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The Leadcrow - Effetto speculare (IV parte)

Da Lerigo Onofrio Ligure @LerigoOLigure
Arretrarono fino all’accesso creato dalla Magpie, mettendo qualche trappola per i titan che volessero seguirli e sigillando più porte possibili. CJ era rimasta in silenzio, lasciando fare ai suoi: non voleva passare per folle, ma ogni momento di più la sua reticenza si faceva più flebile e la voglia di scoprire cosa volessero realmente gli europs per perseguitarla fino a quel punto aumentava.
– Titan! – gridò un marinaio, mettendosi al riparo.
CJ gettò uno sguardo ai difensori della stazione. I titan erano armati con armi a energia di grosso calibro, corazzature in un materiale indefinibile e visori multi-spettro. Avanzando non si preoccupavano neanche di mettersi al riparo, anzi sembravano credersi immuni alle armi a energia – Non possiamo ritirarci oltre! –
– Possiamo tenerli impegnati però! – fece notare Bullet, lanciando una granata nella direzione dei difensori.
Gli uomini di Brooksie avevano approntato una sorta di barricata, rovesciando dei tavoli della sala comune e si limitavano a coprirsi a vicenda. Se il rapporto di forza tra i due gruppi non fosse cambiato, i titan non avrebbero potuto fare un passo senza essere distrutti dalle armi pesanti di Bullet e dei suoi.
– Isa credo di sapere come aggirare questi bastardi, prendi un paio di guastatori e tre dei tuoi uomini per scortarci. Brooksie e Bullet difenderanno la posizione, questo sarà il nostro punto di rendez-vous, sempre che la Magpie riesca a evitare i nostri amici lì fuori! –
– Ricevuto. –
Quella conferma collettiva le diede un attimo di tregua dal continuo pensare a cosa mirassero gli europs, ma la sensazione di essere precipitata nel sogno dell’uomo tornò a terrorizzarla non appena svoltarono l’angolo.
Presero il corridoio che da quella zona saliva, riconobbe la strada che aveva percorso insieme ad Albert Rory, quando l’uomo le aveva spiegato dell’arrivo di Delacroix. Che l’uomo del sogno ha percorso! Era un dannato sogno!
Isa si fermò, incerta se chiederle cosa non andasse, ma CJ la spronò ad andare avanti con un cenno. Arrivarono negli uffici amministrativi, ma l’eleganza degli arredi era stata sostituita dalla linearità spartana di un posto di guardia.
– Posto di guardia. – commentò, più rivolta a se stessa che agli altri – Dovevo immaginarlo! –
I suoi uomini si appostarono, pronti a fare fuoco sui tre fricchettoni che imbracciavano i fucili pesanti, anche in quel caso non erano sicuri di cosa poteva succedere, ma quei titan sembravano molto più preoccupati dei primi che avevano incontrato. Segno che forse non ci sarebbero stati rinforzi.
Nel sogno aveva visitato quella parte della stazione di continuo, conosceva ogni anfratto e persino un modo per aprire la porta dell’ufficio di Delacroix, dove probabilmente i titan tenevano le armi. C’era anche la possibilità che la porta dell’ufficio si aprisse su un altro luogo completamente diverso, ma l’esperienza diceva a CJ che se c’erano consolle di sicurezza e guardie armate, le armi non potevano essere lontane.
– Hanno una linea di fuoco ristretta, potremmo evitarli o farli fuori con una granata! – consigliò Isa, sbirciando con uno specchio.
– Credo ci sia un’armeria lì dentro! –
Isa la fissò senza capire, in effetti avevano abbastanza armi e batterie per uccidere un battaglione di titan, ma a CJ non sarebbe dispiaciuto fare un po’ di bottino per il futuro, senza contare che potevano sempre tornare utili per uscire da quell’inferno.
– Vediamo cosa stanno difendendo, poi ci faremo le domande. – propose CJ, sporgendosi.
Fece fuoco contro un titan, investendolo con una raffica di energia in grado di sciogliere persino le corazzature, senza fargli nulla – Al diavolo, le nostre armi non li scalfiscono neanche! –
– Alm… – la voce di Isa s’interruppe quando uno degli uomini della sua squadra venne colpito e le cadde addosso. La Jaguar si ammutolì e per un istante rimase a guardare quel cadavere contorcersi in preda a convulsioni e spasmi causati dal colpo di SSL.
– Dannati bastardi! – gridò CJ scaricando un’altra salva di energia contro i difensori – Falli saltare in aria! –
– Sei sicura, CJ? – chiese la ragazza, riprendendosi.
– Dannazione tira quella granata, al diavolo le armi! –
L’altra non si fece ripetere l’invito e con un lancio perfetto fece saltare in aria quei dannati fricchettoni, causando un’esplosione decisamente più grande di quanto CJ avesse preventivato.
All’interno non era rimasto nulla, la porta di quello che nel sogno era l’ufficio di Delacroix era divelta e all’interno c’erano i resti di un’armeria molto ben fornita.
CJ si avvicinò a quello che doveva essere stato uno dei membri della sicurezza, fissandolo con la pistola puntata contro il cadavere. I circuiti di due protesi lampeggiavano ancora, ma la parte umana del titan era decisamente morta.
Isa arrivò con un paio di fucili scampati all’esplosione – C’è rimasto solo qualcuno di questi e non so quanto potrebbero esserci utili. –
– Li useremo ugualmente. –
La Jaguar seguì il suo sguardo, fino al cadavere – Non sono così immortali come sembra! –
– Già, ma a che prezzo? Questo posto gli è esploso in faccia e i loro circuiti continuano a funz… – venne interrotta da un allarme di decompressione della sua tuta – Abbiamo aperto un’altra falla, fate attenzione. –
– Altra falla. – avvertì Isa per radio, forse con l’intento di mettere al corrente anche Bullet e Brooksie.
– Al diavolo, questi pazzoidi! – imprecò CJ voltando le spalle al cadavere – Sbrighiamoci, non ci rimane molto tempo prima che la Magpie torni a prenderci! –
– Qui Bullet, dovete aver messo paura ai nostri ragazzoni perché si sono ritirati, fate attenzione! –
– Farai meglio a mantenere la posizione. Ci servirà un punto sicuro per l’estrazione! – avvertì CJ.
– Ricevuto Capitano, Bullet chiude. –
CJ guardò Isa, la ragazza aveva uno sguardo preoccupato, ma proseguì senza guardarsi indietro, l’esperienza come comandante le diceva che qualsiasi sua esitazione si sarebbe amplificata nei suoi sottoposti. Anche CJ aveva potuto sperimentare quella condizione, ma in un equipaggio di tagliagole e farabutti, qualsiasi debolezza poteva essere un momento per tradire il Capitano. Come ha pensato di fare quel serpente di Keller!
– Avremmo dovuto chiedere loro informazioni prima di farli saltare in aria. – ironizzò Isa guardandosi intorno.
CJ sospirò e resistendo all’impulso di correre lungo il corridoio che portava agli ascensori per i laboratori, fece cenno alla Jaguar di proseguire con cautela.

The Leadcrow - Effetto speculare (IV parte)

Ogni sogno ha il suo incubo peggiore!


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