Magazine Diario personale

The greatest showman

Da Stefano Borzumato @sborzu

I sogni servono per creare il mondo che vogliamo.

darospoaprincipeÈ la storia di un uomo eclettico che se la canta e se la suona; imbonisce il prossimo come pochi altri al mondo; è un visionario, un sognatore, un piazzista, un affabulatore; un romantico, un idealista, un filantropo.

No: non è Berlusconi.È la storia di Phineas Taylor Barnum, folkloristico quanto controverso personaggio di fine 19° secolo.I martoniani erano preoccupati per il paventato risvolto politico del film: Berlusconi è il peggior nemico che il Male abbia mai potuto eleggere a proprio paladino; i millennials... non sono mai preoccupati, loro: al più, addiverrebbero alla conoscenza di un personaggio storico altrimenti estraneo al loro universo definito da youtubers e videogame. Entriamo. Vediamo.

darospoaprincipeIl rischio della deriva socio-politica, ahimé, è però sempre presente nei film usa & getta: il claim del momento prevede forte interessamento per l'integrazione del diverso nel tessuto sociale stabilizzato. Guardiamo lontano.

Cosa c'è di più paradigmatico di un gruppo di freak offesi e vilipesi fin dalla nascita e messi  nel quotidiano ai margini della società? Integrazione è la parola dell'ultimo quinquennio. Integrazione, dice il Papa all'Angelus, stravolgendo un po' il senso delle scritture a proprio uso e consumo (qui). Integrazione, idealmente. Con la particella 'dis' posta davanti nel mondo reale.E comunque è questo il primo punto a favore del film: chiunque si sia sentito diverso e non accettato nella società, troverà facile immedesimarsi negli eroi di questo film.

Non lo sanno ancora, ma alla fine ti adoreranno.
darospoaprincipeIn fondo, pure il poro Wolverine non s'è mai sentito un granché integrato: Hugh Jackman, vivaddio, ha una sua coerenza! Da salti, urla e pugni a piroette, vocalizzi e abbracci: il P.T. Barnum di Jackman è un Wolverine edulcorato (il Barnum vero non era così figo!). Qui fa solo un po' strano per l'assenza degli artigli. E pure perché sgambetta, canta e si commuove per tutto la durata del lungometraggio: questo, signori miei, è un musical! Gli spettatori che non lo sapevano (davvero puoi andare al cinema senza esserti informato preventivamente sul film da vedere?), sbottano in commenti colorati dopo la terza scena cantata. È un musical. Senza alcun dubbio.L'intento didascalico del film, dicevo, è evidente. Leit motiv della trama è la rincorsa del sogno americano: chiunque può affrancarsi dalla propria misera condizione. Ogni fallimento è solo un'occasione per migliorarsi.
Comincia a vivere. Qualunque cosa tu faccia, falla con tutta la tua potenza. Lavoraci su, giorno e notte, nella stagione e fuori stagione, non lasciare niente di intentato, e non rinviare mai di una singola ora quello che può essere fatto altrettanto bene ora.
Basta volerlo. Basta sognarlo.
Si soffre di più ad immaginare di meno che ad immaginare di più.
Chiunque può trovare l'amore. Basta volerlo. Basta sognarlo.
Un uomo capisce chi è davvero importante per lui quando lo scintillio della ribalta viene meno.
Poi, certo... Lo scintillio della ribalta è importante. Barnum viene reso da un attore sexy. La moglie di Barnum è la bellissima Michelle Williams. La donna che ha fatto tentennare la fedeltà di Barnum alla famiglia è la bellissima Rebecca Ferguson. Il socio di Barnum è il bellissimo Zac Efron. L'amore 'diverso' del ricco e viziato Zac si riversa sulla bellissima Zendaya (già MJ nell'ultimo Spiderman, qui). Insomma... di freak c'è molto poco, come già espresso chiaramente nelle locandine. L'accettazione del diverso, ok... ma solo dietro le quinte. Indurre il popolo all'accettazione del diverso, dunque. Allora ci pensava Barnum per fare soldi, oggi ci pensano i governi... per fare soldi: il Circo Barnum, infatti, non serve più (qui)!

Molte persone, nel complesso, sono ingannate dal non credere in nulla, e non dal credere troppo.
Il popolo non è pronto al brutto. Al mostro. Al deforme. Il popolo ha bisogno di frizzi, lazzi e lustrini. Il popolo ha bisogno di essere imbonito. Guidato. Dolcemente, però. 
L'arte più nobile è quella di rendere le altre persone felici.
darospoaprincipeÈ il popolo che paga per vedere lo spettacolo di mostri: l'elite diede credito al buon Barnum solo quando cominciò a produrre lo spettacolo della bellissima cantante ariana. Arrivando addirittura al cospetto della Regina Vittoria. Il popolo è moralmente obbligato ad accettare il diverso; l'elite può rimanerne seraficamente staccata. È questo il messaggio che viene sottilmente veicolato (qui). 
Non serve che ti amino tutti, Phineas: solo poche e selezionate persone.
darospoaprincipeMa la ggente resterà impressionata dai vocalizzi e dalle mossette coreografiche di Wolverine & co. La ggente resterà abbagliata solo dal concetto di integrazione espresso in tutte le interviste, lette e ascoltate. La ggente non coglierà i molteplici giochi di specchi e immagini riflesse riprese dal bravo regista Michael Gracey. Ma soprattutto la ggente non coglierà il messaggio di quel genio assoluto del marketing che fu P.T. Barnum:
Quante persone ci sono in quella strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette? Otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue.


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