena ieri sera è stato qualcosa che, a quel livello, non si era ancora visto, qualcosa che parte dal teatro recitato, sconfina nel musical e nei suoi momenti migliori, va a braccetto con il cinema. La visione della regista, con i suoi rimandi meta, il suo percorso emozionale, che culmina nella sontuosa coreografia finale, creando di fatto un ponte tra l’inizio e la fine, tra ciò che finisce, pur cominciando, è qualcosa che ogni spettatore si porterà dentro per molto tempo.

La cosa più straordinaria di tutte, è stata vedere come tutto il cast sia stato capace di seguire il proprio capitano verso territori così inaspettati, inesplorati e decisamente pericolosi. Ognuno di loro ha messo in gioco tutto, sacrificando forse la propria sanità mentale, verso un sacrificio personale, che ha annullato il singolo a favore del gruppo. Su quel palco, a trasmettere quella contagiosa energia e quella voglia di urlare e muoversi, c’era un gruppo di persone che hanno trovato la propria dimensione ed il proprio scopo insieme, uniti e traboccanti di gratitudine gli uni per gli altri.

Momenti come quello in cui due splendidi giovani, appartenenti a due mondi diversi e distanti, parlano della possibilità di riscrivere le stelle, oppure come quello che vede due donne pestare i piedi e coinvolgere i loro compagni, meravigliosamente unite nel cantare, difendere ed urlare la loro unicità, invitando ognuno di noi a non vergognarsi per essa, hanno rappresentato, insieme al già citato finale, qualcosa di sublime, ipnotico ed impossibile da dimenticare. Energia pura, capace di esplodere in uno tsunami di colori, sfumature ed emozioni, nel cuore, nella pancia e nei polmoni di ognuno di noi.

Impossibile non citare le scenografie magnificamente minimal di Giuseppe Calabrese e le pazzesche luci di Giuseppe Luisi, capaci di passare dal blu etereo ad un drammatico rosso, senza dimenticarsi di regalarci vere emozioni in controluce, facendo danzare ombre, intenzioni e musica. Un capitolo a parte va dedicato alle aliene coreografie, frutto del visionario talento di Chiara Ferlauto (suo il ruolo di Eva, la donna serpente) capace, attraverso il duro e maniacale lavoro, di trasformare i corpi dei suoi compagni di palco in promesse mantenute e in grida di battaglia e riscatto.

Ancora una volta c’è da essere grati a The GREATEST Show di essere ciò che è, un inno alla gioia, all’inclusione, alla gratitudine e all’accettazione di se stessi, uno spettacolo che riflette sull’intima identità del Solechegioca e delle tante anime che lo compongono, destinate a trovarsi, accogliersi ed accettarsi. Barbara Silvani ha guardato oltre lo specchio, si è messa a nudo e ha raccontato se stessa, piccola grande Barnum capace di vedere il meraviglioso in ognuno di noi, fenomeni da baraccone con un’ala spezzata, anime ferite in cerca di una casa, di un gesto, di una parola e di perdono.

Io sono uno di loro e sono orgoglioso di esserlo… THIS IS ME!


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog